Vr CTG news Settembre 2025
Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona
Lo scorso 8 settembre, il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, in occasione della celebrazione eucaristica per la Festa della Madonna del popolo ha presentato la Lettera pastorale 2025: Sul limite. In un passaggio significativo egli scrive: “Vogliamo rimettere al centro l’umano, perché il nostro Dio ha scelto di esprimersi pienamente nell’umanità: prima come bambino, nato dal sì di una donna che ha accolto l’inatteso, poi come adulto che con parole e gesti profetici ha annunciato e realizzato il Regno di Dio. In questo Regno, le persone malate o segnate dai loro limiti trovano guarigione, e la buona notizia raggiunge chi è nella disperazione non per giudicare, ma per offrire compagnia nel cammino”. La nostra associazione, da sempre impegnata nel turismo sociale che mira a rendere l'esperienza del tempo libero accessibile a tutti e in particolare alle categorie fragili è pronta ad affrontare questo nuovo cammino pastorale cosapevoli che "se avremo imparato la sapienza del limite, se saremo diventati esperti nell’arte di trasformare le ferite in fessure di luce, se avremo fatto della nostra fragilità il luogo dell’incontro con Dio e con i fratelli e le sorelle, allora saremo ancora fecondi”.
Fabio Salandini
Presidente CTG Verona

UN GRAZIE ALLA SCUOLA
Settembre è il mese in cui si riparte con la scuola. Alunni, famiglie, docenti, dirigenti, personale scolastico, tecnici e perfino autisti di mezzi pubblici, sorveglianti del traffico … eccetera, sono coinvolti a diverso titolo in questa ripartenza. La vita è fatta di ripartenze, come scrive il Vescovo di Pinerolo, d .Derio Olivero: “Credo che sia bello, in questo anno giubilare, fare memoria delle ripartenze importanti avvenute nella tua vita. Ti aiutano a credere al futuro, alla possibilità oggi stesso di ripartire. Ma non bisogna illudersi che la vita sia fatta solo di ripartenze straordinarie. Piuttosto è fatta di quotidiane ripartenze. Anzi la vita è da viversi come una continua ripartenza. Per fortuna c’è una bella notizia: il nostro Dio è un Dio delle ripartenze. Gesù Cristo ci mostra il volto di un Dio che sa far ripartire. Fa ripartire una donna che aveva perso fiducia nel futuro e nell’amore: la Samaritana (Gv 4,1-42). Fa ripartire una donna che aveva sbagliato e si era trovata di fronte alla morte certa per lapidazione (Gv 8,1-11). Fa ripartire Pietro che lo aveva tradito e si portava in cuore il macigno del male compiuto (Gv 21,15-23). Fa ripartire i pescatori che avevano pescato tutta la notte e non erano riusciti a prendere nulla (Lc 5,4-11). Fa ripartire un paralitico che giaceva da trentotto anni, impossibilitato a muoversi (Gv 5,1-18). Fa ripartire Lazzaro che giaceva nel sepolcro da vari giorni (Gv 11,1-41). Con la Trasfigurazione fa ripartire i discepoli che erano bloccati dalla paura della morte imminente del Maestro (Lc 9,28-36). Fa ripartire la festa a Cana, dove stava mancando il vino (Gv 2,1-11). Fa ripartire di corsa in piena notte i discepoli di Emmaus, dopo che al mattino avevano iniziato a camminare senza convinzione, senza prospettive, senza speranza (Lc 24,13-35). Ma soprattutto “riparte” Lui dopo la morte. Riparte dopo la fine. Pone fine alla fine. In Lui possiamo davvero ripartire. Sempre. Per sempre. In Lui possiamo guardare in modo nuovo il tempo, la storia, la vita, la morte. Il futuro”. Ecco, sulla scorta di queste parole sagge vorremmo augurare a tutti coloro che sono coinvolti nella ripartenza dell’anno scolastico di poter vivere una vera esperienza formativa. Crediamo he questo sia possibile col contributo di tutti ed in modo speciale degli insegnanti, come testimonia la bella lettera che una mamma veronese ha indirizzato al Preside della Scuola di ispirazione cattolica di suo figlio, che ha conseguito la maturità. Omettendo i riferimenti personali ed istituzionali in nome della privacy voglio concludere proprio riportando queste profonde riflessioni:
“Gentilissimo professor N.,
desidero esprimere la nostra sincera e profonda gratitudine per il percorso che nostro figlio Lorenzo ha potuto vivere e portare a termine presso il vostro Istituto N.. N. arrivava da un’esperienza scolastica difficile, che lo aveva segnato nel profondo e lasciato con ferite aperte, in particolare a causa delle sue difficoltà legate ad un’importante dislessia, che troppo spesso in passato lo avevano penalizzato.
Dopo la parentesi del CFP, che è stata per lui una boccata d’aria e un’esperienza bellissima, temevamo che l’ingresso nel vostro Istituto potesse rappresentare una nuova sfida troppo grande. N. ha trovato un ambiente accogliente, stimolante, profondamente umano. Ha avuto la fortuna di incontrare professori giovani, motivati, con cui ha costruito un rapporto franco e sincero, capaci di andare oltre la dimensione professionale per offrire attenzioni autentiche e mirate. In loro N. ha trovato figure di riferimento che hanno saputo valorizzare i suoi talenti, formarlo come cittadino, aiutarlo a rafforzare l’autostima e, soprattutto, restituirgli fiducia nelle sue capacità. In ogni angolo della scuola si respira il carisma e l’insegnamento del vostro fondatore e questo ha fatto la differenza. Per N., e per noi come famiglia, questo percorso è stato un vero balsamo sulle ferite del passato. A nome nostro e di N. stesso vi diciamo grazie. Con il cuore. Immensamente grati. Cordiali saluti.”
don Antonio Scattolini
Consulente Ecclesiastico CTG Verona

UN'ESTATE TRA LE MONTAGNE PER RIGENERARE LO SPIRITO DELL'ASSOCIAZIONE
Si dice che le radici più forti siano quelle che sanno nutrirsi anche in terreni nuovi. L’ associazione C.T.G. Un Volto Nuovo pare abbia ritrovato quell'idea di condivisione e crescita comune fra generazioni a cui si era ispirato il Centro Turistico Giovanile alla sua nascita. E’ stato infatti trovato in Trentino a Lavarone il luogo ideale per riaffermare questi principi, celebrando un'esperienza estiva che rimarrà nel cuore di tutti. Abbiamo trascorso una settimana indimenticabile in una struttura in autogestione, circondati da un panorama mozzafiato e, cosa ancora più importante, dalla presenza vivace e chiassosa delle famiglie con i loro bambini. Le sfide di oggi, con ritmi frenetici e spazi sempre più ristretti, rendono difficile quella sinergia spontanea tra generazioni che un tempo era la normalità. Ma l'impegno e la dedizione del nostro gruppo hanno dimostrato che non è affatto impossibile. Le giornate sono scivolate via tra piacevoli escursioni condotte e animate da Patrizio, giochi, e momenti di pura leggerezza. I più giovani, con la loro energia contagiosa, hanno animato ogni angolo della casa, mentre i membri più "anziani" dell'associazione hanno ritrovato quella luce negli occhi che solo la curiosità e lo stupore dei bambini sanno accendere. Il mattino cominciava con il profumo del caffè e della colazione preparati dai nostri bravi cuochi che con altri soci si turnavano nei servizi, con le voci dei piccoli e le risate degli adulti che si organizzavano per una nuova giornata, mentre le sere si concludevano con racconti, balli e canzoni che univano le voci di tutti. È stato emozionante vedere come le nuove generazioni, spesso percepite come distanti, abbiano saputo inserirsi perfettamente nel nostro tessuto associativo, e come le vecchie generazioni abbiano accolto con calore e pazienza i nuovi arrivati. Abbiamo imparato molto gli uni dagli altri. I bambini hanno imparato il valore dell'ascolto e della cooperazione, mentre noi adulti abbiamo riscoperto l'importanza della spontaneità e della fantasia. Questa esperienza in Trentino non è stata solo una vacanza, ma un vero ritorno alle origini. Ci ha ricordato che la nostra forza risiede proprio nella capacità di integrare passato e futuro, di creare ponti tra chi ha fondato questa associazione e chi ne raccoglierà il testimone. Il nostro impegno organizzativo ha dato i suoi frutti e abbiamo dimostrato che il desiderio di condividere, di stare insieme e di crescere è ancora vivo e forte. L'estate è quasi finita, ma il ricordo di questa settimana e la lezione che ci ha lasciato sono un bagaglio prezioso che ci accompagnerà per tutto l'anno. Il nostro prossimo passo sarà continuare a lavorare affinché l'associazione continui a essere una casa per tutti, un luogo dove le generazioni si incontrano e si arricchiscono a vicenda.
Patrizio Mantovani

CONOSCERE LE PIANTE SPONTANEE OFFICINALI IN AUTUNNO
Inizia Martedì 30 settembre e proseguirà fino al 29 novembre, un corso organizzato dai gruppi CTG M. Baldo, Lessinia, San Massimo e Volontariato Verona per conoscere le piante officinali e i frutti del bosco nella stagione autunnale e i loro usi alimentari (con ricette) e salutistici. Il corso comprende otto conferenze di martedì sera, che si terranno in presenza presso la baita degli alpini di San Massimo in via Marche e on line su Zoom, e 8 uscite guidate di sabato/domenica mattina per conoscere le piante autunnali, la raccolta di bacche e frutti, la loro trasformazione e conservazione e il loro impiego alimentare nella tradizione locale, con specifiche ricette e degustazioni, concluse da una cena a base di erbe/piante/frutta. “Il foliage con i colori vistosi delle foglie e i panorami affascinanti dei boschi, i profumi da annusare e i prodotti che i boschi montani fanno nascere, da gustare, costituiscono per l’autunno una stagione emozionante da vivere” spiega Maurizio Delibori coordinatore dell’iniziativa del CTG ”Camminare nei boschi autunnali sarà un modo per scoprire piante ed animali che si preparano ad affrontare l’inverno, ma anche una occasione per valorizzare i prodotti tipici montani, dalle castagne ai formaggi, dalle bacche ai funghi e per imparare ad utilizzare alcune piante e frutti spontanei per farne alimenti e bevande”. Ecco gli incontri programmati nel primo mese: Martedì 30 settembre (conferenza ore 20.30 a San Massimo e su Zoom) Le piante e le loro caratteristiche. Piante alimurgiche, officinali e velenose in autunno, dove trovarle e utilizzarle: frutti, semi, cortecce, foglie. Preparazione di tisane e decotti. Degustazione. Sabato 4 ottobre Escursione sul Pastello con ritrovo a Cavalo (chiesa) ore 9 e rientro ore12.30. Facile. Martedì 7 ottobre (conferenza ore 20.30 a San Massimo e su Zoom) Proprietà delle piante. Piante curiose. Ricette tradizionali e non a base di piante e frutta. Conserve e salse. Come prepararle. Degustazione di salse e formaggi alle erbe. Domenica 12 ottobre Escursione nella faggeta del Monte Baldo con ritrovo ore 9 alle Due Pozze di Prada e rientro ore 12.30. Facile-media Martedì 14 ottobre (conferenza ore 20.30 su Zoom) Autunno in arte, poesia, letteratura, ed in natura. Emozioni autunnali nella montagna veronese con le piante. Domenica 19 ottobre Escursione da Breonio al Monte Pastelletto Ritrovo: ore 9. Breonio e rientro ore 12.30 Facile-media. Degustazione gnocchi da prenotare e premiazione 21° Premio Lessinia nel pomeriggio Martedì 21 ottobre (conferenza ore 20.30 a San Massimo e su Zoom) Preparazione marmellate e dolci con piante autunnali. Degustazione Sabato 25 ottobre Escursione tra i grandi faggi autunnali di Grietz e le pinete Ritrovo ore 9.00 e rientro ore 12.30 Facile-media. Martedì 28 ottobre (conferenza ore 20.30 su Zoom) Le piante, il bosco e le foreste in autunno, tra botanica, poesia e benessere. L’iscrizione al Corso si fa al CTG tel. 045/6260228, sito internet: ctgbaldolessinia.org. e.mail

IN MEMORIA DEL GEOGRAFO E PAESAGGISTA EUGENIO TURRI A VENT’ANNI DALLA SUA SCOMPARSA
Nella prima quindicina di ottobre si terranno a Caprino e a Cavaion una serie di manifestazioni in ricordo del geografo Eugenio Turri (1927-2005), nel ventennale della sua scomparsa, organizzate dal CTG Monte Baldo e dal CTG El Preon con le amministrazioni locali. Turri, nato a Grezzana ma residente a Cavaion fu uno dei maggiori esperti del paesaggio italiano ed in particolare di quello veronese e montebaldino (di cui scrisse diversi libri ed articoli) e ne documentò i cambiamenti negli anni sessanta-ottanta del secolo scorso, denunciando i pericoli di un’urbanizzazione incontrollata. Sono previste alcune serate ed una mostra fotografica con sue fotografie scattate nel territorio di Caprino e sul Monte Baldo. Ritorna poi domenica 5 ottobre la salita all’Osservatorio Eugenio Turri su Monte Creta, dove verranno letti dei brani sul paesaggio tratti dai tanti suoi libri. Turri dagli anni ‘settanta raggiungeva ogni anno questo balcone naturale per fotografare le trasformazioni paesaggistiche della piana di Caprino verso il Garda, fino ai primi del 2000, quando lasciò questo compito ai suoi “alunni” del CTG M. Baldo che lo avevano accompagnato negli ultimi anni del secolo scorso. “Raggiungiamo ogni anno il Monte Creta, all’Osservatorio Eugenio Turri, continuando questa documentazione fotografica che ha visto negli ultimi anni forti trasformazioni nell’entroterra gardesano, con l’espandersi delle zone artigianali-industriali della piana di Caprino, la circonvallazione del paese e le pale eoliche di Rivoli-Affi o i nuovi vigneti che hanno sostituito e sostituiscono le colture seminative”, spiega Maurizio Delibori. Monte Crocetta, com’è conosciuta popolarmente la panoramica postazione di Monte Creta, dov’è collocata una grande croce tra pini neri, visibile dalla stessa piazza di Caprino, è posta a 1023 m. s. m., una delle propaggini più meridionali del Monte Baldo, protesa come un balcone sulla piana di Caprino. ”È un alto luogo che consente di ammirare tutta la parte meridionale del Garda da Toscolano a Sirmione, da Peschiera fino a Garda, il Monte Belpo, gli anfiteatri morenici contrapposti del Garda e di Rivoli, lo sbocco della Val d’Adige con la Chiusa, il Monte Moscal e la sottostante piana di Caprino-Affi-Costermano, in cui ogni anno si inseriscono nuove edificazioni o trasformazioni agricole” continua Delibori. Nella prefazione del volume “Il Monte Baldo” del 1999, Eugenio Turri così descrive la montagna dei veronesi:” È vasto, vario e racchiude nelle sue forme fisiche, come un territorio-museo, le testimonianze di una storia naturale raccontata su tempi lunghi, geologici, nella varietà delle sue condizioni locali, altitudinali. Da questo punto di vista il Monte Baldo è un modello di mondo. Esso racconta in particolare la storia orogenetica, lo strutturarsi delle montagne, i processi demolitori, il disfacimento continuo dei rilievi, il succedersi delle stagioni millenarie, da quelle aride e ventose, a quelle durissime, glaciali, del Pleistocene, la commovente vicenda della flora per sopravvivere ai mutamenti climatici, la storia degli uomini che cercano anch'essi di fare proprio questo spazio montano, utilizzandone dapprima le risorse materiali e poi anche considerandolo come risorsa spirituale: spettacolo di natura dove si possono ritrovare sopravvivenze di paesaggi d’altre epoche geologiche, con la flora rara, le aquile, i lembi glaciali sulle montagne Retiche dirimpetto. Nel Monte Baldo insomma c’è la varietà delle storie e c’è il tempo lungo. Ossia c’è tutto: quasi possiamo parlare del Monte Baldo come di mondo...”. Questa lungimirante descrizione di Turri è particolarmente attuale. “Con i cambiamenti climatici in atto e le veloci trasformazioni umane del paesaggio, perdiamo e dimentichiamo i veri valori ambientali del territorio del Baldo-Garda, un ambiente unico dal punto di vista naturalistico ma anche antropico, che va tutelato e valorizzato nella sua identità come Patrimonio dell’Umanità in quanto ha visto nascere la botanica moderna con Calzolari e Pona, racchiude specie endemiche rare ed una biodiversità eccezionale con un paesaggio straordinario che riserva panorami mozzafiato, unici al mondo” chiude Delibori.


AUTUNNO DI BELLEZZA
Per il prossimo 11 ottobre è stato organizzato un viaggio culturale alla scoperta di due bellezze del Piemonte: il sacro monte di Varallo e il suggestivo borgo di Ghemme. Il programma con tutti i dettagli, insieme al programma delle iniziative mensili, è consultabile sul sito www.elvissinel.it. Ti aspettiamo!!!

PAELLA DELL'AMICIZIA CTG

TI RICORDIAMO CHE PER CONOSCERE LE INIZIATIVE PROMOSSE MENSILMENTE DAI GRUPPI CTG PUOI CONSULTARE
AGENDA CTG