Vr CTG news - Settembre 2022
Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona

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Influenzato dalla riflessione che il nostro consulente, Don Antonio Scattolini, ha affidato a questo numero del nostro informatore mensile, mi vorrei soffermare, in questo editoriale, sull’importanza che l’intergenerazionalità riveste per la nostra associazione e come sia fondamentale impegnarsi per attuarla pienamente. L’incontro tra generazioni rappresenta un prezioso trasferimento di valori e competenze e crea punti di giunzione tra persone altrimenti distanti ed estranee. L’uno è risorsa per l’altro: l’adulto aiuta il giovane a partecipare in modo attivo, gli insegna a riflettere e a far luce; il giovane, a sua volta, aiuta l’adulto a custodire le redini della sua vita e a concentrarsi sul domani aprendosi alle novità. Nell’approccio intergenerazionale dobbiamo però essere attenti a non cadere nel “magistrocentrismo”. L’adulto non deve assumere una posizione di supremazia, non deve cioè essere il maestro che somministra contenuti. Questo implicherebbe solamente insistere sull’antico e non favorire scambio e crescita. Al contrario, per l’instaurazione di un legame, è importante che entrambi i soggetti siano su uno stesso piano e siano aperti alle novità. La pratica intergenerazionale è un esercizio sociale che ci invita all’ascolto e all’integrazione, a ridurre  pregiudizi e discriminazioni, a superare le barriere. Favorire la vicinanza tra diverse generazioni aumenta l’empatia. E questo, a sua volta, induce i soggetti alla “prosocialità”, un comportamento che tende a favorire altre persone e gruppi, aumentando la possibilità di generare reciprocità. Insomma, come ha avuto modo di dire Papa Francesco, nell’udienza generale dello scorso 17 agosto, proseguendo la serie di meditazioni sulla vecchiaia: dove i giovani parlano con i vecchi c’è futuro; se non sarà questo dialogo fra vecchi e giovani, il futuro non si vede chiaro. 

Il Presidente provinciale
Fabio Salandini

 

C.T. GIOVANILE ?

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Dopo la messa della Madonna alla Neve del 5 agosto, mi sono fermato a fare quattro chiacchiere con alcuni presenti. Tra di loro, un amico, rivolgendosi a me e al presidente esclamava: “Certo come CTG fate delle belle cose … forse però bisognerà ripensare il GIOVANILE di questa associazione”. È vero. La cosa va presa sul serio, come del resto già avviene a livello nazionale e provinciale. Non tocca a me in questa sede proporre analisi o soluzioni per recuperare l’interesse e la partecipazione dei giovani alla nostra vita associativa. Un pensiero però mi viene spontaneo: forse dobbiamo prima di tutto cambiare il nostro sguardo sui giovani. Lo spunto mi è stato suggerito dalla riflessione di una brava insegnante che ho letto in questi giorni e che desidero condividere con voi.

In breve, si tratta di disporci a convertire il nostro modo di ragionare su di loro. Facciamoci caso: noi adulti / anziani rischiamo sempre di idealizzare la nostra condizione giovanile facendola diventare criterio di analisi e di giudizio sulla gioventù di oggi: ecco allora che anche senza accorgercene dalla nostra bocca escono ripetutamente espressioni del tipo: “Non ci sono più i giovani di una volta!”, “Questa generazione non ha più valori e pensa solo all’ultimo modello di smartphone”, “Si parla di disoccupazione giovanile ma la verità è che sono loro che non hanno voglia di lavorare, basta vedere quanta fatica si fa a trovare personale in tanti settori”…

Anche se ci rendiamo conto che il mondo è cambiato (e quindi anche i giovani!), resistono precomprensioni e diffidenze segnate da una nostalgia che talvolta si fa anche aggressiva e denigratoria. Riconosciamolo: più che essere interessati ed impegnati a valorizzare l’eredità del passato siamo preoccupati di ripetere schemi e scelte che garantiscano la nostra tranquillità e che non mettano in discussione la nostra autorità desunta dall’esperienza acquisita in tanti anni di vita. Rischiamo così di restare in perenne atteggiamento belligerante contro i giovani che, proprio come avevamo fatto noi, cercano di vivere nel loro tempo e nel loro mondo … quel tempo e quel mondo che non sono più quelli nostri, quelli del “Quando mi gh’avea la to età saltavo i fossi par la longa!”. Basta pensare ad una cosa molto semplice: quando eravamo piccoli noi se in parrocchia giocavamo con un adulto (a ping-pong, a calciobalilla, o anche a carte) era logico perdere regolarmente (salvo eccezioni!): casomai accadeva che il grande di tanto in tanto lasciasse vincere il piccolo per non frustralo e per dargli un po’ di gratificazione. Oggi, al contrario, se un adulto come me si cimenta a sfidare un nipote in un qualsiasi videogame rischia di perdere centomila a zero! E così i frustrati siamo ancora noi (mentre nei ragazzi cresce in parallelo la nefasta convinzione che gli adulti siano superati e perdenti non solo in ambito tecnologico ma anche in ogni altro ambito di vita: relazioni, valori… Ma questo è un altro discorso).

Anche come citigini dobbiamo gestire questi passaggi epocali e imparare a non incolpare i giovani se non sono disposti ad assumere atteggiamenti e logiche di un passato che sentono lontano e che non appartiene più a loro … anche quando li vediamo fare scelte non conformi alle nostre attese/pretese … anche quando la loro stessa presenza ci disturba e ci inquieta … anche quando la fatica di capirci crea diffidenze, ricatti, colpevolizzazioni (“Qui abbiamo sempre fatto così e adesso arrivate voi e volete cambiare tutto?!”). Forse dobbiamo provare a sforzarci a frequentarli di più, a stare un po’ di più con loro (anche quando questo ci può creare un po’ di disagio), ad avvicinarli di più anche nel contesto delle nostre attività associative: in un’escursione, in una visita, in un incontro culturale prendiamoci l’impegno di farci loro compagni di viaggio, rinunciando a qualche comodo stare tra noi. “Non c’è adultità più vera che fare spazio, ritirarsi, imparare a ritmare parole e silenzi, elaborare il lutto della separazione, abdicare alla tentazione di consumare l’altro e dargli fuoco in pensieri, opere e parole solo perché si rifiuta di essere il mio specchio” (Michela Conte).

 In questo ultimo scampolo d’estate cerchiamo di cogliere tutte le occasioni che abbiamo per fare un passetto in avanti verso i giovani che incroceremo durate le nostre iniziative associative. Certamente non sta a noi affrontare e risolvere l’oceano di questioni legate a questa crisi intergenerazionale (ambiente, politica, economia …) però nel nostro piccolo possiamo decidere di metterci in gioco. Un CENTRO TURISTICO che sia davvero più GIOVANILE dipende non solo dalle proposte dei “piani alti”, cioè della Presidenza o dal Consiglio, ma prima ancora dallo sguardo, dall’attenzione, dalle parole, da ciò che dalla “base” attiviamo come stile per fare spazio e “stare con”… partire dalle cose più piccole e apparentemente più insignificanti, come sedersi al tavolo e fare quattro chiacchiere con i più giovani durante una serata di festa, una cena di gruppo o una pausa durante un’uscita sui monti. Solo se sapremo essere davvero più interessati ai giovani, potremo forse diventare più interessanti per loro.

Don Antonio Scattolini

 In occasione della celebrazione per la Madonna della Neve sono stati raccolti 281 euro che saranno destinati a famiglie bisognose. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito.

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 MONTE BALDO: PERCORSI FLORISTICI, FAUNISTICI E PAESAGGISTICI NELLA BELLEZZA, DA VALORIZZARE

Far conoscere la bellezza nella natura e della cultura del Monte Baldo è uno dei compiti che si è assunto il CTG M. Baldo fin dalla sua nascita, quasi quarant’anni fa. Nelle sue varie pubblicazioni e nelle attività che realizza, così come nelle visite ed escursioni guidate svolte in tutte le stagioni.

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Il Monte Baldo presenta una successione di piani vegetazionali e paesaggistici che vanno dagli aspetti sub-mediterranei a quelli montani e alpini, in un crescendo di biodiversità che si può cogliere percorrendone i principali sentieri o le strade che lo attraversano. Eccone i principali.
La lecceta può essere ammirata lungo il sentiero della Riserva Naturale Integrale di Navene, da Navene a valle Bova, oppure a sud verso il Dosso del Merlo e il Monte Fubia di Malcesine (sentiero CAI n. 4), o lungo il sentiero CAI n. 71 da Canale di Rivoli a Pozza Gallet sul versante orientale. L’oliveto si attraversa lungo il sentiero n. 41-31 da San Vigilio a Crero e a Castelletto di Brenzone. La visita di boschi di querce e carpini è possibile lungo alcuni sentieri e mulattiere che dal lago di Garda risalgono verso le malghe, come la stradina sterrata che da Malcesine sale a malga Fiabio (segnalata con il n. 1 dal CAI), oppure il sentiero n. 30 che da Sommavilla sale a malga Brione, prosegue poi per malga Zovello e ritorna a Sommavilla. Sul versante meridionale del M. Baldo, un’interessante escursione va da Pizzon di Castion, alle Sperane di M. Belpo attraversando boschi di querce e carpini e poi ritorna per Canevoi e Ronchi a Pizzon. Altri percorsi di osservazione dei querceti sul versante meridionale, sono quelli da Marciaga alle Sengie o da Albisano al Monte Luppia (anche la lecceta). Sul versante orientale, vi è il sentiero n. 76 che da Belluno Veronese, sale a Pian di Festa e scende poi come mulattiera a Brentino, oppure come sentiero, a Rivalta. In auto, le fasce dell’oliveto, dell’orno-ostrieto e del castagneto sono attraversate dalla strada che da Castelletto, per Biasa sale alle Fasse ed a San Zeno di Montagna. Per osservare il castagneto, in auto, si può percorrere la strada che da San Zeno di Montagna porta a Lumini e a Prada, o anche quella che da Spiazzi scende a Porcino e Platano di Caprino. Per quanto riguarda la faggeta, si possono visitare facilmente sul versante occidentale quella delle Due Pozze di Pralungo-Ortigara, accessibile con auto dalla strada asfaltata che da Prada Bassa sale a Naole (fino a loc. Due Pozze) e poi a piedi a nord lungo il sentiero n. 51 del CAI, oppure salendo a piedi da Prada con il sentiero n. 655, o con la cestovia Prada-Baito Turri, appena riaperta. Ancora sempre sul versante occidentale, vi è la faggeta della val delle Nogare, raggiungibile dalla val Trovai (a settentrione di Prada) risalendo il sentiero n. 654 fino ai ruderi del baito di val delle Nogare. Interessante è anche la visita ai grandi faggi dell’Eremo dei SS. Benigno e Caro lungo il faticoso sentiero n. 40 che si inerpica da Cassone, oppure con percorso meno impegnativo da Malcesine per malga Fiabio e Porta del Vescovo (sentiero n. 1-41). Infine, da Bocca di Navene, si può scendere per circa un km. lungo il sentiero n. 634 per Navene, all’interno di una bella faggeta. Sul versante orientale, una visita meritano le faggete e pinete del Monte Cerbiolo, di malga Fassole e di malga Lavacchio, che sono facilmente visitabili prendendo per la carrareccia che da Novezzina raggiunge malga Prazagano ed il passo del Cerbiolo, per poi passare a nord di Punta delle Redatte fino a Novezza. Per ammirare i grandiosi “Fò del Re” occorre raggiungere malga Prà Alpesina lungo la strada Graziani e poi percorrere a piedi la vallata che si apre a nord di malga Tredes Pin. Belle faggete sono anche quelle di Piagù di Avio, quella della Corna Piana di San Valentino e quella del Monte Vignola partendo da La Polsa di Brentonico o dai Prati di Nago. Pinete rigogliose sono quelle della Riserva Demaniale di Lastoni Selva Pezzi di Malcesine, visitabile con la funivia di Malcesine, scendendo da Tredes Pin lungo il sentiero “delle vacche” ed il sentiero n. 2 fino a San Michele. Altre belle pinete sono quelle di Monte Cor, di Val Brutta e di Pozza Ferrara a Ferrara di Monte Baldo (osservazione di caprioli) e quelle di Madonna della Neve di Avio.

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La mugheta sommitale può essere ammirata lungo il sentiero n. 657 da Novezzina al Telegrafo, lungo il sentiero n. 652 del “Marocco” da Novezza al Telegrafo, oppure lungo il sentiero di cresta n. 651 tra il rif. Telegrafo, Cima Valdritta e Tratto Spino (osservazione di camosci e aquila) e lungo il sentiero n. 632 dal Monte Varagna all’Altissimodi Nago. In auto, infine, la strada Graziani tra Cavallo di Novezza e Malga Artilone consente di attraversare canaloni con mugheta, mentre il tratto di provinciale tra Prà Alpesina e il lago Prà da Stua passa all’interno di una florida faggeta e pineta. Ricordiamo infine come nell’area baldense sono da visitare i percorsi didattici della Riserva Bes-Corna Piana di Brentonico, sopra San Valentino e l’Orto Botanico di Novezzina di Ferrara di Monte Baldo. Buona bellezza a tutti!

GARDA-TORRI: RICUPERARE LE INCISIONI RUPESTRI ANCHE RICORDANDO L’ARCHEOLOGO NISI

Il patrimonio di incisioni rupestri di Monte Bre, Monte Luppia e Crero, composto da varie decine di opere, situate vicino alle coste gardesane, rischia di scomparire minacciato dall'abbandono, dal continuo degrado e dall'incuria umani, nel silenzio delle amministrazioni e istituzioni locali che si trincerano dietro al fatto che i terreni interessati sono privati. Le prime rocce incise furono scoperte e catalogate dai professori Mario Pasotti e Fabio Gaggia di Garda negli ultimi decenni del secolo scorso: figure di guerrieri, spade, mani, simboli solari, attribuiti all'età del bronzo e del ferro, ma anche una numerosa serie di imbarcazioni appartenenti a tutte le epoche storiche, incise sulla pietra dal picchiettare di ciottoli duri o di sassi appuntiti come il serpentino o la quarzite, probabilmente opera di cacciatori e pastori che transitavano in queste zone.
Tutta la sponda veronese è interessata da questo fenomeno: ad oggi sono state catalogate più di 250 rocce e almeno 3.000 figure, anche nei territori di San Zeno, Costermano, Brenzone e Malcesine. Le incisioni si trovano su liscioni rocciosi calcarei, modellati dall'ultima glaciazione wurmiana, con striature ondulate, quasi delle onde pietrificate scavate da ciottoli pressati dal ghiacciaio. Il Ctg Monte Baldo, che da anni porta in visita alle incisioni migliaia di ragazzi e adulti che restano incantati nello scoprire queste testimonianze, propone una sistemazione almeno per la pietra delle Griselle, per quella dei Cavalieri e per i liscioni di Crero (le tre incisioni più conosciute), e chiede ai Comuni di Torri e Garda di proporre e stipulare una convenzione con i proprietari delle aree interessate in modo da delimitare i tre siti e permetterne l'accesso sistemando i sentieri con un percorso didattico archeologico che preveda anche cartelli esplicativi. È infatti da anni e anni che nonostante convegni, incontri, conferenze e denunce da parte del Ctg e di altre associazioni, le pietre incise dell'entroterra gardesano subiscono danni e offese per una frequentazione spesso irriguardosa (calpestio, scritte, sfregi di ruote di mountain bike e di moto), nell'assenza di provvedimenti di tutela. Nella parte più bassa della “Pietra delle Griselle” di Brancolino, che prende il nome dalle scalette di un’imbarcazione del secolo scorso (griselle in termine marinaro), vi sono diverse barche, figure umane, simboli religiosi e nella parte alta una quindicina di spade che risalgono all’Età del ferro, di cui una daga a grandezza naturale. Le incisioni possono essere meglio osservate con la luce radente del mattino; se la roccia viene bagnata, risultano ancora più evidenti. E di esse si può fare il ricalco (frottage). Poche decine di metri più a nord vi è la Pietra dei Cavalieri così chiamata per la presenza di dodici cavalieri armati a cavallo e rivolti verso sud, inizialmente attribuita all’età del ferro, oggi ritenuta dagli studiosi d’epoca più recente: probabilmente si tratta di un drappello di soldati francesi, disegnati dalla stessa mano, forse un pastore.

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M Delibori 5Il CTG propone un progetto europeo per la realizzazione di un sentiero turistico escursionistico nella zona di Monte Bre e Monte Luppia, sull'esempio di quanto realizzato dal comune di Nago-Torbole con il sentiero delle Busatte da Torbole a Tempesta, attrezzato in modo da essere percorribile da turisti di ogni età. Le incisioni rupestri di Monte Bre si trovano sui due rilievi che chiudono ad occidente lo stupendo scenario del golfo di Garda, ricoperti da una fitta vegetazione di lecci, carpini, frassini e roverelle e con fioriture del raro cisto albido (Cistus albidus). Le incisioni sono a poche decine di minuti dalle spiagge frequentate dai turisti. L'area di Monte Bre e Monte Luppia fa già parte del Ptrc della Regione come Parco naturale, anche se non ancora istituito. Già vari anni fa i comuni di Torri e Garda e l'allora Comunità Montana si erano incontrati per elaborare un progetto, che però non ebbe seguito. C'è bisogno di recupero ambientale e di valorizzazione di un patrimonio tanto singolare ed unico, come aveva indicato anche l’archeologo Domenico Nisi, di Avio, scomparso a 80 anni a fine agosto, scopritore delle incisioni rupestri preistoriche di Canale di Rivoli. Si, perché tutti i versanti del Baldo sono ricchi di incisioni.

 

VIAGGIANDO PER LE MARCHE…CON I NOSTRI AMICI DEL CTG VALLESINA-JESI!

El Vissinel ha voluto salutare l’estate con un viaggio culturale alla scoperta delle Marche, anche per rafforzare il gemellaggio stretto con il gruppo CTG Vallesina-Jesi.

È stato un viaggio entusiasmante! La prima tappa ci ha portato in quel di Fabriano, dove abbiamo scoperto i segreti della lavorazione della carta: non si direbbe mai quanto lavoro si nasconde dietro un semplicissimo foglio di carta! Nella visita del Museo della Carta abbiamo poi potuto apprezzare anche le banconote storiche più famose (si, anche della nostra vecchia e cara lira!!) che la storica cartiera di Fabriano ha prodotto durante i secoli.

La giornata è stata quindi chiusa con un’ottima cena in compagnia a base di tipicità locali e di un brindisi col Verdicchio!

Il giorno seguente ci siamo recati a Castelfidardo, un bellissimo borgo arroccato sulle colline marchigiane. Qui abbiamo potuto imparare la storia della fisarmonica e abbiamo visto alcuni esemplari storici davvero preziosi. Siamo quindi partiti alla volta di Osimo, dove siamo scesi una decina di metri…sotto terra. Appena scesi, siamo rimasti colpiti nel vedere sulle friabili pareti di arenaria i segni del lavoro dell’uomo. Nei molti crocevia trovati tutti noi siamo rimasti un po’ disorientati, ma la guida ci ha rassicurati ricordandoci che un tempo lo scopo principale era proprio quello di dissuadere e disperdere eventuali intrusi e nemici. Essa ci ha quindi mostrato un piccolo stratagemma per non sbagliare strada e tutti ne abbiamo fatto subito tesoro. Abbiamo potuto ammirare bassorilievi e figure scavate nella roccia, tutte prettamente di tipo religioso, che richiamano anche l’uso culto di questi spazi.

Risaliti in superficie, abbiamo lasciato Osimo per recarci a Staffolo, altro gioiellino marchigiano. Abbiamo concluso la giornata “in gloria” tra leccornie, divertimento e “spirito” di ogni tipo! I nostri gemelli hanno approfittato dell’occasione per omaggiare tutti i partecipanti con un bellissimo pensiero. El Vissinel ha ricambiato con una delle tipicità gardesane, ovvero i San Vigilini (fatti rigorosamente a mano!).

L’indomani abbiamo provato davvero grandi emozioni nell’entrare nella casa di Leopardi, dove la guida ci ha incantato con alcuni straordinari racconti della vita di uno degli autori più amati della letteratura italiana. Nel pomeriggio abbiamo fatto una visita guidata nel borgo e a Villa Colloredo Mels, dove abbiamo ammirato una splendida opera del Lotto: la famosa Annunciazione.

Ahimè è arrivato poi l’ultimo giorno, ma come si dice, dulcis in fundo!

Quindi ecco che tutti i nostri partecipanti hanno scoperto quanto bella è Cingoli, definita “il balcone delle Marche”, da dove abbiamo potuto ammirare il Conero e…il mare!

Il gemellaggio con i nostri amici jesini non poteva di certo concludersi senza un brindisi e quindi ecco che, guidati dal sapiente Sauro (che sommelier!) siamo stati catapultati in un’esperienza indimenticabile, fatta di profumi e sapori enogastronomici.

Carichi di belle esperienze (e di vino!) ci siamo messi sulla strada del ritorno. Un grazie ai nostri amici jesini per l’accoglienza, in attesa di rivederli quanto prima per scoprire altre meraviglie marchigiane!

Beh, se ora sei triste perché ti sei pentito di non aver partecipato al nostro viaggio…non preoccuparti! Abbiamo ancora qualche posto per scoprire la meravigliosa Rocca di Anfo e il borgo di Bagolino, dove ci recheremo il prossimo 17 settembre e dove avremo modo di assaggiare il famoso Bagoss, innaffiato da un buon bicchiere di vino rosso! Qui i dettagli: http://www.elvissinel.it/images/Valsabbia-min.jpg Ti aspettiamo!

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CTG LESSINIA: RITORNA IL PREMIO LESSINIA

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