Vr CTG news Febbraio 2023
Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona
In questi giorni, dopo la sopensione dovuta al Covid, si è potuta finalmente riprendere la bella tradizione della "cena delle presidenze". L'appuntamento ha visto riuniti i dirigenti di numerosi gruppi/circoli di Verona e provincia che, in un clima di amicizia e convivialità, hanno potuto condividere idee e prospettive per il 2023. Tante le proposte portate avanti in ogni angolo della città e della provincia che testimoniano un'associazione viva e propositiva decisa ad offrire a soci, vecchi e nuovi, tante opportunità per vivere con intelligenza il tempo e per imparare ad amare, tutelare e valorizzare le tante bellezze che ci circondano.
Un grazie al gruppo El Sentier e agli alpini di Dossobuono per averci ospitati.
Un grazie di cuore anche a tutti i dirigenti associativi per il loro impegno e un invito a tutti i soci di vivere appieno la loro tessera CTG frequentando le proposte di tutti i vari gruppi CTG che gli daranno la possibilità di trascorrere uno splendido anno tra cultura e piacere di stare insieme. W il CTG!!
Il Presidente provinciale
Fabio Salandini

Poiché in Febbraio scade il tempo del Carnevale e si moltiplicano le sfilate con le maschere ed i momenti di festa, vorrei offrire a tutti i soci del CTG una poesia di Madeline Delbrel, poetessa francese morta nel 1964. È una figura di cristiana autentica che merita di essere riscoperta; è sempre stata una donna fedele alle esigenze radicali del vangelo, liberandole da schematismi e pesantezze. Il suo spazio vitale ed il fondamento del suo agire. è stata la libertà dei figli di Dio, Così scriveva: “Siamo libere da ogni obbligo, ma dipendiamo totalmente da una sola necessità: la carità”. La sua costante ricerca di Dio è stato il filo conduttore di una vita che per incontrare Dio ha attraversato le terre feconde delle relazioni e della spiritualità. In questo testo ispirato Madeline Delbrel riprende il tema della danza con cui avevo rivolto gli auguri natalizi ai soci del CTG. Mi auguro che la lettura di queste righe, scritte in occasione della Festa Nazionale Francese, nel primo dopoguerra, diventi un momento di respiro, di pace e … perché no, anche di preghiera. Buon carnevale!
IL BALLO DELL’OBBEDIENZA
“Noi abbiamo suonato il flauto e voi non avete danzato”
È il 14 luglio. Tutti si apprestano a danzare.
Dappertutto il mondo, dopo anni dopo mesi, danza. Ondate di guerra, ondate di ballo.
C'è proprio molto rumore. La gente seria è a letto.
I religiosi dicono il mattutino di sant'Enrico, re.
Ed io, penso all'altro re. Al re David che danzava davanti all'Arca.
Perché se ci sono molti santi che non amano danzare,
ce ne sono molti altri che hanno avuto bisogno di danzare, tanto erano felici di vivere:
Santa Teresa con le sue nacchere,
San Giovanni della Croce con un Bambino Gesù tra le braccia,
e san Francesco, davanti al papa.
Se noi fossimo contenti di te, Signore, non potremmo resistere
a questo bisogno di danzare che irrompe nel mondo,
e indovineremmo facilmente quale danza ti piace farci danzare
facendo i passi che la tua Provvidenza ha segnato.
Perché io penso che tu forse ne abbia abbastanza
della gente che, sempre, parla di servirti col piglio da condottiero,
di conoscerti con aria da professore, di raggiungerti con regole sportive,
di amarti come si ama in un matrimonio invecchiato.
Un giorno in cui avevi un po' voglia d'altro
hai inventato san Francesco, e ne hai fatto il tuo giullare.
Lascia che noi inventiamo qualcosa per essere gente allegra
che danza la propria vita con te.
Per essere un buon danzatore, con te come con tutti,
non occorre sapere dove la danza conduce.
Basta seguire, essere gioioso, essere leggero, e soprattutto non essere rigido.
Non occorre chiederti spiegazioni sui passi che ti piace di segnare.
Bisogna essere come un prolungamento, vivo ed agile, di te.
E ricevere da te la trasmissione del ritmo che l'orchestra scandisce.
Non bisogna volere avanzare a tutti i costi,
ma accettare di tornare indietro, di andare di fianco.
Bisogna saper fermarsi e saper scivolare invece di camminare.
Ma non sarebbero che passi da stupidi se la musica non ne facesse un'armonia.
Ma noi dimentichiamo la musica del tuo Spirito,
e facciamo della nostra vita un esercizio di ginnastica:
dimentichiamo che fra le tue braccia la vita è danza, che la tua Santa Volontà
è di una inconcepibile fantasia, e che non c'è monotonia e noia se non per le anime vecchie, tappezzeria nel ballo di gioia che è il tuo amore.
Signore, vieni ad invitarci. Siamo pronti a danzarti questa corsa che dobbiamo fare,
questi conti, il pranzo da preparare, questa veglia in cui avremo sonno.
Siamo pronti a danzarti la danza del lavoro, quella del caldo,
e quella del freddo, più tardi.
Se certe melodie sono spesso in minore, non ti diremo che sono tristi;
Se altre ci fanno un poco ansimare, non ti diremo che sono logoranti.
E se qualcuno per strada ci urta, gli sorrideremo: anche questo è danza.
Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno
avviato fra te e noi, il ballo della nostra obbedienza.
Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni:
in essa, quel che tu permetti dà suoni strani nella serenità di quel che tu vuoi.
Insegnaci a indossare ogni giorno la nostra condizione umana
come un vestito da ballo, che ci farà amare di te
tutti i particolari. Come indispensabili gioielli.
Facci vivere la nostra vita, non come un giuoco di scacchi dove tutto è calcolato,
non come una partita dove tutto è difficile,
non come un teorema che ci rompa il capo,
ma come una festa senza fine dove il tuo incontro si rinnovella,
come un ballo, come una danza,
fra le braccia della tua grazia, nella musica che riempie l'universo d'amore.
Signore, vieni ad invitarci.
Il Consulente Ecclesiatico
Don Antonio Scattolini
CAPRINO: ESCE L’ATLANTE DELLE PIANTE ALIMURGICHE E SPONTANEE DELLA COLLINA E MONTAGNA VERONESE
La montagna veronese formata dalla dorsale del Monte Baldo e dall’altipiano della Lessinia separati dalla valle dell’Adige e completati dalle colline moreniche del Garda e di Rivoli e dalle colline della Valpolicella e del Soavese che si immergono nell’alta pianura, possiedono numerose valenze naturalistiche, paesaggistiche, botaniche ed anche culturali, che raramente si ritrovano in altre Prealpi italiane.
Un’area, quella montana veronese che ha ancora tanto da raccontare e che si presta ad essere visitata, osservata e a divulgarne i valori naturali ed antropici spesso inusuali.
Ecco quindi questo Atlante, risultato dell’esperienza e delle competenze dei volontari del gruppo CTG Animatori Culturali ed Ambientali Monte Baldo di Caprino V.se, del CTG Lessinia di Bosco Chiesanuova e del CTG Volontariato Verona che propongono una scoperta nuova e accattivante della montagna veronese incentrata sulla conoscenza, attraverso immagini e descrizioni, delle tante specie botaniche della
montagna e della collina veronese e dei vari utilizzi alimentari, officinali e medicinali che è possibile fare con esse. Ben 436 specie e 45 generi botanici, vengono descritti nel volume, ma anche le associazioni vegetali e le decine e decine di ricette e di utilizzazioni tradizionali ed innovative di queste piante.
In un’epoca in cui l’uomo si è allontanato sempre di più dai ritmi naturali, dai suoi autentici bisogni, che ha difficoltà a riconoscere, oggi si sente l’esigenza di reimparare ad alimentarsi in modo più sano, equilibrato e naturale, anche utilizzando le piante. Si tratta di rafforzare il legame tra corpo e spirito soprattutto attraverso un’alimentazione sana. In questa ottica il cibo diviene metafora di vita: ci nutriamo dell’altro, del prossimo, di emozioni, di amore, e poi ancora di ricerca di senso e di spiritualità. Anche con le erbe officinali e le piante spontanee del nostro territorio.
La ricerca che ha portato alla stesura di questo Atlante è durata vari anni ed è stata un’occasione per gli Autori (Maurizio Delibori quale coordinatore, Michela Galvagni, Gaetano Bonazzi, Cinzia Bodini, Marilina Sperandio ed altri animatori ambientali) per esporre con foto e illustrazioni, in modo metodologico e scientificamente corretto, i molti e articolati aspetti della botanica officinale e dell’alimurgia nella collina e montagna veronese, allo scopo di diffonderne la conoscenza pratica.
Un volume di oltre seicento pagine, con centinaia di foto e illustrazioni, corredate da didascalie, disegni e schede di approfondimento, che iniziano con una descrizione geografico-geologica della montagna e collina veronese, proseguono con gli aspetti climatici, per poi raccontare la storia delle esplorazioni botaniche e floristiche del territorio e motivare la grande biodiversità e rarità floristica del Monte Baldo. Seguono le descrizioni dei paesaggi vegetali, con le principali associazioni botaniche e le loro evoluzioni nel tempo. Vengono poi illustrate le erbe spontanee, quelle fitoalimurgiche e quelle medicinali con i loro principi attivi. Seguono le schede (oltre 430) delle principali specie spontanee ed officinali, presentate in ordine alfabetico (con il nome italiano) nelle loro caratteristiche e con il colore del fiore, se presente, con la classificazione botanica, una descrizione generale della pianta (con foto e disegni), il significato del nome, dove cresce (con riferimento alla collina e montagna veronese), l’utilizzo, l’eventuale tempo e modalità di raccolta, le proprietà, l’eventuale impiego in cucina, le curiosità, la possibile velenosità. Nell’ultima parte vi sono decine e decine di ricette tradizionali e non a base di piante e erbe. A compendio del volume un glossario dei termini, un indice delle specie in ordine alfabetico ed una bibliografia essenziale di pubblicazioni a carattere botanico ed alimurgico inerenti al territorio esaminato.
Un Atlante che intende far conoscere e divulgare questo grande patrimonio botanico-vegetazionale della montagna e collina veronese, facendo in modo che sempre più persone lo apprezzino ed utilizzino correttamente, consapevoli che rappresenta anche un vero patrimonio culturale unico, prezioso, da difendere e tramandare.
Il volume, che esce a fine febbraio, si può acquistare nelle librerie cittadine, oppure al CTG M. Baldo con uno sconto per i soci CTG. Informazioni al tel. 045/6260228.
DIFENDERE E VALORIZZARE UN AMBIENTE UNICO, QUESTA DA 39 ANNI È LO SCOPO DEL CTG LESSINIA
Compie 39 anni il gruppo CTG Animatori Culturali ed Ambientali Lessinia che ha sede a Corbiolo di BoscoChiesanuova, ma che accoglie da tutto il veronese, varie persone impegnate nella conoscenza, studio e valorizzazione dell’altipiano. Il gruppo, sorto nel 1984 allo scopo di conoscere e divulgare l’ambiente lessineo, difendendone le caratteristiche originali e il paesaggio e valorizzando le tradizioni locali, promuove attività culturali, turistiche e di volontariato, e ha all’attivo una trentina di pubblicazioni prodotte sui vari territori comunali e sull’arte ed architettura popolare, tra cui si evidenzia la collana “Le Contrade della Lessinia” con 16 numeri pubblicati e l’ultimo volume “Panorami e cime della Lessinia” da poco realizzato. Spiega Gaetano Bonazzi presidente del gruppo: “Nostri obiettivi sono la conoscenza dell’ambiente naturale, dell’architettura tipica e dell’arte popolare delle contrade lessinee e del Parco Naturale, quest’anno poi ci impegneremo per realizzare un Atlante di geomorfologia della Lessinia, mentre riproponiamo il premio Lessinia per chi, gruppi o singoli, valorizza l’altipiano”. E prosegue: “Siamo convinti che è solo da una maggiore conoscenza e consapevolezza del patrimonio ambientale e culturale lessineo da parte di tutti, che si possa giungere ad una effettiva salvaguardia e corretta valorizzazione del territorio locale in modo da avviare uno sviluppo armonico che rispetti il paesaggio originario, i valori e la cultura tradizionale e su questa strada continueremo ad impegnarci”. Buon successo hanno avuto il corso sulle piante ed erbe officinali della Lessinia tenuto la scorsa primavera e che verrà riproposto anche quest’anno, le escursioni e le uscite guidate estive e autunnali. Informazioni sulle attività del CTG Lessinia sono possibili telefonando allo 0457702667 oppure consultando il sito: ctgbaldolessinia.org.


CTG VOLONTARIATO: UN CORSO A MARZO PER CONOSCERE PIANTE, ERBE E LORO UTILIZZO IN CUCINA
Inizierà Mercoledì 8 marzo e proseguirà fino a maggio, un corso organizzato dai gruppi CTG Volontariato assieme a CTG M. Baldo e Lessinia, per conoscere le erbe spontanee e le piante officinali del veronese, in particolare del Baldo e della Lessinia, con l’indicazione di ricette e usi alimentari da imparare in pratica nella tradizione veronese. Inoltre, gli incontri e le uscite faranno scoprire le principali fioriture primaverili. Il corso comprende sei lezioni di mercoledì sera (tre in presenza e tre on line su Zoom) e sette uscite guidate di sabato pomeriggio o domenica mattina per conoscere le fioriture, le piante officinali, la loro raccolta e il loro impiego alimentare, concluse da un pranzo a base di erbe e fiori a malga Colonei. Si parlerà di piante alimurgiche, officinali e velenose, come trovarle e utilizzarle, si proporranno ricette tradizionali e non a base di erbe, conserve e salse, si ammireranno le fioriture primaverili e si conosceranno piante velenose da cui star lontani. Inoltre, si prepareranno liquori a base di erbe, marmellate e dolci con erbe e fiori, e si degusteranno piatti e ricette tradizionali con le piante e le erbe. L’iscrizione al Corso si fa al CTG tel. 045/6260228, sito internet: ctgbaldolessinia.org.
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UN NUOVO PRESTIGIOSO INCARICO PER EL VISSINEL
L'inizio del 2023 ha portato un nuovo incarico per il gruppo El Vissinel: l'amministrazione di Bardolino ha infatti affidato al gruppo il compito di occuparsi della valorizzazione della chiesa di San Pietro sotto la Rocca. Proprio per questo è stato organizzato un corso ad hoc, interamente gratuito, rivolto ai cittadini di Bardolino e dei comuni limitrofi al fine di far conoscere il patrimonio ecclesiastico di Bardolino e formare eventuali volontari che si occupino dell'apertura e valorizzazione della chiesetta. Il corso si terrà per due giovedì consecutivi, il 16 e il 23 febbraio, dalle ore 20.30 alle ore 22.00, nella sala della Disciplina, nel centro di Bardolino. Il terzo ed ultimo appuntamento del corso sarà domenica 26 febbraio alle ore 10.00: in tale occasione verrà svolta una visita guidata presso la chiesa di San Pietro sotto la Rocca, in cui i partecipanti potranno entrare e vedere direttamente le bellezze di tale luogo. Lo scopo del corso è quindi quello di riuscire a sensibilizzare la popolazione al fine di "reclutare" volontari che vogliano impegnarsi nell'apertura e valorizzazione di questo luogo, per troppo tempo abbandonato a se stesso, secondo un calendario che verrà concordato con gli interessati. El Vissinel è onorato di poter annoverare tra i "luoghi di custodia" del gruppo anche questo luogo: da qualche anno, infatti, El VissInel ha il compito di gestire l'apertura del Torcolo di Crero, nel comune di Torri del Benaco, oltre al Telegrafo Ottico di Pastrengo, già sede operativa del gruppo CTG. Anche in questa occasione El Vissinel saprà dimostrare il suo amore per il territorio, realizzando appieno la sua mission! Per tutte le informazioni conttattate il 3479881377 oppure visitate il sito www.elvissinel.it. Vi aspettiamo!


DIALOGO CON L’AUTORE ALESSANDRO NORSA: “MASCHERE DIVINE – STORIA DEI RITI DI PASSAGGIO INVERNALI”
Il CTG Valpolicella Genius Loci organizza un incontro molto particolare, in occasione del Carnevale.
Mercoledì 15 febbraio alle ore 20.30, a ingresso libero, presso la Sala Incontri di Valpolicella Benaco Banca in via dell’Artigianato 5, loc. Rugolìn di Valgatara, verrà presentato il libro “Maschere divine – Storia dei riti di passaggio invernali”, recentemente pubblicato e curato da Alessandro Norsa, psicoterapeuta e antropologo, autore di numerose pubblicazioni sulle tradizioni popolari e su studi etnografici.
Dialogherà con l’autore Nadia Segala, Animatrice Culturale Ambientale del CTG, nonché coautrice del volume.
Sarà possibile seguire l’incontro anche on-line tramite diretta Youtube. Clicca qui per il link alla diretta.
Dietro le maschere dei carnevali tradizionali si nasconde il lungo viaggio dei riti invernali, un ininterrotto rapporto del contatto con le divinità protettrici invocate per garantire la sussistenza della comunità.
Le prime tracce della produzione della maschera portano da un pensiero magico-simbolico in cui rappresentativi volti stilizzati divenivano un utile tramite con un ricco mondo spirituale.
In queste pagine si offre al lettore una chiave interpretativa per accedere alla conoscenza delle maschere ancestrali ed il loro rapporto tra divinità, spiriti e gli antichissimi riti esorcistici o propiziatori: evocazioni di un anelito di fede e speranza che, a partire dagli albori dell’umanità, si è protratto fino ai nostri giorni.
Gli autori del libro sono archeologi, etnografi, antropologi, ricercatori universitari, soci dell’Associazione per lo studio dell’Antropologia Frazer Association for Anthropological Research: Daniela Boscato, Giorgio Danesi, Giovanni Frigo, Enrica Laprocina, Alessandro Norsa, Umberto Sansoni, Nadia Segala, Francesco Tommasi, Cristina Pinheiro Viana, Jury Zambon.
L’opera è corredata da interviste e testimonianze dirette provenienti da diverse parti del mondo.
Per ogni informazione, tel. 349-5923868 oppure

