Vr CTG news ottobre 2026
Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona

Un CTG che vive la prossimità
come dimensione ordinaria del suo essere ed agire
La nostra Chiesa di Verona, a partire dall’Assemblea Diocesana e dalla Lettera pastorale del Vescovo Domenico SULLA VIA (cfr. pp. 69-79) tra gli altri spunti essenziali, ha avviato, una riflessione condivisa, che parte da una convinzione fondamentale circa la fragilità, perché non rappresenta un settore specialistico della pastorale, ma una dimensione costitutiva della vita ecclesiale e un luogo privilegiato di manifestazione del Vangelo. Solitudine, malattia, disabilità, vulnerabilità sociale, nuove povertà, situazioni familiari complesse e fragilità relazionali attraversano oggi la vita delle persone e delle comunità cristiane. Queste realtà chiedono una risposta che non sia affidata esclusivamente a servizi dedicati o alla sensibilità di singoli, ma che diventi progressivamente uno stile ordinario della comunità.Questo significa che la fragilità non è solo affare della Caritas o delle associazioni assistenziali, ma riguarda anche il CTG! La Chiesa di Verona infatti dispone già di un patrimonio significativo di opere, esperienze, competenze, ministerialità e iniziative … tra cui c’è anche la nostra associazione, con la molteplicità dei suoi gruppi, con le bellezza delle sue attività e con la pluralità dei suoi soci citigini. La sfida principale non sembra quindi essere quella di “fare di più”, moltiplicando attività e strutture, ma di far emergere, mettere in relazione e valorizzare ciò che già esiste, perché possa diventare un’esperienza ecclesiale più condivisa.Riprendendo alcune considerazioni già condivise con i responsabili diocesani della pastorale, segnalo che in questa prospettiva è necessario evitare alcuni rischi:
· considerare la cura della fragilità come un ambito separato, generando una divisione tra la vita ordinaria della comunità e i luoghi della cura;
· delegare esclusivamente ai parroci il discernimento e la responsabilità delle scelte, soprattutto in situazioni sempre più complesse;
· interpretare la prossimità come uno spazio affidato solo alla responsabilità dei laici, anziché come dimensione propria dell’intera comunità ecclesiale.
Occorre invece promuovere una cultura della prossimità capace di valorizzare:
· le esperienze già presenti nei territori, favorendone la conoscenza reciproca e la collaborazione;
· l’apertura e la contaminazione tra comunità cristiane e luoghi in cui la fragilità viene vissuta e accompagnata (strutture sociosanitarie, realtà educative, servizi alla persona, esperienze di accoglienza);
· una vera “ministerialità del limite”, sostenuta da percorsi formativi specifici, che aiuti le comunità a riconoscere, accompagnare e integrare le diverse fragilità.
Credo che risulti evidente come anche il CTG sia chiamato ad entrare in questo orizzonte promuovendo qualche verifica e proposta circa il tema della prossimità… non per avviare nuove attività, né per trasformarsi in un gruppo caritativo, ma per attivare una attenzione maggiore a questa dimensione nelle nostre attività. Si tratterebbe forse di conoscere le esperienze già avviate, di favorire il collegamento tra parrocchie, servizi ecclesiali, opere e realtà territoriali, di individuare bisogni emergenti e risorse disponibili, di promuovere momenti condivisi di formazione e di intervento maggiormente attente ed inclusive per chi è più fragile.Il CTG ha nella sua storia passata e nel suo presente una serie di buone pratiche già sperimentate che andrebbero anche messe in rete, creando realtà innovative in collaborazione con chi, nelle nostre comunità, si dedica più specificamente ai più fragili. Un’attenzione particolare potrebbe riguardare l’intensificazione di iniziative per le famiglie, specialmente dove sono presenti situazioni delicate e ferite. La prossimità richiede anche al CTG di crescere nella capacità di accogliere e accompagnare, di orientare nei propri gruppi un cammino ecclesiale che sia sempre più attento alle fragilità e che sostenga tutti offrendo esperienze di respiro, di fraternità, di bellezza.
don Antonio Scattolini
Consulente Ecclesiastico CTG Verona
25°ANNIVERSARIO "EL VISSINEL"
CTG “El Vissinel” è lieto di invitarvi alla cerimonia organizzata in occasione del 25° anniversario dell’associazione, prevista per sabato 7 novembre 2026, durante la quale verrà presentato il restauro della pala seicentesca raffigurante San Carlo Borromeo e San Giovanni Battista, custodita nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Marciaga. L’iniziativa celebra i 25 anni di impegno dell’associazione per la valorizzazione e la conoscenza del territorio del Baldo-Garda. La vostra presenza sarà particolarmente gradita e rappresenterà un prezioso riconoscimento per l’attività dell’associazione e per il progetto di recupero di un’opera significativa per la comunità. Tutti i dettagli sono a diposizione sul sito www.elvissinel.it
“IL CANTO DELLA TERRA” – 900 ANNI DEL SANTUARIO DELLA BASTIA
Sabato 26 settembre 2026, il Santuario della Bastia ha celebrato i 900 anni dalla sua edificazione con una serata organizzata dal CTG El Fontanil APS, dal titolo “Il canto della terra” La celebrazione ha unito fede, arte, memoria e comunità, con la partecipazione delle autorità religiose e civili e un momento dedicato all’impegno del CTG, che da quasi vent’anni sostiene la conservazione del patrimonio artistico del Santuario. Per il Giubileo, l’associazione ha promosso e reso possibile il restauro della tela del Crocifisso e della sua cornice, curato dalla restauratrice Mara Onofrio, illustrato al pubblico attraverso le diverse fasi dell’intervento.Il cuore della serata è stato il concerto “Il canto della terra” dell’orchestra I Chitarrissimi, diretta dal Maestro Monica Bulgarelli, con violini, arpe e chitarre. Il programma, dedicato a celebri colonne sonore e musiche di grandi autori, ha coinvolto profondamente il numeroso pubblico, che ha concluso la serata con una standing ovation. L’orchestra di strumenti a corda ha toccato le corde del cuore dei presenti. Una celebrazione dei 900 anni nel segno della memoria, della bellezza e della continuità, affidando proprio ai giovani musicisti il compito di raccontare il presente e guardare al futuro.
Giovanna Leoni
CAPRINO: CONCORSO BALDOFILM PER VIDEO ALLA 22ª EDIZIONE
Ritorna anche quest’anno il concorso Baldofilm, giunto alla 22ª edizione. Viene riproposto dal CTG M. Baldo il concorso per video e filmati sul Baldo o con scenario il Baldo-Garda che scadrà a fine novembre e sarà presentato a dicembre in alcune serate apposite. Il concorso organizzato dal CTG con il patrocinio dell’Unione dei Comuni del Baldo, e del Marchio del Baldo è destinato a cortometraggi, film, videoclip, docufilm e documentari in video, che rappresentino, valorizzino e favoriscano la conoscenza delle realtà ambientali, naturalistiche, storiche, artistiche, sociali, economiche e delle tradizioni popolari del Monte Baldo e della montagna in generale. Possono partecipare video e filmati in formato DVD. Ogni autore potrà iscrivere al massimo due opere. I video e i film non dovranno superare la durata massima di 60 minuti e dovranno essere stati realizzati a partire dall’anno 2020. I cortometraggi migliori saranno premiati con premi in denaro e saranno proiettati in una apposita rassegna nel mese di dicembre. Per informazioni e per ricevere il regolamento sul concorso, ci si può rivolgere al CTG, telefonando allo 045/6260228, oppure consultando il sito internet: ctgbaldolessinia.org.

A BREONIO SI CONSEGNA IL 22° PREMIO LESSINIA 2026 A CHI VALORIZZA LA LESSINIA
Sarà consegnato Domenica 18 ottobre alle ore 15, presso la chiesetta di San Marziale a Breonio di Fumane in occasione della Fiera del Rosario il Premio Lessinia 2026, promosso da 22 anni dal C.T.G. Lessinia. Il riconoscimento è stato assegnato ex-aequo su segnalazione popolare e per giudizio di un’apposita giuria, a: Museo della contrada Cenise e azienda “le erbe di Cenise” di BoscoChiesanuova, Giovanni Roncolato di Roncà, Apiario sociale della pro Loco di Fumane, Ecomuseo delle pietre focaie di Cerro. Queste le motivazioni dell’assegnazione: Il Museo della contrada Cenise di BoscoChiesanuova con la stalla ristrutturata che la famiglia Gaspari ha adibito in modo intelligente a museo di contrada, dove si possono ammirare strumenti e arnesi che per secoli hanno accompagnato la comunità nella vita di tutti i giorni. Inoltre, qui Maddalena Zanini, custode delle Erbe di Cenise si dedica con passione alla coltivazione delle erbe e dei fiori officinali, preparando tisane salutari e prodotti a base di erbe. Giovanni Roncolato di Brenton di Roncà presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Monte Veronese D.O.P., da sempre promuove e valorizza il legame indissolubile del prodotto con il territorio della Lessinia e le sue tradizioni casearie, sostenendo l'economia dei piccoli produttori e organizza iniziative per salvaguardare la tipicità e le caratteristiche peculiari del formaggio che rappresenta una delle eccellenze gastronomiche del Veneto. L’Apiario sociale della pro Loco di Fumane che promuove la valorizzazione dell’apicoltura con la ripopolazione dell’area valpolicellese e la divulgazione dell’importanza ecologica delle api; un progetto che da 17 anni rappresenta un’importante esperienza di conoscenza, educazione e sensibilizzazione sul mondo delle api, organizzando annualmente una fiera del Miele ai primi di settembre. L’ Ecomuseo delle pietre focaie di Cerro V.se gestito da volontari della Pro Loco di Cerro, per valorizzare la memoria storica di un’attività oggi scomparsa. Il baito della Pontàra, antico edificio rurale ottocentesco un tempo destinato alla lavorazione del latte e alla produzione di formaggi, ospita oggi strumenti, reperti e testimonianze legate alla lavorazione della selce e alla vita dei folendàri, gli artigiani che per secoli hanno trasformato la pietra in una risorsa di produzione del fuoco. Un progetto che promuove attività didattiche, esperienze educative e percorsi di scoperta rivolti a visitatori, scuole e abitanti, favorendo una conoscenza autentica della Lessinia. I premiati riceveranno un diploma e numerose pubblicazioni sul territorio lessineo. «Il premio serve a far conoscere al pubblico quanti operano per la valorizzazione del territorio lessineo, spesso senza clamore e nella quotidianità, ma con modalità inusuali» spiega la presidente del CTG Lessinia Cinzia Bodini, ma è anche un modo per ringraziarli per la loro opera e rappresenta uno stimolo affinché il loro esempio contagi tante altre persone nell’amore e nella difesa della montagna, come per fortuna si sta verificando negli ultimi anni».
GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’INAUGURAZIONE DEL PARCO DELLE SCULTURE DEDICATO A CLAUDIA FORMICA
Nella piazza della Chiesa di Cavaion, in uno dei punti piu’ panoramici del Paese si erge maestoso il Monumento che ricorda i Caduti Cavaionesi in tutte le guerre; alla fine del secondo conflitto mondiale fu voluto con grande determinazione dai dirigenti della Sezione locale dell’ANCR, con la collaborazione di un gruppetto di volonterosi cittadini e la partecipazione entusiasta di tutti i cavaionesi che contribuirono al sostegno economico dell’impresa. Molto particolare è la storia del gruppo scultoreo, copia in marmo di un originale in bronzo opera della scultrice Claudia Formica che si trova nella Piazza del Municipio di Incisa Scapaccino (AT); la recente ricerca storica a cura di Guido Galvanini e Daniela Zanetti, ha dato origine a un libro che si intitola infatti La curiosa storia del monumento ai caduti di Cavaion Veronese, edito a cura del gruppo CTG "El Preon" (2024).
Claudia Formica E’ stata una delle scultrici e ceramiste piemontesi più rilevanti del Novecento. Fu una figura fortemente indipendente, capace di affermarsi professionalmente e mantenersi autonomamente con il proprio lavoro in un'epoca dominata da un radicato maschilismo e in una disciplina, la scultura, storicamente considerata ad appannaggio esclusivamente maschile: fu tra le prime donne a frequentare i corsi di scultura dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Grazie al lavoro di Chiara Lanzi, storica dell’arte, la figura e le opere di Claudia Formica hanno conosciuto la meritata valorizzazione; la raccolta di molti gessi della scultrice esposti presso la Gipsoteca Claudia Formica a Palazzo Crova di Nizza Monferrato rappresenta l’epilogo di un approfondito lavoro critico sulla sua vita e sulla sua opera di artista. La scultrice realizzò a soli 24 anni il Monumento ai caduti di Incisa Belbo (oggi Incisa Scapaccino) inaugurato il 6 novembre 1927: ed è proprio questo Monumento il collegamento con il paese di Cavaion Veronese.
Il Comune ha voluto intitolare alle Donne del Marmo Claudia Formica uno spazio verde dove sono state raggruppate alcune opere scultoree realizzate durante i Simposi del Marmo fra gli anni 90 e il 2000. Il progetto di questa intitolazione si è realizzato in collaborazione con l’associazione nazionale “Donne del Marmo”, il Gruppo CTG El Preon di Cavaion-Affi e la Scuola tecnica del marmo-Istituto Salesiano San Zeno. L’inaugurazione del Parco delle Sculture, con l’installazione di un totem informativo e un cippo marmoreo, si è svolta sabato 26 settembre alla presenza di numerose autorità, fra cui il Sindaco di Incisa Scapaccino e la studiosa Chiara Lanzi, che nella mattinata ha presentato in Sala Turri un eccellente lavoro sulla figura e le opere della scultrice. Il gruppo CTG El Preon è ancora una volta orgoglioso di contribuire alla costruzione dell’identità locale attraverso la memoria e la ricerca storica, e proseguirà il cammino nei prossimi mesi con altre iniziative.

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