Vr CTG news - Ottobre 2022
Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona
Lo scorso 2 ottobre il nuovo Vescovo, Domenico Pompili, incontrando istituzioni e autorità ha espresso l’augurio che la nostra città si lasci ispirare da due fondamentali riflessioni di papa Francesco: la Laudato sì e la Fratelli tutti. In concreto egli ha invitato a lavorare per guadagnare due obiettivi: il primo è operare per una comunità senza “scarti”, né ecologici, né umani; il secondo è ricostruire pazientemente il legame tra le persone, al di là delle differenze culturali e spirituali sempre più marcate. Così egli ha affermato che si confermerà quella vocazione alla bellezza che spiega il fascino di Verona.
La nostra associazione, fedele alla sua ispirazione cristiana, opera da decenni a Verona e in tutta la sua provincia per promuovere, in un‘ottica intergenerazionale, un turismo sociale e culturale che favorisce la socialità delle persone, il loro stare assieme e un tempo libero da vivere pienamente in libertà, che ri-crea le persone, rendendole protagoniste dell’attività. Alla luce dei nostri valori e della nostra storia, non mancheremo certo di accogliere questo importante invito rivoltoci dal Vescovo per coltivare la Bellezza che, come ebbe a dire San Paolo VI, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. (chiusura del Concilio Vaticano II – Messaggio agli artisti – 8 dicembre 1965).
Il Presidente Provinciale
Fabio Salandini

UN CTG MISSIONARIO

Il mese di Ottobre, dal punto di vita ecclesiale, è caratterizzato da una speciale attenzione missionaria. Chi frequenta la celebrazione eucaristica festiva in questo periodo sente riflessioni, preghiere, messaggi e proposte di incontri incentrati su questo aspetto fondamentale della vita cristiana, cioè quella del dono impegno di essere nel mondo testimoni di Cristo. Il tutto culmina nella Giornata Missionaria Mondiale che quest’anno scadrà il 23 ottobre.
Forse è il caso di rifletterci su almeno un attimo perché questa cosa riguarda anche noi del CTG. Sì, anche noi siamo chiamati ad essere missionari. Prima ancora che pensare ad impegni, iniziative, raccolte di fondi per le missioni, credo che dovremmo riscoprire una cosa molto semplice: il superamento dell’indifferenza. È questo il peccato che papa Francesco continua a mettere al centro dei suoi richiami e delle sue preoccupazioni. È questo il grande abisso che ci separa gli uni dagli altri:l’individualismo, l’incomunicabilità che ci prendono tutti, quell’atteggiamento di fondo del “pensosoloame” che rischia di dareun’impronta disumana alla nostra vita.
A questo proposito, in un recente documento pontificio, elaborato dal DICASTERO PER LO SVILUPPO UMANO INTEGRALE, ispirato alla visione evangelica di papa Francesco (cfr. Fratelli tutti), così c’è scritto al numero 2: “Viviamo in ambienti dove spesso si evita l’incontro; l’incontro è anche ostacolato da persone che vorrebbero mantenere lo status quo o, peggio ancora, fomentare conflitti; o dove le persone cercano di mettere a tacere le voci degli emarginati, escludendoli dagli incontri che costruiscono la comunità. Promuovere l’incontro significa perseguirlo “ad alta voce” creando occasioni in cui tutte le voci, specialmente quelle delle persone più vulnerabili, possano essere ascoltate”. E prosegue, facendo un riferimento speciale agli immigrati, ma il discorso vale per ogni fratello/sorella nel bisogno: “ La Chiesa Cattolica è chiamata a costruire ponti tra le comunità locali e i nuovi arrivati, promuovendo una vera “cultura dell’incontro”. Questo può essere realizzato con l’impegnarsi in modo attivo nella lotta alle disuguaglianze e promuovere un cambio da una cultura dello scarto a una cultura della cura e dell’incontro come elemento costitutivo della vita comunitaria. I cristiani, forti della certezza della fede, possono dimostrare che, ponendo al primo posto la dignità della persona umana con tutte le sue esigenze, gli ostacoli creati dall’ingiustizia cominceranno a cadere” Per questo, si aggiunge, è necessario ricominciare a vedere, ad ascoltare perché “il vero ascolto è sempre un esercizio di simpatia ed empatia… È questo atteggiamento di sentire e di prendersi cura degli altri e con gli altri che unisce le persone e genera una comunità umana compassionevole”. Questo invito di papa Francesco a far crescere una cultura dell’incontro non dimentica le fatiche e le resistenze del nostro tempo: “Nei momenti di maggiore crisi, come quelli causati dalla pandemia e dalle guerre a cui stiamo assistendo, nazionalismi chiusi e aggressivi (FT, 11) e l’individualismo radicale (FT, 105) spaccano e dividono il noi, sia nel mondo che all’interno della stessa Chiesa. Il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare ‘gli altri’: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, coloro che abitano le periferie esistenziali… I fedeli cattolici sono chiamati ad impegnarsi, ciascuno a partire dalla comunità in cui vive, affinché la Chiesa diventi sempre più inclusiva”. Essere missionari, testimoni di Cristo è questo!
E concludo con un’ultima citazione: “Siamo chiamati a sognare insieme. Non dobbiamo avere paura di sognare e di farlo insieme come un’unica umanità, come compagni dello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra che è la nostra Casa comune, tutti fratelli e sorelle” (FT, 8). Il Signore Gesù ci dice che ogni occasione di incontro con un rifugiato o un migrante (ogni povero più in generale) è un’occasione per incontrare Lui stesso (cfr. Mt 25,35). Il suo Spirito ci rende capaci di abbracciare tutti per creare comunione… In questa gioia dell’incontro, le comunità cattoliche sono invitate a crescere”.
Ecco. Qui sta il punto. Noi stiamo rischiando grosso: non ci interessa più di chi scappa dalla fame o dalla guerra; ci disinteressiamo anche del futuro dei giovani, che vedono davanti a sé non delle promesse ma soltanto minacce; stiamo perfino divorando il pianeta! Riconosciamolo: proprio in questo tempo di crisi, mentre tra noi c’è chi si accorge del bisogno di tante persone che stanno alla nostra porta di casa (io sto ricevendo delle bellissime testimonianze missionarie di solidarietà, di cura, di carità), c’è il pericolo che cresca la logica del “pensosoloame”, dell’indifferenza!
Accade allora anche a noi che nelle relazioni, anche in quelle più quotidiane, perfino in quelle più sacre, ci si possa trovare davanti ad un grande abisso. È l’abisso che segna distanze, incomprensioni, silenzi, chiusure. Però quando ci siamo noi nel bisogno, allora sì che ci accorgiamo che è una grazia che qualcuno ci veda, ci ascolti, ci stia vicino! Così ha sempre fatto il Signore e ce lo ha insegnato. La Chiesa ce lo ricorda anche in questo Ottobre Missionario. E noi del CTG prenderemo sul serio questa occasione?
Don Antonio Scattolini
A BREONIO SI CONSEGNA IL 18° PREMIO LESSINIA PER CHI VALORIZZA LA LESSINIA
Sarà consegnato Domenica 16 ottobre alle ore 16, presso la chiesetta di San Marziale a Breonio di Fumane in occasione della Fiera del Rosario il Premio Lessinia 2022, promosso da 18 anni dal C.T.G. Lessinia. Il riconoscimento è stato assegnato ex-aequo su segnalazione popolare e per giudizio di un’apposita giuria, a: Miriam Roso e Andrea Laghetto, giovani vicentini che da quest’anno gestiscono il rifugio Fraccaroli sul Carega; Sofia Chiudinelli e Mattia Cacciatori, pastori vaganti di pecore dell’Azienda agricola “La pecora nel bosco” di Tregnago; Alberto Franchi, veterinario e scrittore dei lupi della Lessinia, di cui racconta magistralmente la vita nell’ambiente naturale locale; la famiglia Brunelli per aver aperto un bazar-alimentari di prodotti tipici a San Rocco di Piegara.
Il Premio Lessinia è destinato a segnalare Persone, Enti ed Associazioni che si siano distinti, in modo originale, nella promozione e valorizzazione culturale, economica e turistica del territorio lessineo, diffondendone l’immagine e la conoscenza.
Queste le motivazioni dell’assegnazione: la coppia di fidanzati amanti della montagna, formata dalla diciannovenne Miriam Roso di Valli del Pasubio e dal venticinquenne Andrea Laghetto di Schio per aver deciso di gestire per tre anni, con sacrifici ma anche soddisfazioni, il rifugio Mario Fraccaroli sul Carega a 2230 metri di quota, rispettando l’essenzialità del rifugio e proponendo un’accoglienza semplice ma professionale, con piatti genuini e gustosi, conditi con simpatia e cordialità;
i pastori vaganti Sofia Chiudinelli Fiorini e Mattia Cacciatori per aver scelto un mestiere fuori dal tempo come quello della pastorizia vagante in cui non c’è separazione tra lavoro e vita. Una scelta coraggiosa di guidare in transumanza non solo il gregge di pecore, capre, asini e cani in giro per la Lessinia, ma anche di saper relazionarsi con le diverse persone incontrate e la capacità di utilizzare le tecnologie moderne di produzione e gestione nell’azienda agricola “La pecora nel bosco” di Tregnago.
Alberto Franchi da sempre appassionato di montagna, veterinario dal 1986, per aver scritto la saga di Diana e Wolfgang (Inverno, Primavera, Estate, Autunno) e il romanzo “Zanne” dove ha descritto in modo competente ed accurato la vita degli animali che frequentano l’ambiente naturale della Lessinia, in particolare i lupi e le loro relazioni di gruppo, così come le loro predazioni che avvengono in tutte le stagioni, mentre percorrono dossi, boschi, pascoli e foreste dell’altipiano con ogni condizione di tempo.
La famiglia Brunelli di San Rocco di Piegara, genitori e figli, per aver scelto di investire in montagna aprendo un bazar di alimentari, Alimentari Grossule un minimarket completo di tutti i prodotti tipici dell'enogastronomia del territorio della Lessinia, un modo per dimostrare anche l’attaccamento alle proprie radici ed offrire un servizio alla comunità locale.
I premiati riceveranno un diploma e numerose pubblicazioni sul territorio lessineo. «E’ una iniziativa per far conoscere al pubblico quanti operano per la valorizzazione del territorio lessineo, spesso senza clamore e nella quotidianità, ma con modalità inusuali» spiega il presidente del CTG Lessinia Gaetano Bonazzi «ma è anche un riconoscimento che intende dire un grazie per la loro opera e rappresenta uno stimolo affinché il loro esempio contagi tante altre persone, come sta avvenendo negli ultimi anni».

La premiazione dello scorso anno
ALLA SCOPERTA DELL’AUTUNNO NELLA MONTAGNA VERONESE CON PIANTE DA MANGIARE
Si sta tenendo dai primi di ottobre fino a fine novembre, un corso organizzato dai gruppi CTG Volontariato, M. Baldo e Lessinia per scoprire la montagna veronese nella stagione autunnale: colori, sapori, odori, emozioni, sensazioni, suoni tra boschi e foreste. In particolare si scopriranno le piante durante il foliage ed il loro utilizzo in cucina (ricette) e come bevande che potranno essere degustate durante appositi momenti (salse con le piante, formaggi, tisane, frutta, castagne). Il corso, comprende sette conferenze di mercoledì sera, on line su Zoom, e 8 uscite guidate di sabato pomeriggio/domenica mattina per conoscere i boschi e le foreste della Lessinia e del Monte Baldo in autunno. Per partecipare si contatta il CTG tel. 045/6260228.

PASSEGGIANDO PER LE VALLI IN AUTUNNO: ALLA SCOPERTA DELLA VALLAGARINA
Dopo la bellissima esperienza vissuta in Valsabbia lo scorso settembre, il gruppo El Vissinel si sta preparando per andare a scoprire un'altra meravigliosa valle, non troppo distante dal Baldo: la Vallagarina! http://www.elvissinel.it/images/Vallagarina.pdf
Il prossimo 22 ottobre, infatti, si andranno a visitare alcuni dei luoghi più belli (e come sempre inediti!) di questa valle trentina. Si partirà dalla visita della chiesa di San Pietro in Bosco, una delle chiese più antiche del Trentino! Secondo la tradizione proprio qui si sarebbero incontrati la regina Teodolinda e il suo promesso sposo, il Re Autari, prima di avviarsi alle nozze per suggellare l’alleanza tra Bavari e Longobardi. La chiesa è stata costruita indicativamente nell'XI sec e conservava un’importante serie di affreschi risalenti al periodo tra XI e XIII secolo: oggi è ben conservato il Cristo Benedicente che ricorda le figure bizantine. All’interno della chiesa sono rimaste visibili, in particolare, tre diversi episodi della vita di San Pietro. Meraviglioso è anche l’affresco ritraente San Giorgio, che aveva ruolo di protettore della chiesa:perché? Beh, non dimentichiamoci che ci troviamo sull’antica Via Claudia Augusta, che congiungeva la pianura a tutti i territori d’Oltralpe: certamente le visite dovevano essere molte e non sempre animate dalle migliori intenzioni!
Esisteva poi una famiglia che, nel corso dei secoli, ha lasciato il segno a Villa Lagarina e nel suo territorio: la casata Lodron, che in questo territorio possedeva due castelli e un vasto feudo posto lungo la sponda destra dell’Adige. Nella visita culturale sono due le mete strettamente collegate alla famiglia: il Museo Diocesano di Villa Lagarina, dove si conservano le preziose opere d’arte donate dai Lodron alla chiesa di S.M. Assunta, e la cappella di San Ruperto. L’edificio, ornato da stucchi e lucenti dipinti su rame, è un vero e proprio tempio dove si trova ripetuto moltissime volte lo stemma dei Lodron, il leone con la coda annodata in nodo d’amore…
Un'altra chicca che verrà svelata è la chiesa di San Rocco, uno dei più interessanti simboli artistici del primo rinascimento del Trentino. Costruita verso la seconda metà del '400, essa venne interamente affrescata sul finire di quel secolo e fortunatamente ancora oggi possiamo ammirarne la bellezza! Di particolare interesse, oltre agli episodi biblici della navata (vita di Gesù e vita di Maria) e dell'arco trionfale (S. Giorgio, S. Martino e Crocifissione), è il ciclo delle storie di S. Rocco, uno dei migliori di tutto il nord Italia! Di notevole valore anche i lacerti del giudizio universale in parte scomparso (sembra che le fiamme infernali furono tanto vivide da spaventare i destrieri dell'imperatrice Maria Teresa, che ne ordinò subito la loro cancellazione.
L'ultima tappa del nostro viaggio culturale porterà, infine, a scoprire una dolcissima realtà: la distilleria Marzadro. Qui si cercherà di comprendere come avviene la lavorazione e, tra alambicchi e bicchierini, si degusteranno tanti e più tipi non solo di grappe, ma anche di liquori. Sarà pertanto un’occasione da non perdere, dove poter scoprire alcuni dei luoghi più significativi di questa valle del Trentino ricca di storia e di prodotti enogastronomici da assaggiare!
Le iscrizioni si sono chiuse il 12 ottobre, ma è ancora possibile aggiungersi inviando la propria adesione cliccando sul seguente link: iscriviti qui

MONTE BALDO: IN RICORDO DI EUGENIO TURRI SUL MONTE CROCETTA PER OSSERVARE LE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO
Ritorna a metà ottobre la ricorrenza dell’Osservatorio Eugenio Turri su Monte Creta, con un’escursione che da Lumini e in circa un’ora e mezza, lungo il sentiero CAI n. 53 dedicato a Turri, porta alla cima, dove verranno letti dei brani sul paesaggio tratti dai tanti libri del geografo veronese. Dagli anni settanta Eugenio Turri scomparso nel 2005, raggiungeva ogni anno questo balcone naturale per fotografare le trasformazioni paesaggistiche della piana di Caprino verso il Garda, fino ai primi del 2000, quando lasciò questo compito ai suoi “alunni” del CTG M. Baldo che lo avevano accompagnato negli ultimi anni del secolo scorso. “Da allora come ogni anno, diversi soci del CTG ad ottobre salgono sul Monte Creta, all’ “Osservatorio Eugenio Turri”, per continuare questa documentazione fotografica che ha visto negli ultimi anni forti trasformazioni con il nascere delle zone artigianali-industriali della piana di Caprino, la circonvallazione del paese e le pale eoliche di Rivoli-Affi o i nuovi vigneti che hanno sostituito e sostituiscono le colture seminative”, spiega Maurizio Delibori presidente del CTG M. Baldo. L’iniziativa è inserita anche nel programma del “Paesaggio Garda Festival” di LACUS, che si sviluppa per tutto il mese di ottobre. Monte Crocetta, com’è conosciuta popolarmente la panoramica postazione di Monte Creta, dov’è collocata una grande croce tra pini neri, visibile dalla piana e dalla stessa piazza di Caprino, è posta a 1023 m. s. m., una delle propaggini più meridionali del Monte Baldo, protesa come un balcone sulla piana di Caprino. ”E’ un alto luogo che consente di ammirare tutta la parte meridionale del Garda da Toscolano a Peschiera fino a Garda, il Monte Belpo, gli anfiteatri morenici contrapposti del Garda e di Rivoli, lo sbocco della Val d’Adige con la Chiusa, il Monte Moscal e la sottostante piana di Caprino-Affi-Costermano, in cui ogni anno si inseriscono costruzioni nuove o trasformazioni agricole”. Nel volume “Weekend nel Mesozoico” del 1992, il geografo Eugenio Turri così descrive il lago di Garda visto dal Crocetta: “Il Garda ha una fulgidezza straordinaria visto dall’alto del Monte Baldo. Le sue acque occupano il grande invaso tra le pieghe dell’orogenesi alpina e le loro culminazioni retiche. Ma tutto chiama, ora, la vicenda ultima, quella delle glaciazioni pleistoceniche, quando una colata glaciale scendeva in questo stesso invaso e avanzava lentissimamente verso la pianura, simile ad un mostro dai movimenti impercettibili, tutto rivestito di squame detritiche, rotto da crepacciate orrende. Poi, con il ritiro della grande colata sono rimasti i grandi ammassi di detriti trasformatisi in contenitori nel corso della grande trasmutazione dei ghiacciai in queste stesse acque oggi incastonate tra le montagne. La vista dall’alto rivela questa vicenda e rivela la provvisorietà del lago, la sua costituzionale precarietà. La sua bellezza e il suo fulgore d’oggi non sono che il risvolto di questa stessa temporalità. La vicenda glaciale è dunque una continua presenza e una continua dimenticanza nel nostro affaccendarci quotidiano: incombe come dramma sulle placide acque del lago costellato di vele e animato dai giochi turistico-balneari. Il lago splende e muore ogni giorno, illanguidisce e perisce giorno dopo giorno con il degradare dei climi e l’alternarsi delle stagioni siccitose alle stagioni umide, con il sopravvenire dei climi inconoscibili dei tempi futuri”. Questa lungimirante descrizione di Turri è particolarmente attuale. “Con i cambiamenti climatici e le trasformazioni umane del paesaggio che continuano ad essere riproposte ogni giorno, perdiamo e dimentichiamo i veri valori ambientali del territorio del Baldo-Garda, un ambiente unico dal punto di vista naturalistico ma anche antropico, che va tutelato e valorizzato nella sua identità come Patrimonio dell’Umanità in quanto ha visto nascere la botanica moderna con Calzolari e Pona, racchiude specie endemiche rare ed un paesaggio eccezionale con panorami mozzafiato” chiude Delibori, sostenitore della candidatura del Baldo a patrimonio Unesco.
Veduta da Monte Crocetta sulla piana di Caprino-Affi
Eugenio Turri su Monte Creta
4° CORSO DI FORMAZIONE ARTE CIVILTA’ FEDE SPIRITUALITA’ - Anno 2022-2023
“Verona seconda Roma” Identità e continuità della classicità a Verona dall’epoca romana all’età moderna

La presentazione del corso di formazione 2022-2023 si è svolta con grande successo alla presenza di molti partecipanti attenti e interessati alle proposte, introdotte dai bravissimi docenti presenti che hanno illustrato con competenza e passione il percorso della classicità a Verona dall'epoca romana all'età moderna.
Un approfondimento è stato offerto inoltre con grandissimo piacere di tutti e nostro onore dagli ospiti intervenuti con la dott.ssa Francesca Rossi Direttrice dei Musei Civici di Verona e il dott. Vincent Delieuvin, conservatore del Museo del Louvre, responsabile del Cinquecento italiano al Dipartimento dei dipinti, che ha parlato dei prossimi progetti del Museo del Louvre e dei legami con i musei di Verona e che sarà prossimo relatore ai nostri corsi. Con loro i rappresentanti del Touring Club sezione di Verona e del Turismo Sociale Comune di Verona e la direzione del Giardino Giusti, che ci accoglie per le nostre lezioni nello splendido Palazzo Giusti.
Una rete di relazioni e conoscenze che permettono di apportare sempre nuove proposte di approfondimento e scambi sulla storia di Verona, la sua cultura millenaria, la sua intensa spiritualità e i suoi meravigliosi monumenti artistici.
Grazie veramente di cuore a tutti per questo lavoro corale e dello slancio per la realizzazione di questo affresco pieno di molti colori e trame.
Ringraziamo inoltre gli enti patrocinatori per la loro stima, Il Comune di Verona, la Provincia di Verona, l'Archivio di Stato, i Veronesi nel Mondo, la collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Beni Culturali e Paesaggio.
Un grazie speciale e veramente sentito al Prefetto di Verona che ha concesso la visita agli appartamenti del Prefetto e al Presidente della Provincia dott. Manuel Scalzotto per la concessione della coorganizazione del corso e la sempre gradita accoglienza nella prestigiosa sede del Palazzo di Cangrande.
Per ulteriori informazioni sul corso inviare mail a

IL MUSEO: UN LUOGO DOVE LE EMOZIONI DIVENTANO UN SENTIMENTO
Per definire il Museo partiamo dalla voce “museo” dal Dizionario Treccani : muṡèo s. m. [dal lat. Musēum, gr. Μουσεῖον der. di Μοῦσα «musa2» (propr. «luogo sacro alle Muse»), istituto culturale dell’antica Alessandria d’Egitto]. Attualmente è la raccolta di opere d’arte, o di oggetti aventi interesse storico-scientifico, etno-antropologico e culturale; anche, l’edificio destinato a ospitarli, a conservarli e a valorizzarli per la fruizione pubblica, spesso dotato di apposito corredo didattico. Secondo la qualità delle collezioni si distinguono in musei d’arte e archeologia, scientifici e di Storia naturale, musei scolastici e universitari, musei storici, musei etnografici e etnoantropologici, pedagogici; dei gessi, delle cere; musei lapidarii, museo all’aperto, (talvolta viene usato il termine ecomuseo); casa-museo. Si classificano inoltre in musei statali, provinciali o comunali, detti anche municipali o civici, musei universitarii, musei diocesani, appartenenti a enti morali riconosciuti, e musei privati. Un'altra forma molto attuale e quella del Museo virtuale, raccolta di contenuti digitali di ambito artistico-culturale, o anche tecnico-scientifico (immagini in formato elettronico di opere d’arte, monumenti, siti archeologici, macchinari e strumenti, scientifici o di altri ambiti; disegni, diagrammi; video), resa disponibile al pubblico tramite strumenti telematici, l’accesso ai quali può avvenire all’interno delle sale di un museo tradizionale o tramite Internet (m. virtuale on-line) Talvolta in senso figurato, con tono scherzoso o dispregiativo è come l’espressione “da museo”, relativa a cose, abitudini e anche persone d’altri tempi, prive di ogni valore d’attualità o come oggetto vecchio e inutile, ormai superato, e anche persona vecchia e antiquata nel modo di pensare e di comportarsi.
La nostra attività come Gruppo CTG la Fenice di Verona, intrapresa dal 2019, ci porta alla riflessione che il Museo sia un luogo dove gli oggetti in esso contenuti siano capaci di trasmettere emozioni, e che oltre alla meraviglia che suscitano e proprio attraverso di essa il visitatore entra in contatto con la storia e la sensibilità di chi li ha creati.
Un percorso in grado di creare attraverso l’emozione della scoperta della Bellezza il Sentimento, sensazione di appagamento che entra nell’animo per rimanere poi impressa nella memoria.
Le attività proposte nell’arco di quest’estate entrambe realizzate con l’attore e regista Andrea Castelletti di Modus Teatro, “4 passi con Rousseau” al Giardino Giusti e “ 4 Passi con Baudelaire “ alla mostra “Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese” realizzata con la Direzione dei Musei Civici e con Antonella Arzone, Comitato Scientifico della mostra e col Sostegno degli Amici dei Musei Civici hanno reso possibile e visibile questo percorso che ha affascinato i moltissimi partecipanti alle due rassegne e che li ha emozionati traducendo in Sentimento le parole dei due scrittori con le spiegazioni dei luoghi visitati.
Il buon esito delle proposte ci dà stimolo a ripetere e sviluppare con nuove modalità di approccio e con approfondimenti legati al concetto di Museo con la proposta di visite ed esperienze a Musei Civici di Verona, della Provincia e di altri luoghi italiani e internazionali da condividere con tutti i soci del CTG.
Per maggiore dettagli consultare i seguenti link:
https://m.facebook.com/1791444270956220/photos/a.1799568510143796/4907099556057327/?type=3
https://m.facebook.com/1791444270956220/photos/a.1799568510143796/4978462888920993/?type=3
Paola Pisani e Davide Galati
Gruppo CTG la Fenice di Verona
L’ANDAR PER CASTELLI DEL GRAN SEREGNO
Con domenica 23 ottobre si concluderà il ciclo di visite guidate che il gruppo El Gran Seregno di Peschiera del Garda ha dedicato quest’anno ai castelli del basso Garda occidentale e del suo entroterra. Visiteremo il Castello Bonoris di Montichiari, in provincia di Brescia. Si tratta di un castello di fine ottocento, che si colloca nell’ambito del revivalismo dei castelli di epoca romantica. Castello fiabesco, che ha come prototipo ideale il Borgo e la Rocca neomedievali del Valentino di Torino, costruiti nel 1884 in occasione dell’Esposizione Universale e riproducenti i castelli piemontesi e valdostani del ‘400, come Fenis e Issogne. L’ingaggio degli stessi artigiani, mobilieri e pittori che avevano preso parte alla costruzione del Borgo di Torino ha garantito la fedeltà al modello anche per gli interni, che visiteremo accompagnati dal personale del sistema museale.

“L’andar per castelli” del gruppo è iniziato in marzo : per alcuni castelli si è trattato di un piacevole ritorno, per altri di una inaspettata scoperta.
Il 6 marzo abbiamo visitato lo splendido e ben noto Castello Scaligero di Sirmione, straordinario esempio di fortificazione lacustre, ancora interamente circondata dall’acqua, con una darsena di recente restauro nella quale riparavano le flotte scaligere prima e veneziane poi. Dai camminamenti di ronda e dal mastio abbiamo potuto godere di una meravigliosa vista sulla sponda veronese e bresciana del lago e di scorci sul borgo sottostante.

Il 10 aprile siamo stati al Castello Scaligero di Ponti sul Mincio, inserito nel sistema difensivo dei confini della Signoria scaligera verso il lago e il territorio mantovano. Abbiamo potuto apprezzarlo nel vivo della rievocazione medievale, organizzata dal Comune di Ponti sul Mincio nell’ambito dell’evento “Ponti nella storia”.
La successiva camminata dal castello fino al Forte Ardietti ci ha fatti inoltrare nella campagna circostante godendo dell’esplosione della primavera sulle colline moreniche e ci ha permesso di immergerci poi, con la visita al forte asburgico accompagnati dai rievocatori, in un altro periodo storico, quello ottocentesco.

Nei mesi di giugno e settembre siamo andati alla scoperta di un particolare tipo di castelli del basso Garda bresciano: i castelli ricetto. Il termine ricetto, che deriva dal latino “receptus o receptum” tradotto in italiano con “rifugio fortificato” indica la funzione di tali fortificazioni: esse, in caso di pericolo imminente, servivano da rifugio per la popolazione locale e da “deposito comunitario” con piccoli edifici adibiti a fienili, cantine e stalle per custodirvi il bestiame e i prodotti agricoli e vitivinicoli. Presenti in area bresciana e piemontese, furono per la maggior parte costruiti dalle comunità rurali. Quelli della Riviera occidentale del basso lago furono edificati tra il X e l’XI secolo a difesa dalle invasioni degli Ungari e successivamente ricostruiti o rinforzati nel periodo comunale e delle Signorie, quando il territorio fu più volte conteso da Scaligeri, Visconti e Veneziani.
I primi che abbiamo esplorato, il 19 giugno, sono stati quelli di Desenzano e, a pochi chilometri di distanza, in splendida posizione panoramica su una collina che domina il lago, quello di Padenghe.

In settembre, il 18, siamo tornati in Valtenesi e abbiamo visitato i castelli ricetto di Moniga, di Soiano del lago e di Polpenazze del Garda , paese quest’ultimo con una sorprendente chiesa barocca che domina la meravigliosa terrazza sul lago: vista eccezionale anche per la luce e la limpidezza tipiche di una giornata di sole dopo il temporale.
Per questi castelli si riscontra la medesima struttura fortificata, non particolarmente estesa, a pianta quadrangolare, posta in posizione sopraelevata, cinta da mura e da torri circolari agli angoli e talvolta inserite anche lungo i lati lunghi, protetta da un ampio fossato che circondava l’intero perimetro, ora però riempito, ma differente evoluzione e conservazione nel tempo. In alcuni di essi (Padenghe e Moniga) si sono conservate le abitazioni su file parallele costruite sui primitivi edifici per il ricovero di animali e prodotti agricoli, in altri le abitazioni sono state abbattute nel corso del tempo e attualmente contengono arene e postazioni per spettacoli estivi (Desenzano, Soiano, Polpenazze), una chiesa (Polpenazze) o caserme ottocentesche adibite a spazi espositivi (Desenzano); in alcuni è possibile anche accedere al mastio divenuto torre campanaria (Desenzano, Padenghe) o ai camminamenti di ronda (Desenzano).
Tutti comunque sono stati oggetto di recenti opere di restauro che esaltano la bellezza dei manufatti e dei luoghi che offrono splendide vedute sul lago e sui vigneti e oliveti della campagna circostante.

Domenica 23 ottobre dunque, come preannunciato all’inizio, ultimo appuntamento a Montichiari con un castello di tipo diverso, neomedievale, ma non meno interessante e scenografico. Chi è interessato a partecipare trova le indicazioni sul programmone di ottobre.
Territorio, il nostro, ricco di testimonianze di diverse epoche storiche di cui andare alla scoperta o in cui tornare!
IL “CTG UN VOLTO NUOVO” IMPEGNATO A PROMUOVERNE UN’IMMAGINE POSITIVA DI VERONA SUD CON MOLTEPLICI ATTIVITA’
Incontri culturali rivolti ai giovani e alla cittadinanza con un corso per nuovi animatori culturali ambientali. Verranno messe in risalto nuove interessanti ricerche con immagini inedite.
La conferenza proposta il 28 settembre al Cinema Teatro Santa Teresa col dott. Antonio Motteran, docente di mktg&sales management dal titolo “Verso una nuova Immaginazione”, ha destato un notevole interesse fra i partecipanti con molti punti di riflessione ed aperto positivamente la programmazione autunnale.
Riprende infatti il ciclo gratuito di conferenze fra cui “Conoscere Verona sud: Incontri e visite guidate alla scoperta e valorizzazione del territorio di Verona Sud”, presso la sala conferenze San Giacomo piazzale L. Scuro, un Corso di formazione per nuovi animatori culturali e ambientali ma anche per appassionati cittadini in co-organizzazione con la Quinta Circoscrizione del Comune di Verona che ha concesso il patrocinio.
Il programma prevede:
http://www.unvoltonuovo.it/Locandine/Conoscere%20Verona%20sud%20Autunno.pdf
http://www.unvoltonuovo.it/Locandine/Progetto%20culturale%20autunno.pdf
Per informazioni e aggiornamenti: www.unvoltonuovo.it