Vr CTG news Dicembre 2023

Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona

 

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LA CICATRICE DI BETLEMME

BANKSY, 2017, HOTEL “WALLED OFF” BETLEMME

Questa opera geniale ed inquietante intitolata “La cicatrice di Betlemme", è stata realizzata dall’artista britannico Banksy (nome d’arte), esponente contemporaneo della street art. Questo artista con i suoi lavori intende provocare, attirando l’attenzione su quei fatti di carattere sociale, politico ed ecologico che per la maggior parte dei casi vengono strumentalizzati per motivi di schieramento ideologico, piuttosto che presentati nella loro essenziale verità. L’installazione si trova all’interno di un hotel a Betlemme, il "The Walled Off", inaugurato nel 2017 e situato di fronte al muro che separa dal 2002 israeliani e palestinesi. La Natività è composta dalle statuine tradizionali del Presepe: Maria, il Bambino deposto in una mangiatoia, come riportato nel Vangelo di Luca (cf Lc 2,7), San Giuseppe, il bue e l’asinello. Lo sfondo però non è quello dei nostri presepi: dietro alla Sacra Famiglia ci sono cinque lastre verticali di muro poste in evidenza a simboleggiare il muro che divide israeliani e palestinesi. In quella centrale, un foro di granata o di un proiettile di grosso calibro forma un’immagine della stella di Betlemme. Sul muro si intravedono anche graffiti che richiamano alla pace, all’amore e alla libertà. Come le tele dipinte o le statue poste sugli altari delle nostre chiese narrano l’evento dell’Incarnazione che vi si celebra, anche il muro ferito dell’installazione di Banksy ci invita a riflettere in silenzio sul Mistero della Natività. Nonostante tutto, perfino in questa creazione che evoca scenari di guerra e di violenza c’è una “luce" che passa attraverso il foro provocato dall’esplosione, c’è un Oltre: anche in una terra martoriata dalla violenza e nella nostra storia buia, si fa spazio il Mistero capace di ristabilire la pace messianica, di sanare, di guarire. È quella Grazia divina che permette di vedere le ferite, proprie e altrui, con gli occhi di chi crede che «il destino dell’uomo non si conclude con la morte, ma nel riconsiderarla oltre ogni disperazione» (A. Dall’Asta). È un vedere che coinvolge integralmente la persona umana e per questo non può lasciare indifferenti: è un contemplare che muove all’azione, che richiama la vocazione e la missione scritta nel cuore di ogni uomo e di donna di buona volontà.  Questa ferita rappresentata dietro la mangiatoia, "dietro l’altare"… questa ferita che sta al posto della stella cometa … questa ferita segnala l’irruzione di una luce così potente, così luminosa da essere segno e guida per chi guarda al cielo anche da lontano. Quella di Banksy è una cicatrice provocata dalla miseria umana, in un muro che è un segno di morte, di divisione, di ostilità che ferisce l’umanità. Evoca anche quelle ferite che sono visibili o nascoste che abitano il cuore dell’uomo in cui comunque si incarna quella luce divina che le tenebre non hanno vinto: sono proprio le iscrizioni che inneggiano alla pace, all’amore e alla libertà che manifestano i frutti di questa Grazia. Il segno di un Bambino avvolto in fasce è il segno di una Parola che si è fatta carne e che tocca e salva la carne, la carne dei bambini, la carne degli adulti, la carne degli anziani, la carne dei giovani, la carne dei poveri, la carne dei migranti, la carne dei credenti in altre confessioni, la carne dei non credenti. Ogni carne, anche quella ferita, ha la sua storia e ogni storia può diviene sacramento della Parola. Il Natale non è la festa del buonismo a tutti i costi, della mercificazione, delle candide lucine e della sazietà. Il Natale è la festa che accade nel cuore, la festa che incide nella carne un solco di luce, che irrompe come un proiettile nel muro dell’indifferenza. È la festa che non abbatte clamorosamente i muri, ma segna fori per guardare all’altrove. È la festa della nascita in mezzo alla violenza, al sopruso e allo sfruttamento. È la festa della carnalità di tutti, in quanto cardine della salvezza, come ricorda Tertulliano. È la festa della materialità oltre ogni muro. È la festa del Walled off hotel, accanto al muro fra Israele e Palestina, segno di un luogo in cui albergare quando non troviamo posto in nessun altro luogo, e lì far nascere la speranza. È la festa della carnalità con tutte le sue cicatrici, perché ogni ferita, come il costato trafitto di Cristo a Pasqua, è un autografo di Dio (Jovanotti).

 

D. Antonio Scattolini

 

bsk

 

El Fontanil

CANTO DI NATALE

Si avvicina il periodo natalizio e il gruppo del Centro Turistico Giovanile “El Fontanil” desidera evocare le atmosfere e la magia del Natale con uno spettacolo di lettura animata. Come nelle ultime due edizioni condivideranno con voi un desiderio di pace e di bontà. Il 17 dicembre 2023 hanno scelto di proporre “Canto di Natale”, nell’adattamento del giornalista Fabio Trevisan. Questo racconto di fantasmi pubblicato a Londra il 16 dicembre del 1843 dal celebre Charles Dickens e la cui prima edizione andò esaurita nel giorno di Natale. Nel 1849, Dickens stesso ne iniziò la lettura pubblica e fu un successo così dirompente che fino alla sua morte conta 127 acclamate apparizioni. Questa ballata molto amata è stata ristampata e tradotta in tutto il mondo, con adattamenti cinematografici, televisivi, d'animazione, fumettistici e, soprattutto, teatrali Nelle atmosfere tetre della Londra di fine 1800 sarete condotti, nell’Auditorium di Santa Maddalena di Isola della Scala, assieme all’anziano banchiere Ebenezer Scrooge, ad affrontare gli spettri, sempre attuali, dell’avarizia e dell’egoismo, la paura della solitudine e della morte per comprendere che per scaldare il mondo bastano un poco di gentilezza e altruismo, allora sarà veramente Natale.

 

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 FINE ANNO...TEMPO DI BILANCI

Il 31 dicembre si chiuderà un nuovo anno associativo e vorremmo ringraziare tutti i soci e amici che ci hanno accompagnato in questo cammino. Attraverso l'attività di animazione culturale ambientale, i viaggi culturali, i corsi e le aperture di luoghi della cultura abbiamo portato più di 2000 persone a scoprire la bellezza che ci circonda e a comprendere il valore della conoscenza del patrimonio. Un grazie va a anche a tutti gli animatori culturali ambientali e ai volontari del gruppo che si sono impegnati con passione ed entusiasmo. Un ringraziamento inoltre a tutte le istituzioni che ci hanno scelto come loro partner.

Nell'augurarvi un sereno Natale e un felice anno nuovo vi ricordiamo che sul nostro sito www.elvissinel.it trovate tutte le indicazioni per tesserarvi e le prime proposte per il 2024!

A presto!

 buon natale felice anno

 

ERBE E PIANTE DA MANGIARE E DA BERE IN AUTUNNO SUCCESSO DEL CORSO DEL CTG VOLONTARIATO

Si è concluso con successo il 3 dicembre un corso ed una serie di visite guidate alla scoperta delle piante officinali, da mangiare e da utilizzare come bevande nel periodo autunnale. Settanta persone hanno partecipato alle lezioni del corso che da settembre ha fatto scoprire le piante autunnali da utilizzare come piante alimurgiche, sia in presenza presso il CTG San Massimo, sia on line su Zoom, mentre alcune centinaia di persone hanno partecipato alle sette escursioni guidate sul Baldo ed in Lessinia per raccogliere e conoscere rosa canina, ginepro, castagne, pigne di abeti e pino mugo, corniolo, nocciole, caki, nespole selvatiche, ecc. e farne salse, confetture e condimenti, formaggi erborati ma anche liquori e distillati. Si tratta di un progetto che il CTG Volontariato assieme al CTG M. Baldo e al CTG Lessinia hanno avviato e stanno portando avanti da vari anni, con crescente successo di pubblico, divulgando ricette da fare con erbe e piante del territorio e da utilizzare come alimenti.La collina e la montagna veronese possiedono numerose valenze naturalistiche, paesaggistiche, botaniche ed anche culturali, che raramente si ritrovano in altre Prealpi italiane. Un’area, che ha ancora tanto da raccontare e che si presta ad essere visitata, osservata e a divulgarne i valori naturali ed antropici spesso inusuali, legati in particolare alle piante ed al loro impiego. A sostegno di questa divulgazione il CTG ha pubblicato anche un Atlante delle specie alimurgiche della collina e montagna veronese che propone una conoscenza, attraverso immagini e descrizioni, delle tante specie botaniche della montagna e della collina veronese e dei vari utilizzi alimentari, officinali e medicinali che è possibile fare con esse. Ben 436 specie e 45 generi botanici, vengono descritti nel volume, ma anche le associazioni vegetali e le decine e decine di ricette e di utilizzazioni tradizionali ed innovative di queste piante. “In un’epoca in cui l’uomo si è allontanato sempre di più dai ritmi naturali, dai suoi autentici bisogni, che ha difficoltà a riconoscere, oggi si sente l’esigenza di reimparare ad alimentarsi in modo più sano, equilibrato e naturale, anche utilizzando le piante” sostiene l’esperta animatrice Michela Galvagni del CTG “Si tratta di rafforzare il legame tra corpo e spirito soprattutto attraverso un’alimentazione sana. In questa ottica il cibo diviene metafora di vita: ci nutriamo dell’altro, del prossimo, di emozioni, di amore, e poi ancora di ricerca di senso e di spiritualità. Anche con le erbe officinali e le piante spontanee presenti nel nostro territorio”. Il programma delle prossime iniziative sulle piante è disponibile sul sito ctgbaldolessinia.org, mentre si può richiedere il volume, scontato per i soci CTG, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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RINNOVATO IL GEMELLAGGIO TRA CTG MONTE BALDO E CTG SASSO MARCONI

Dopo la pausa del COVID, è ripreso il gemellaggio tra il CTG Monte Baldo di Caprino veronese ed il CTG Sasso Marconi di Bologna. Quest’anno a fine giugno gli amici bolognesi sono stati ospitati per un fine-settimana a San Zeno di Montagna con escursioni alla scoperta delle fioriture baldensi con percorsi tra pascoli e sulle creste fino al rif. Telegrafo. “Sono più di 10 anni che è attivo questo scambio con reciproche visite nelle Prealpi veronesi e nell’Appennino” spiega Maurizio Delibori del CTG M. Baldo. “Lo scambio è occasione anche di confronto per verificare le diverse esperienze di animazione ambientale e culturale proposte dai due gruppi nei loro territori”. A fine novembre una ventina di veronesi sono stati magistralmente guidati nel parco naturale di Soprasasso, sull’Appennino bolognese, alla Rocchetta Mattei e nei parchi urbani di Casalecchio lungo il Reno, da Valerio Brecci e dagli aca bolognesi. Ovviamente, alle visite di sono alternate degustazioni e momenti conviviali che hanno rinsaldato l’amicizia tra i due gruppi

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IL GRUPPO GUIDE E ANIMATORI CULTURALI DI VERONA… TRA LE MERAVIGLIE DELLA CAMPANIA!

Dopo il 46° Corso di Storia e Arte trascorso a studiare l’epoca romana, il nostro gruppo ha finalmente visitato i luoghi dove la storia si è letteralmente fermata: le tappe del nostro viaggio, che si è svolto tra il 26 e il 29 di ottobre, sono state Napoli, Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabiae, Boscoreale. Quattro giorni intensi, ricchi di emozioni, che ci hanno fatto rivivere il dramma delle città sepolte dalla furia del Vesuvio, ma che ci hanno anche permesso di gettare uno sguardo al nostro passato, rendendoci consapevoli che ancora oggi noi siamo il risultato della storia. Oggetti di vita quotidiana, domus e ville non sono altro che le stesse che ancora oggi noi usiamo, una quotidianità fatta di oggetti materiali, ma testimoni anche di una raffinatezza ed eleganza che ancora oggi ci sorprende e ci riempie di ammirazione. Ad accoglierci alla stazione centrale di Napoli un amico, Luciano Leone, presidente del Gruppo CTG di Ercolano “Eracle”, che ci ha aiutato nell’organizzazione del viaggio e che ci ha “deliziato” con gusto in ogni singolo pasto da noi consumato, a riprova che il cibo è cultura, e la perfetta combinazione tra vini e cibo non può che soddisfare i palati più esigenti. Dopo una verace pizza napoletana, che ha risollevato l’animo dei partecipanti (il nostro treno ha avuto un’ora di ritardo!), siamo partiti alla scoperta di Napoli, con una bellissima passeggiata attraverso la Spaccanapoli, presso la chiesa di S. Lorenzo; da lì siamo poi scesi nella “Napoli sotterrata”, dove ancora oggi si conservano fronti di edifici e resti dell’antico mercato del foro. Passeggiando tra vicoli e strade ricchi del colore partenopeo siamo giunti alla Cappella del Cristo velato, con le sue sublimi opere scultoree testimonianze del pensiero del suo artefice,  Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero. Il giorno successivo, finalmente Pompei, la grande Pompei, ritrovata, rinnovata, recuperata: il grande lavoro che si sta compiendo in questi ultimi anni per preservare parte del nostro passato ci ha fatto rimanere a bocca aperta. L’anfiteatro, la casa di Octavius Quarto, i praedia di Giulia Felice, la casa della Venere in conchiglia, il quartiere dei Teatri, la casa dei Vettii, il Foro...impossibile elencare tutto ciò che abbiamo visto in quasi cinque ore di passeggiata in questa città, trascinati dalle nostre guide, Luciano e Katia (abbiamo fatto ciò che i turisti normalmente vedono in tre giorni - questa è la forza del nostro gruppo!) e per non farci mancar nulla, dopo un lauto pranzo (con un tiramisù al limone straordinario!), tappa a Boscoreale, per vedere Villa Regina ed il suo museo custode dell’unico carro da parata recentemente rinvenuto durante gli scavi a Civita Giuliana. Il terzo giorno Ercolano ci ha accolto con un bel sole: solo un quarto di questa cittadina è stato scavato, ma quanto rimane visibile, sotto una coltre di circa 25 metri di deposito è straordinario. Qui, a differenza di Pompei, il legno all’interno delle case che si conservano su diversi piani, non bruciò: abbiamo messo piede “dentro” la storia, ci siamo sentiti parte di queste abitazioni, percepito quanto ancora deve esser scoperto e quanto studiato. Ma le sorprese non sono finite qui: nel pomeriggio abbiamo visitato Villa San Marco a Stabiae, impressionante struttura che un tempo si affacciava sul mare e poi Oplontis, la presunta dimora di Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone, che da poco ha rivisto parte degli arredi scultorei collocati al suo interno. Per finire, l’ultimo giorno non restava che visitare il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per vedere ciò che i siti vesuviani hanno restituito: opere scultoree eccezionali, oggetti, utensili, decorazioni parietali staccate dalle loro sedi.. un viaggio nel tempo davvero unico. Prima della partenza, ci siamo anche goduti la passeggiata nella famosa via di San Gregorio Armeno. Un grazie a tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita di questi quattro giorni che rimarranno impressi nelle nostre memorie, perché non è stato solo un viaggio culturale, ma un viaggio che ci ha dato molto di più: amicizia, collaborazione, comprensione e gioia nello stare insieme. Grazie a tutti, e arrivederci al nostro prossimo viaggio.

Katia Galvetto

 

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