Home » Itinerari didattici » Verona: la città e la provincia - Uno sguardo d'insieme. Itinerari per la scuola

Verona: la città e la provincia - Uno sguardo d'insieme. Itinerari per la scuola

Verona: la città e la provincia - Uno sguardo d'insieme. Itinerari per la scuola - CTG VERONA
LA CITTA'

Verona è situata 59 m s.m., tra la pianura Padana e le prime colline dei monti Lessini. E si sviluppa sulle due rive dell'Adige che in questo punto forma delle anse. La città dei "veronesi tuti mati", è per importanza, il secondo centro del Veneto dopo Venezia-Mestre. Nodo stradale e ferroviario nevralgico, Verona conserva un centro storico dalla tipica pianta romana, con strade che si intersecano perpendicolarmente all'interno dell'ansa dell'Adige. Nel secondo dopoguerra la città ha avuto un notevole sviluppo urbanistico in tutte le direzioni, conseguenza di un rapido progresso economico. Oggi Verona è una città moderna ma ricca di pregevoli testimonianze storico-artistiche e di un consistente patrimonio culturale.
Il comune di Verona ha una superficie di 199,7 kmq 
CAP 37100. Prefisso telefonico 045.


COME SI ARRIVA
Verona è raggiungibile in auto con l'autostrada A4 Milano-Venezia (uscite caselli di Verona Sud e Verona Est), e con l'autostrada A22 Modena-Brennero (uscita casello Verona Nord). In treno è collegata con Milano e Venezia, Bologna e Trento, oltre che con Mantova e Rovigo. La stazione ferroviaria è in p.le Stazione, tel. 590688. La città è raggiungibile anche in aereo con voli nazionali ed internazionali presso l'aeroporto di Verona Villafranca, tel. 513700.

 
CENNI STORICI
La zona dove sorge la città fu abitata già in epoca preistorica e vide insediarsi in seguito popolazioni euganee, venete, etrusche e galliche.
Non si sa con precisione quando avvenne l'occupazione già nel I sec. a.C. era una importante colonia: al I sec. appartengono infatti i principali monumenti romani della città, mentre vi facevano capo le strade romane Augusta, Gallica e Postumia.
Fin dai tempi più antichi la posizione geografica di Verona conferì ad essa quell'importante funzione strategica che doveva poi caratterizzarla per quasi un millennio. Nei suoi pressi, già durante il tardo Impero, si svolsero dei fatti d'armi (Claudio contro gli Alemanni, Costantino contro Massenzio, Stilicone contro Alarico).
 

Nel Medioevo Teodorico re degli Ostrogoti vi stabilì la sua reggia e fece erigere nuove mura; dopo Teodorico, Verona divenne conquista bizantina e nel 568 Alboino re dei Longobardi ne fece sede di un ducato e capitale del suo regno. Il regno dei longobardi durò fino al 774, quando Carlo Magno sconfisse Adelchi. Ultima a cedere ai Franchi, Verona fu a lungo sede di Pipino e Brengario. Subì poi le scorrerie degli Ungari finché giunse l'esercito di Ottone I.
Agli inizi del XII sec. nasce il Comune , e, se da un lato la città si trovò impegnata negli aspri conflitti che in quell'epoca funestavano la penisola, non mancando lotte e contrasti con le città vicine, si determinò anche un rifiorire economico cui corrispose un adeguato risveglio culturale e artistico.
Fra gli episodi salienti del periodo comunale si ricorderà la Lega Veronese del 1164, costituita contro l'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1126 Verona divenne feudo del feroce Ezzelino da Romano; morto Ezzelino la cittadinanza si organizzò e chiamò a podestà e capitano del popolo Mastino della Scala che diede origine alla Signoria, la quale fece rifiorire fino al 1387 l'economia e le arti.
A Mastino successe Alberto e a questi i figli Bartolomeo, Alboino e Can Francesco che divenne signore della città col nome di Cangrande I. Quest'ultimo fece della corte scaligera un illuminato centro di mecenatismo, accogliendovi poeti, letterati e artisti. Dopo un periodo di breve decadenza, nel 1405 la città cadde sotto il dominio veneziano che durò per quasi quattro secoli e, se da un lato assicurò a Verona e al suo territorio un lungo periodo di relativa tranquillità e prosperità, dall'altro non mancò di sopprimere ogni possibile slancio autonomistico, mortificando lo spirito della città assorbendone le migliori energie. 
Durante l'effimera occupazione napoleonica, la città si sollevò nelle "Pasque veronesi" del 1797.
La città passa poi all'Austria; nel 1801 è divisa tra l'Austria e la Francia. Nel 1805 fa parte del Regno Italico. Nel 1814 torna definitivamente all'Austria.
Con il dominio austriaco la città fu fortificata ed assistette a numerosi episodi di patriottismo. Unita al Regno d'Italia nel 1866, Verona subì dei bombardamenti durante la guerra mondiale, ma soprattutto le distruzioni operate dai tedeschi in ritirata, durante l'ultima guerra.

COSA VEDERE A VERONA
Verona è una città molto ricca dal punto di vista storico-artistico, in quanto ogni periodo storico ha lasciato delle sue impronte ben conservate. Per visitare la città chi arriva in treno può servirsi degli autobus che partono proprio davanti la Stazione. Chi arriva invece in auto può parcheggiare in lungadige Rubele, in lungadige Panvinio, in p.zza Cittadella, oppure nei parcheggi della circonvallazione. Quattro sono gli itinerari che consigliamo per la visita di Verona.

1° ITINERARIO
Si parte da S. Stefano, chiesa romanica sorta nel V sec. su di una antica area cimiteriale, conservante la facciata del XII sec. ed all'interno tre navate ed una cripta del X sec.
Prendendo ora il lungadige Redentore si incontra il Ponte Pietra, risalente al I sec. d.C.; l'antico "pons Marmoreus" a cui deve il nome, è a cinque arcate asimmetriche costruite con materiali diversi. Del ponte Pietra ricostruito fedelmente nel 1959 dopo essere stato distrutto dai tedeschi nel 1945, restano ora l'originario arco a destra e la torre che vi sorge all'imbocco, eretti da Alberto della Scala nel 1298.
Subito dopo il ponte, sulla sinistra, vi è il Teatro Romano, costruito nel I sec. d.C. sul fianco del colle S. Pietro come sede di spettacoli teatrali e riti. Del teatro originario resta ora la cavea e la gradinata con alcune logge e resti della scena.
A destra vi è la chiesetta dei SS. Siro e Libera, edificata nel 920, ricostruita e rimaneggiata nel XIV sec. ed in epoca barocca. Dietro il teatro si trova il convento di S. Girolamo, ora sede del Museo Archeologico che raccoglie statue, busti, bronzi, vasellame ed oggetti vari soprattutto del periodo romano.
Continuando ora per l'Interrato dell'Acqua Morta si arriva alla p.tta deve sorge S. Maria in Organo, chiesa risalente all'VIII sec. ma trasformata nelle forme attuali nel 1481 dagli Olivetani. La parte inferiore della facciata è in pietra ed attribuita al Sanmicheli, mentre la superiore, in stile gotico-romanico, è in cotto e tufo. L'interno, in stile romanico-gotico, è a tre navate con presbiterio rialzato.
Interessanti sono il coro e la sacrestia perché contengono le splendide e famose tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona.
Dalla chiesa, verso v. Seminario, si arriva a Porta Organa, all'altezza dell'Isolo, che faceva parte delle mura comunali che chiudevano l'antico quartiere del Castello a Sud. Per v. porta Organa e v. Giardino Giusti, si incontra Palazzo Giusti con il celebre giardino. Iniziato nel cinquecento, il giardino è un classico esempio di "giardino all'italiana" e presenta una parte pianeggiante che si snoda tra aiuole fiorite, limitate da siepi di bosso ed ornate da statue e fontane. Attraverso un maestoso viale tra i cipressi, si arriva in un labirinto settecentesco. Sui fianchi del colle, il giardino si presenta con un folto e meraviglioso bosco con al centro un belvedere sostenuto da un mascherone, da cui si gode una vista suggestiva. 
Ritornando ora in v. Giusti, si prenda v. S. Maria in Organo e poi a destra la caratteristica v. S. Giovanni in Valle fino ad incontrare la chiesa di S. Giovanni in Valle. Chiesa romanica già esistente nell'VIII sec. e sorta su di un antico cimitero cristiano, venne ricostruita a partire dal 1117. Costruita interamente in tufo, la chiesa possiede tre navate e tre absidi. L'interno è a tre navate divise da pilastri e colonne e presenta un presbiterio sopraelevato in stile rinascimentale. Alle pareti vi sono resti di antichissimi affreschi. Molto interessante è la cripta a tre navate con capitelli in vari stili, che presenta costruzione esistente nell'VIII sec.
Dalla p.tta attigua alla chiesa prendendo per v. Fontane di Sopra, si sale all'antica Fontana del Ferro in cui da tempo immemorabile sgorgavano acque fresche e limpide. Prendendo ora per v. Nazareth si arriva a Castel S. Pietro, caserma costruita dagli austriaci nel 1854 sui ruderi del castello visconteo. Dal p.le antistante si gode una delle più belle e suggestive vedute di Verona con la possibilità di individuarne facilmente gran parte dei monumenti e di osservarne la struttura urbanistica: dall'impianto romano alle mura e fortilizi austriaci.
Prima di lasciare Castel S. Pietro, diamo un'ultima occhiata alla città che dolcemente di distende ai suoi piedi ed allora ci potranno venire in mente quei famosi versi del Barbarani: "Voria cantar Verona, a una certa ora / de note, quando monta su la luna ... / ... in dove che è piantà Castel S. Piero, / su le rovine del teatro antico, / védar levarse su come de fero / tuto intiero, el castel de Teodorico, / e imaginarme rampegada adosso / 'na Verona cambià nei so colori: / tore e muralie del quarel più rosso, / case dipinte e ponti levadori".
Per ritornare a S. Stefano si scende ora per il panoramico scalone di castel S. Pietro. Da qui si può fare un salto a S. Giorgio in Braida con la possente cupola Sanmicheliana, eretta nel XV-XVII sec. All'interno vi sono notevoli dipinti del Veronese, Tintoretto, Girolamo dai Libri e Caroto.

2° ITINERARIO
Iniziamo questo itinerario da P.zza Duomo dove si trova la Cattedrale eretta sul luogo di preesistenti templi cristiani e rifatta più volte nel corso dei secoli. La chiesa consacrata nel 1187, fu costruita su un'altra antica basilica paleocristiana (S. Maria Matricolare) di cui parla il vescovo Ratoldo già nell'813. La bella facciata, ridisegnata pare dal maestro Nicolò, è nella parte inferiore tipicamente romanica, mentre nella superiore è gotica.
L'interno del Duomo è a tre navate con volte a crociera poggianti su robusti pilastri e presenta quattro cappelle per lato con dipinti ed affreschi come pure sono affrescati i muri e la volta del presbiterio. Dalla porta sotto l'organo si accede alla chiesa di S. Giovanni in Fonte, battistero romanico del Duomo, ricostruito nel 1123 dal vescovo Bernardo, a tre navate su preesistente edificio dell'VIII-IX sec. all'interno vi è una vasca battesimale ottagonale, capolavoro della scultura romanica veronese del XII sec., con sulle facce stupendi bassorilievi con storie della Vergine e di Cristo.
Lungo la stretta via che corre sul fianco sinistro del Duomo si giunge alla chiesetta romanica di S. Elena dove Dante per la prima volta lesse e discusse pubblicamente la sua opera "Quaesito de aqua et terra", nel 1320. Di fronte alla chiesetta, un sottopassaggio porta al lato orientale a doppio ordine di colonne binate in marmo rosso ed altri due lati a semplice ordine di colonne.
Sulla destra della p.zza Duomo vi è l'ingresso alla Biblioteca Capitolare, una delle più importanti d'Europa, fondata nel V sec. dalla Schola Sacerdotum Sanctae Veronesis Ecclesiae (corrispondente all'attuale Capitolo) possiede antichi manoscritti codici, incunaboli e miniature, molto rari e preziosi.
Per v. Duomo e v. Massalongo arriviamo ora alla chiesa di S. Anastasia (grandiosa chiesa gotica dei sec. XIII-XV, con maestoso interno a tre navate). Proseguiamo quindi per c.so S. Anastasia prendendo a sinistra per vic. Cavalletto, ed incontriamo le Arche Scaligere: monumentali tombe dei signori d Verona, a forma di edicole gotiche (arca di Mastino II, Caansignorio e Cangrande). Siamo subito in p.zza dei Signori con al centro il monumento a Dante. Sul lato destro è il Palazzo del Comune o della Ragione, del sec. XII; ha un bel cortile a portico di forme romaniche con trifore in alto e una scala esterna (scala della Ragione) goticheggiante, che sale ad un antico portale, ed è sormontato dall'alta torre dei Lamberti. Segue il palazzo dei Tribunali, con un torrione scaligero e un portale del Sanmicheli.
Sul lato opposto della piazza sorge l'agile Loggia del Consiglio, fra le più leggiadre creazioni del primo Rinascimento veneto, costruita verso la fine del sec. XV, secondo la tradizione, da Fra Giocondo, per sede del consiglio cittadino. Il rivestimento policromo e la decorazione scultorea le danno una bella vivacità. Chiude in fondo la piazza il palazzo del Governo, l'antica reggia degli Scaligeri con grandioso portale del Sanmicheli.
Passiamo ora in P. delle Erbe che occupa il sito dell'antico Foro romano. La cingono vecchie case e torri e la fanno pittoresca i caratteristici ombrelloni del quotidiano mercato. Al centro della piazza vi sono la colonna del Mercato (1401); la berlina o edicola marmorea (XVI sec.), ove si insediano i signori e i podestà; la fontana di Madonna Verona, e la colonna di S. Marco. A corona vi sono la trecentesca Domus Mercatorum, la torre del Gardello ed il palazzo Maffei, nonché le case Mazzanti (con affreschi), e l'arco della Costa. Da p.zza delle Erbe, per v. Rosa, v. Garibaldi e v. Pacifico, si ritorna in p.zza Duomo.

3° ITINERARIO
Iniziamo l'itinerario da S. Fermo Maggiore, chiesa edificata da Annone per custodire le reliquie dei SS. Fermo e Rustico. Edificata nel sec. VIII, S. Fermo Maggiore venne rifatta nell'XI sec. dai benedettini che la dotarono di una chiesa superiore ed una inferiore, romaniche. Nel 1313 i frati minori, subentrati ai benedettini, innalzarono delle strutture gotiche sulle romaniche. L'interno è costituito da un'antica navata con cinque absidi e presenta un magnifico soffitto a carena plurima del 1314.
Da S. Fermo per v. Dogana, v. Filippini e v. Macello si arriva in v. Pallone attraversando il popolare e tipico quartiere dei Filippini. In v. Pallone vi sono le cosiddette mura viscontee, edificate in realtà nel periodo comunale da Ezzelino (sec. XIII) e poi dotate di merli da Gian Galeazzo Visconti che vi addossò all'esterno la Cittadella (le feritoie dei merli guardano infatti verso la città). Seguendo le mura si arriva fino alla Gran Guardia in P.zza Bra. Passando di fianco al neoclassico municipio si giunge all'Arena, l'anfiteatro romano risalente al I sec. a.C. che conserva solo quattro arcate della cinta esterna (l'Ala), crollata per il terremoto del 1183 e la seconda cinta con due ordini di 72 arcate in blocchi di pietra bianca veronese con volte e muraglie in sassi e mattoni.
L'interno dell'anfiteatro, a forma di ellisse con una cavea di 44 gradini che si innalza di 30m, contiene attualmente circa 22.000 spettatori mentre originariamente ne doveva contenere oltre 25.000, costruita per ospitare lotte tra gladiatori, cacce e naumachie, l'Arena vide anche il martirio di alcuni primi cristiani, il rogo dei patarini del 1278 voluto da Alberto della Scala, mentre sotto la Serenissima divenne sede di case da giuoco e nelle sue gallerie abitavano "spurcis puellis". Dietro l'Arena vi sono dei ruderi delle mura di Gallieno fatte costruire da questo imperatore nel 265 d.C. pr proteggere la città dalle invasioni barbariche.
Nei pressi si trova la chiesa di S. Nicolò, risalente al XII sec., con facciata moderna ed interno ad una sola navata con cappelle laterali ricche di statue e dipinti (la chiesa venne edificata nella forma attuale nel 1627).
Prendendo ora per v. Anfiteatro, sull'angolo tra p.zza S. Nicolò e v. E. Noris sorge il cinquecentesco Palazzetto dei Diamanti, così chiamato per le bozze di rivestimento, tagliate a forma di diamante. Continuando per v. Anfiteatro si giunge in p.zza Nogara ed all'incrocio con via Scala. Qui si trova la Chiesa di S. Maria della Scala fatta costruire da Cangrande nel 1362. Nell'unica navata interna si aprono alcune cappelle tra cui la seconda a destra con affresco trecentesco e con i presunti ritratti di Cangrande e della moglie.
Tornati ora verso v. Anfiteatro, si prende per v. S. Cosimo, dove sorge il cinquecentesco Palazzo dei "Puoti", così chiamato perché sulla facciata ha delle statue umane, quasi dei pupazzi (puoti, appunto). Girando a destra per v. Leoncino e poi a sinistra per v. Tazzoli si ritorna nello stradone S. Fermo.

4° ITINERARIO
Si parte da P.zza S. Zeno. La facciata in tufo locale è decorata da sottili lesene marmoree, dal rosone centrale e dal bel portale con pròtiro a capanna opera del maestro Nicolò, così come i rilievi a destra con scene del Vecchio Testamento e con la caccia infernale del re Teodorico (cantata da Carducci). Il pròtiro è sostenuto da colonne poggianti su due leoni stilòfori in marmo rosso di S. Ambrogio e protegge il meraviglioso portone ornato da 48 formelle di bronzo con scene e storie del Vangelo e della Bibbia e con fatti di S. Zeno (opera di tre anonimi artisti del XII-XIII sec.).
L'interno della basilica è alto e solenne con un bel soffitto ligneo gotico, a carena ed è suddiviso in tre navate sorrette da colonne e pilastri cruciformi. Sull'altare maggiore è il famoso "trittico" del Mantegna rappresentante la Madonna in trono con santi ed angeli. Nella piazza, la scenografia è completata, a destra, dall'isolato e possente campanile romanico che presenta strati alternati di tufo e mattone, ed a sinistra dalla torre merlata dell'antica abbazia benedettina.
Dalla p.zza di S. Zeno attraverso strade vecchie e pittoresche del quartiere (p.zza Corrubbio, v. Barbarani, v. S. Giuseppe, ecc.) si raggiunge le Regaste S. Zeno dalle quali si ha una bella veduta dell'Adige e del ponte Scaligero su cui si affacciano bei palazzi veneti rinascimentali. Verso il fondo della via si trova l'antichissima chiesa si S. Zeno in Oratorio dove si conserva l'enorme sasso su cui la tradizione vuole si sedesse S. Zeno per pescare le trote dell'Adige. Edificata nel XII sec. sull'oratorio costruito, pare da S. Zeno, presenta all'interno un'edicola funebre romana.
Si giunge così a Castelvecchio, eretto da Cangrande II nel 1354-57. Imponente costruzione in cotto, possiede torri e merlature ed un possente ponte a tre arcate su pilastri turriti, sull'Adige. Il castello è sede del Civico Museo d'Arte (dipinti di scuola veneta del XIV-XVIII sec., nonché sculture, stoffe e sete).
Di fianco a Castelvecchio vi è l'Arco dei Gavi (arco romano qui ricomposto dopo che i francesi lo distrussero nel 1705). Si prenda ora stradone Porta Palio e si visiti Porta Palio (innalzata dal Sanmicheli tra il 1542 e 1557), si giri quindi a sinistra per vic. S. Bernardino dove trovasi la quattrocentesca chiesa di S. Bernardino (gotico-rinascimentale con elementi barocchi, e l'annesso chiostro e convento con notevoli affreschi). Prendendo infine per v. Saffi e v. Lenotti si ritorna a S. Zeno. 

LA PROVINCIA

La provincia di Verona si estende nella parte occidentale del Veneto con una superficie di 3.096 kmq, raggiungendo una lunghezza massima di circa 90 km tra Navene e Castagnaro ed una larghezza massima di circa 70 km da Peschiera e Roveredo di Guà. Il suo territorio varia in altitudine dai 12 m s.m. di Terrazzo ai 2.218 m s.m. di Cima Valdritta sul Monte Baldo. Dei 98 comuni che formano la provincia, 55 sono in pianura, 27 in collina e 16 in montagna. La popolazione complessiva è di circa 776.000 abitanti.

CENNI GEOLOGICI
La pianura veronese si distingue in una zona bassa (al di sotto della linea delle risorgive), formata da depositi alluvionali lasciati dall'Adige (sabbie fini, argille e ghiaia) e da una zona alta che si è formata dal deposito alluvionale di grossi ciotoli e ghiaie. La fascia collinare è invece di origine morenica, (anfiteatri del Garda e Rivoli), fluviale o sedimentaria. Infine la montagna è suddivisa nella Lessinia (rocce sedimentarie e vulcaniche dell'Oligocene e Pliocene), e nel Monte Baldo (rocce sedimentarie calcaree e dolomitiche).

CENNI STORICI
Il territorio veronese fu abitato nel Neolitico (Valpolicella, Bassa), nell'età del Bronzo (palafitte della zona lacustre ed insediamenti del legnaghese), e nell'età del Ferro (castellieri lessinici e baldensi). Ma è con l'avvento dei romani che si assiste allo sviluppo di numerosi insediamenti lungo le v. Gallica, Claudia Augusta e Postumia, ma anche in altre località (Valpolicella, Valpantena, Val d'Illasi, Colognese, basso lago, Villafranchese, ecc.). Cristianizzato nei sec. IV-V e VI, il territorio veronese si arricchì di chiesette romaniche mentre si formavano arimannie longobarde e poi insediamenti franchi. Intorno al IX sec. d. C. i monasteri cittadini estesero i loro possessi nel territorio collinare e montano, mentre nel X sec. le ripetute invasioni degli Ungheri furono all'origine del sorgere di castelli e fortificazioni feudali. Nel XII sec. il comune di Verona assunse sempre più importanza estendendo il suo dominio sui paesi della provincia (in seguito vi furono contese tra fazioni e famiglie nobili come i Sanbonifacio, i Montecchi e gli Ezzelino). Con la signoria Scaligera (1277-1387), tutto il territorio veronese era unificato, e per difenderne i confini, sorsero numerosi castelli (Malcesine, Torri, Lazise, Sirmione, Villafranca, Soave, ecc.). Con la caduta degli Scaligeri, la provincia passò per un breve periodo sotto Visconti e quindi, sotto la Repubblica veneta (1405). Nei quattro secoli di dominio veneziano la nobiltà acquisì le terre migliori, valorizzando l'agricoltura e facendosi costruire sontuose residenze estive. Con l'avvento di Napoleone vi furono battaglie a Rivoli ed Arcole, mentre nel successivo dominio austriaco vennero fortificati numerosi centri veronesi (il Quadrilatero). Durante il Risorgimento sulle colline moreniche gardesane vi furono le battaglie di Pastrengo, Custoza, Solferino, ecc. Anche dopo l'unificazione (1866), la parte nord-occidentale del territorio veronese venne fortificata in quanto prossima al confine (fortificazioni della val d'Adige), mentre nella I^ Guerra Mondiale si ebbero dei combattimenti sul Monte Baldo e nella valle dell'Adige.

CENNI ECONOMICI
L'economia veronese pur avendo una tradizione essenzialmente agricola, si è indirizzata negli ultimi decenni verso varie attività industriali. I principali settori industriali sono il metalmeccanico (S. Bonifacio, Legnago), quello dell'abbigliamento e delle calzature (Bussolengo, Cavaion, Nogara), quello della lavorazione del legno e del mobile in stile (Bovolone, Cerea, S. Martino B.A.), alimentare (Sommacampagna, S. Martino B.A., Legnago), del marmo (S. Ambrogio e Lessinia).
L'agricoltura vede una qualificata produzione vitivinicola (Bardolino, Soave, Custoza, Valdadige, Valpolicella), nonché produzioni ortofrutticole e cerealicole. Discreto è anche l'allevamento. Buono è l'artigianato ed il settore commerciale. Infine il turismo (sia italiano come straniero) sulla riviera gardesana, e nella zona montuosa (di tipo estivo ed invernale), ha assunto notevoli proporzioni.

LOCALITÀ DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE ED AMBIENTALE

Bardolino
Località turistica sul lago di Garda, rinomata per la produzione dell'omonimo vino. Possiede le interessanti chiese romaniche di S. Zeno e di S. Severo.

Caprino
Centro ai piedi del monte Baldo, ricco di ville (Carlotti, Nichesola, Cagalli) e di antiche corti rurali. Base per escursioni sul monte Baldo.

Garda
Stazione climatica lacustre con interessante nucleo antico e con la Loggia cinquecentesca, la villa Albertini e la suggestiva punta di S. Vigiliio. Molto panoramica è anche la retrostante Rocca. 

Illasi
Centro dell'omonima valle, presenta le ville Carlotti e Sagramoso (sec. XVIII), ed i ruderi di un castello medievale.

Lago di Garda
La sponda veronese del lago va da Peschiera a Malcesine passando dalle dolci colline ricoperte di vigneti ed oliveti della parte bassa, all'aspra dorsale del monte Baldo che la chiude a settentrione. Innumerevoli sono le vestigia storiche ed i monumenti di ogni tempo: dai graffiti preistorici alle pievi romaniche, dai castelli scaligeri alle numerose ville venete.

Legnago
Principale centro della bassa veronese. Interessanti sono il museo Fioroni e le numerose corti agricole con ville patrizie.

Lessinia
È costituita da un ondulato altipiano con graziosi centri di villeggiatura ed attrezzature per gli sports invernali. Presenta interessantissimi aspetti naturali, geologici ed etnici (ponte di Veja, Covolo di Camposilvano, vajo di Squaranto, grotte, case in pietra, "giassare", ecc.). 

Malcesine
Borgo medievale, oggi sviluppato centro turistico del lago di Garda, conserva il trecentesco Castello Scaligero ed il rinascimentale palazzo dei Capitani.

Monte Baldo
Famoso per la sua ricca flora e microfauna, il Baldo è una montagna unica anche per le testimonianze umane (malghe e contrade) e per i suggestivi panorami che vi si godono durante le escursioni, verso il lago di Garda. 

Peschiera
Località turistica sul lago di Garda, conserva una guarnita piazzaforte militare (faceva parte del Quadrilatero austriaco).

S Giorgio di Valpolicella
Suggestivo centro collinare con una stupenda pieve romanica.

Soave
Centro produttore dell'omonimo vino, è racchiuso nelle mura dell'interessante Castello Scaligero.

Valeggio sul Mincio
Presenta la neoclassica villa Sigurtà (con stupendo parco), il Castello Scaligero ed il ponte di Borghetto sul Mincio. Il Mincio dovrebbe divenire parco naturale.

Valpolicella
Amena vallata dove si produce l'omonimo vino, è ricca di chiesette romaniche e di stupende ville venete che emergono dai vigneti.

Villafranca
Località risorgimentale, conserva il Castello Scaligero ed alcuni interessanti palazzi.

ESCURSIONI CONSIGLIATE

1. Il Lago di Garda ed il Monte Baldo
È un itinerario fra i più belli, paesaggisticamente e culturalmente, del Veneto. Da Verona si prende per Bussolengo e Lazise (Castello Scaligero, Dogana Vecchia), si continua per Cisano (pieve di S. Maria) e Bardolino (chiese romaniche di S. Zeno e di S. Severo). Si prosegue lungo la sponda del lago fino a Garda (Loggia cinquecentesca, villa Albertini, centro storico medievale) ed a S. Vigilio (suggestiva punta con porticciolo e villa Brenzoni). Da qui è possibile un'escursione per visitare le incisioni rupestri di Monte Bre e monte Luppia. Si prende ora per Torri del Benaco (Castello Scaligero e museo), e per Brenzone. Da qui si sale verso il monte Baldo per una stretta e rapida strada che taglia tutto il versante occidentale in uno scenario molto interessante dal punto di vista della vegetazione. Si arriva quindi a Prada da cui sono possibili numerose escursioni sulle cime del monte Baldo. Si scende ora a Lumini (piccolo centro dalle caratteristiche case in pietra), e si raggiunge Caprino (settecentesca villa Carlotti, villa Nichesola, croci votive). Si ritorna quindi a Verona passando per Affi.

2. La Valpolicella e la Lessinia occidentale
Dall'amena e fertile (ricca di vigneti e di testimonianze storico-artistiche), si passa ad uno scenario montano con interessanti emergenze antropiche. Da Verona si prende per Parona e per Pedemonte (cinquecentesca villa palladiana di S. Sofia), quindi si prosegue per S. Floriano con bella pieve romanica dell'XI-XII sec., e per S. Ambrogio. Si sale ora a S. Giorgio di Valpolicella (suggestiva pieve romanica e museo). Per Monte e Cavalo si sale a Breonio, dove è d'obbligo fare una deviazione a Gorgusello, tipico villaggio in "pietra di Prun". Si continua per Fosse (centro di soggiorno ai piedi del Corno d'Aquilio), e per S. Anna d'Alfaedo (chiesa romanica di S. Giovanni in Loffa, abitazioni in pietra, "giassare"). Da qui si scende a Giare per visitare l'imponente ponte di Veja, e quindi per Negrar (villa e parco Rizzardi, campanile romanico, chiesa di S. Pietro a S. Peretto), ritornando poi a Verona.

3. La Lessinia centro-orientale
È un itinerario nella zona tredici-comunigiana alla scoperta di bellezze naturali ed antropiche. Da Verona si prende per Grezzana, dopo aver deviato per S. Maria in Stelle (Pantheon paleocristiano) ed essersi fermati a villa Arvedi. Si sale quindi a Cerro e si prosegue per Boscochiesanuova (malghe, chiesette settecentesche, escursioni). Ora si prende per Valdiporro e Camposilvano (Covolo e valle delle Sfingi); quindi per Velo (Purga di Velo), si scende a Selva di Progno, proseguendo per Giazza (paese cimbro, museo etnografico). Da Giazza sono possibili delle escursioni sul Monte Carega ed in val Fraselle. Si ritorna ora a Selva di Progno e di sale a Bolca (Pesciara, museo dei fossili), si giunge a S. Bonifacio (abbazia di S. Pietro Apostolo). Da qui si visita Soave (castello Scaligero, palazzo dei Capitani e palazzo Cavalli), ritornando a Verona.

4. I luoghi Risorgimentali
Itinerario tra le località che videro svolgersi molte battaglie ed eventi del Risorgimento, si snoda nella zona collinare e piana a Sud del Lago di Garda. Da Verona si prende per Sommacampagna (villa Le Zerbare, Cà Zenobia, villa "Mille e una Rosa"), e quindi ci si dirige a Villafranca (castello, palazzo Morelli-Bugna, museo Risorgimentale, cippi commemorativi). Da qui si va a Custoza (Ossario, villa Ottolini), proseguendo quindi per Valeggio sul Mincio (Castello Scaligero, villa e parco Sigurtà, centro di Borghetto, e per Salionze, località che vide nel 452 l'incontro tra Attila e papa Leone. Ora si è subito a Peschiera (fortificazioni austriache), e quindi si ritorna a Verona.

5. La Bassa e il Riso
È un itinerario nella pianura a Sud di Verona, tra ville e corti agricole in cui si coltiva ancora il riso. Da Verona si prende per Buttapietra (villa Giuliari) e per Isola della Scala (villa Pindemonte al Vò, "pila" a Passalongo, Bastia romanica). Quindi si devia per Erbé (S. Maria Novella, villa Gallici, villa Grimani a Pontepassero), e si prosegue per Nogara (villa Betti, villa Maggi). Da qui si ritorna a Verona passando per Isola della Scala e Buttapietra.

GASTRONOMIA TIPICA
La cucina veronese, pur nella sua semplicità, offre piatti raffinati e gustosi. Tra i primi ricordiamo gli gnocchi che si gustano nel periodo carnevalesco, le "paparele (tagliatelle cotte in brodo), coi fegadini", le tagliatelle coi piselli, i risotti. Fra i secondi vi è la carne lessa con la "pearà" (salsa con pane grattugiato, midollo di bue, brodo e pepe), la "pastissada de caval" (brasato di carne di cavallo precedentemente macerata nel Valpolicella), i vari salumi all'aglio, l'anitra arrosto con ripieno, i pesci di lago, arrosti di cacciagione. Tra la frutta, consigliamo le pesche, pere, ciliegie e fragole della zona. Come dolce vi sono la "brassadela" (ciambella pasquale), il nadalin (dolce natalizio), ed il famoso pandoro. Buona è anche la colomba pasquale.
E passiamo ai vini: si va dal bianco di Custoza, Soave e Valdadige, ai rossi Bardolino, Valpollicella e Valdadige. Inoltre c'è l'Amarone ed il Recioto Valpollicella (vini superiori), il chiaretto Bardolino, ed il Recioto di Soave. Molto buoni gli spumanti Durello e Chiaretto Brut.

LA MONTAGNA VERONESE
Il monte Baldo e la Lessinia rappresentano le montagne più vicine e facilmente raggiungibili dalla pianura padana. Se la montagna veronese non può competere con le Dolomiti ha però una sua bellezza suggestiva fatta di verdi prati, di piccoli paesi, di baite e malghe, e di meraviglie anche uniche: dagli stupendi fossili di Bolca, alla rara flora baldense dal grandioso ponte naturale di Veja, al Covolo di Camposolvano.
In inverno, il monte Baldo e la Lessinia offrono una serie di piste che sono le più vicine alla pianura, piste per tutte le esigenze e numerosi itinerari per lo sci di fondo e da escursionismo. Vi sono così i centri del monte Baldo: Tratto Spino di Malcesine, Novezza di Ferrara di Monte Baldo, Prada - Costabella di S. Zeno di Montagna, mentre per la Lessinia c'è: S. Giorgio di Boscochiesanuova, Conca dei Parpari di Rovere, Campofontana di Selva di Progno, Velo. Per il 
In estate numerose sono le possibilità di escursione lungo tranquilli sentieri o suggestivi itinerari, sempre ben segnalati. Consigliamo la traversata del monte Baldo da Prada a Prà Alpesina o da Prada Novezza, mentre per la Lessinia, la salita sul Carega dal rifugio Revoltoo da Giazza (per la fondo, sempre in Lessinia, c'è Passo Fittanze ad Erbezzo, la Translessinia (grande pista da fondo da 14 km, con allaccianti e varianti di km 6 e17), Bocca si Selva; nonché i gruppo del Monte Carega per lo sci escursionismo.