Vr CTG news Aprile 2026

Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona 

Domenica 12 aprile, in collaborazione con il gruppo El Vissinel, si è tenuta la Camminata provinciale CTG. L'iniziativa promosso a livello nazionale dal CTG, ha permesso l'esplorazione dei dintorni di Guastalla Nuova di Sona ed ha offerto un bellissima occasione per riscoprire il piacere di un turismo lento, a diretto contatto con ciò che ci sta intorno, non da solitari ma in compagnia. Camminare insieme è scoprire e relazionarsi con le persone e le cose che si incontrano, permettendo al tempo di acquisire una dimensione umana. 

02 apr

“PACE A VOI!”

È questo il saluto augurale che il Signore Risorto rivolge ai discepoli incontrandoli il giorno di Pasqua (cfr. Giovanni 20,19). È questo l’insistente messaggio, che assume il tono di un grido accorato, che papa Leone continua rivolgere ai potenti della terra, e che è stato ripreso anche dal nostro vescovo Domenico in un bell’intervento apparso sul quotidiano “L’Arena” Domenica 5 Aprile. In un contesto in cui i potenti della terra fanno ricorso in modo sempre più tragico ad un linguaggio violento e all’uso delle armi ed alla guerra, è necessario che come cristiani è fondamentale che come cristiani, ed anche come citigini, non restiamo soltanto spettatori spaventati e passivi dentro i nostri cenacoli a porte chiuse. È necessario che ricordiamo a tutti che è una eresia usare Dio per benedire la guerra e che il Dio pro-guerra, invocato da tanti politici fondamentalisti da una parte e dall’altra, non è lo stesso Dio di noi cristiani! Anche Hitler proclamava “Gott mit uns / Dio è con noi!”. Con un atteggiamento sinceramente disarmato e disarmante dobbiamo con franchezza evangelica imparare a fare gesti di rottura benefica, come suggerisce il Vescovo Domenico: “Criticare apertamente e coraggiosamente ogni potere che vende e sacrifica vite; condividere il dolore altrui come riguardasse la nostra stessa esistenza; dare retta ai sogni che vengono da un immaginario del mondo differente, nel nome della pace e della giustizia; assumere le domande di speranza anche quando ci sembrano assurde”. Siamo chiamati ad essere testimoni del Vangelo della pace, con le parole e con i nostri gesti  quotidiani, soprattutto verso i nostri giovani, perché ricordino che “la difesa è necessaria alla vita e alle istituzioni, ma quando perde la misura supera una soglia e diventa forza che distrugge l’altro. Una forza si può ridurre, limitare, educare, recuperando il patrimonio della nonviolenza come responsabilità quotidiana. La difesa, in sé, non è affatto il problema. Il problema nasce quando forza e difesa perdono misura, quando smettono di servire la vita e iniziano a governare l’altro attraverso la paura e diventano violenza. La violenza non nasce dal nulla. È preceduta da pensieri, parole, gesti, posture interiori ed esteriori. È il punto in cui la forza, necessaria all’affermazione di sé, alla difesa, al conflitto vitale, oltrepassa una soglia e inizia a trasformarsi in distruzione dell’altro. Da Caino alle guerre contemporanee un pensiero ritorna incessantemente, a volte rozzo, a volte sofisticato: un asservimento delle parole, una deformazione della realtà che legittima l’aggressione come necessaria. È contro questo pensiero che occorre vigilare. Esiste, a questo proposito, un patrimonio di pensiero e di pratiche che da molto tempo, e con straordinari successi storici, insegna come contenere e disinnescare la violenza, ma oggi viene espulso dal discorso pubblico, dalla comunicazione politica e dalle prassi istituzionali: la nonviolenza. In continuità con questo patrimonio, se quanto affermato è vero, dobbiamo riconoscere la violenza prima che esploda: nominarla quando è ancora parola, smascherarla quando si traveste da linguaggio necessario, contenerla quando chiede legittimazione. I segnali del passaggio dalla forza alla violenza sono noti: la perdita della parola sostituita dall’insulto; la banalizzazione di chi esprime preoccupazione; la trasformazione dell’altro in nemico astratto; l’umiliazione normalizzata; la glorificazione della forza come unico linguaggio efficace. Quando questi segnali diventano abituali, la violenza è già in cammino. Riconoscere questi segni è un compito educativo e culturale prima ancora che politico. Il corpo umano non si difende minacciando i virus: li rende inefficaci. Non distrugge sé stesso per sopravvivere. Allo stesso modo, non si costruisce una famiglia sulla violenza o sulla paura. Una relazione che vive di controllo, ricatto o intimidazione non protegge: soffoca. Una famiglia regge quando sviluppa anticorpi relazionali: parola, ascolto, confini chiari, capacità di attraversare il conflitto senza trasformarlo in dominio. Lo stesso vale per i legami sociali”. (Franco Vaccari, giornalista di  Avvenire). Non dimentichiamo dunque che “Pace a voi” è rivolto a tutti, anche a noi del CTG, come augurio e come impegno donatoci dal Signore Crocifisso e Risorto.

don Antonio Scattolini

Consulente Ecclesiastico CTG Verona

01 apr

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BERGAMO...TRA SACRO E PROFANO

Sabato 9 maggio ci aspetta un viaggio culturale di grande interesse. Il mattino ci porterà alla scoperta dello splendido santuario di Caravaggio, sorto sul luogo dove la Vergine Maria apparve a Giannetta Varoli il 26 maggio 1432, mentre nel pomeriggio ci aspetta la visita alla mostra "Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna" la più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi. Un progetto atteso da tempo: dopo oltre un secolo vengono riunite le 74 carte del Mazzo Colleoni, il più completo al mondo tra quelli antichi, oggi conservate tra l’Accademia Carrara di Bergamo, The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata. L’occasione di questa eccezionale riunione ha dato avvio a un progetto altrettanto unico: un percorso lungo sette secoli, dal Quattrocento al Novecento e oltre che, grazie a prestigiosi prestiti nazionali e internazionali, approfondisce la storia dei tarocchi, la committenza, gli artisti, le tecniche – anche alla luce delle recenti indagini scientifiche – la loro fortuna, le ispirazioni e il fascino che queste carte continuano a esercitare. Sul sito www.elvissinel.it è possibile consultare il programma completo. Vi aspettiamo!!

 

00.apr

 

PUBBLICATO “BUON E BEL BALDO”, ATLANTE DELLE PIANTE ALIMURGICHE BALDENSI E DI MENU E TANTE RICETTE CON ERBE

Il CTG M. Baldo presenta giovedì 16 aprile alle ore 20.30 presso la sala della Pro Loco a Caprino il volume “BUON E BEL BALDO Atlante delle piante alimurgiche, menu, ricette culinarie e bevande con le erbe spontanee del Monte Baldo” che propone con foto di Gaetano Bonazzi e illustrazioni di Cinzia Bodini, in modo metodologico e scientificamente corretto, i molti e articolati aspetti della botanica officinale e dell’alimurgia nella collina e montagna baldense, allo scopo di diffonderne la conoscenza pratica. Un volume di cinquecento pagine, con centinaia di foto e illustrazioni, corredate da didascalie, disegni e schede di approfondimento, che iniziano con una descrizione geografico-geologica della montagna baldense, proseguono con gli aspetti climatici, per poi raccontare la storia delle esplorazioni botaniche e floristiche del territorio e motivare la grande biodiversità e rarità floristica del Monte Baldo. Seguono le descrizioni dei paesaggi vegetali, con le principali associazioni botaniche e le loro evoluzioni nel tempo e le fasce vegetazionali. Vengono poi illustrate le erbe spontanee, quelle fitoalimurgiche e quelle medicinali con i loro principi attivi. E le specie endemiche e rare che motivano la grande biodiversità baldense. Seguono le piante del Baldo da mangiare e bere con oltre 90 schede delle principali specie spontanee ed officinali, presentate con la classificazione botanica, una descrizione generale della pianta (con foto e disegni), il significato del nome, dove cresce, l’utilizzo, l’eventuale tempo e modalità di raccolta, le proprietà, l’impiego in cucina, le curiosità, la possibile tossicità. Sono poi proposti 20 menu tipici con le piante spontanee da preparare nelle varie stagioni. Nell’ultima parte vi sono circa 350 ricette tradizionali e non a base di piante, erbe e prodotti tipici baldensi (dagli aperitivi agli antipasti, dai primi ai secondi piatti, contorni, dolci, formaggi, pesti, sottaceti, sottoli, confetture, bevande alcoliche e no, liquori) curati da Michela Galvagni e da alcuni animatori del gruppo. A compendio del volume un glossario dei termini, un indice delle specie in ordine alfabetico ed una bibliografia essenziale di pubblicazioni a carattere botanico ed alimurgico inerenti al territorio. “Un Atlante che intende far conoscere e divulgare questo grande patrimonio botanico-vegetazionale della montagna e collina baldense, facendo in modo che sempre più persone lo apprezzino ed utilizzino correttamente, consapevoli che rappresenta anche un vero patrimonio culturale unico, prezioso, da difendere e tramandare” spiega Maurizio Delibori, curatore dell’opera. Il volume è in formato 21,5x30,5 con carta patinata opaca, copertina cartonata rigida, 500 pagine con circa 1000 foto e disegni. Prezzo al pubblico: 70 €, ma scontato per i soci CTG. Sarà in vendita nei vari centri baldensi, ma lo si può prenotare e richiedere a: CTG M. Baldo, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., tel. 0456260228.

04 apr

CTG VOLONTARIATO: I GENI DEI LUOGHI PULISCONO LE INCISIONI RUPESTRI

I “geni dei luoghi”, veri “angeli del Bello” del CTG, volontari che operano gratuitamente per recuperare testimonianze della bellezza con piccoli recuperi, come cippi, sentieri invasi da sterpi pulizia di monumenti ed ambienti particolari, hanno pulito tra marzo ed aprile le incisioni rupestri di Monte Bre di Torri del Benaco. In particolare, la pietra delle Griselle (ad est di Brancolino di Torri del Benaco) raffigurante una quindicina di daghe, spade di varia foggia, una lama triangolare, guerrieri armati e personaggi "itifallici" che, nonostante varie discordanze, si possono ascrivere ad un’età compresa fra il bronzo finale e la prima età del ferro. Nella parte più bassa vi sono incise diverse imbarcazioni: il nome della pietra deriva dalle scalette di un’imbarcazione del secolo scorso (griselle in termine gardesano). Sono scolpite varie barche, barche a vela, barche con ruota motrice ed una barca con scritta “MROA” (forse MAROLA esistente nel XX sec.). Le incisioni possono essere meglio osservate con la luce radente del mattino; se la roccia viene bagnata, risultano ancora più evidenti. E di esse si può fare il ricalco (frottage) che ne evidenzia i tratti. Poche decine di metri più a nord è stata ripulita la Pietra dei Cavalieri così chiamata per la presenza di dodici cavalieri armati a cavallo e rivolti verso sud, inizialmente attribuita all’età del ferro, oggi ritenuta dagli studiosi d’epoca moderna: probabilmente si tratta di un drappello di soldati francesi, disegnati dalla stessa mano, forse un pastore. Sopra vi sono delle lettere scritte in stile ottocentesco. Con l’occasione è stato liberato dall’edera che lo parassitava e soffocava (con rami dello spessore di un braccio) anche il carpino nero secolare di loc. Carpene, che vanta più di 150 anni di età. “Continueremo questi ripristini in altre aree ogni mercoledì” dice Maurizio Delibori, coordinatore dell’iniziativa “Chi vuole aggiungersi è benvenuto”. Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare allo 045/6260228.

 

05 apr

SUCCESSO DEL CORSO DI CONOSCENZA DELLE ERBE PRIMAVERILI DEL CTG VOLONTARIATO, CON ORIGINALE CENA FINALE

Interesse e buon successo di pubblico ha riscontrato il corso sulle erbe da gustare in cucina e da ammirare dal vivo nelle fioriture primaverili, organizzato dai gruppi CTG Volontariato e CTG Lessinia, assieme al CTG San Massimo dal 11 febbraio al 11 aprile. Una quarantina di iscritti hanno imparato a conoscere le erbe della collina e della montagna ed il loro utilizzo alimentare, per farne bevande e liquori e per usi salutistici. E grande successo ha avuto la cena finale a base di erbe tenutasi a San Massimo. Questo un pensiero di Alberto Bertoldi che sintetizza l’evento: “Alla Baita degli Alpini di San Massimo, nel cuore quieto delle colline veronesi, si è consumata una cena che è stata molto più di un semplice pasto: un vero omaggio alla natura e alla tradizione. Tra i profumi intensi delle erbe spontanee, sapientemente raccolte e trasformate, ogni piatto ha raccontato una storia antica, fatta di stagioni, di mani esperte e di rispetto per la terra. Le note delicate dell’ortica, la freschezza pungente del tarassaco, la rusticità avvolgente delle erbe di campo: un’armonia autentica che ha saputo sorprendere e conquistare. L’atmosfera della baita, calda e conviviale, ha reso l’esperienza ancora più preziosa. Qui, il tempo sembra rallentare, lasciando spazio al piacere della condivisione e al gusto sincero delle cose fatte bene. Un elogio sincero a chi ha saputo trasformare ingredienti semplici in un percorso gastronomico raffinato e genuino, capace di nutrire non solo il corpo, ma anche lo spirito. Una serata da ricordare, che profuma di bosco, di tradizione e di passione”. Ora nuove iniziative ed uscite sono programmate per ammirare le fioriture di orchidee, anemoni, narcisi e specie botaniche rare, telefonando allo 0456260228.

 

06 apri

  

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