Vr CTG news Marzo 2023
Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona
L’analisi dei dati statistici dimostra che è sempre più necessario il bisogno di superare in differenti modi la società competitiva, la società dell’individualismo, la società delle disuguaglianze, nella quale siamo tutti immersi. Per questo sono utili i concetti di “società educante”. Il sistema culturale nel suo insieme (archivi, biblioteche, luoghi della cultura, siti rappresentativi del patrimonio immateriale e della memoria storica, associazioni) è chiamato a concorrere al miglioramento dell’ambiente di vita, a sostenere la formazione dell’individuo e a promuovere un programma educativo condiviso, generando occasioni di conoscenza, partecipazione democratica e inclusione sociale, in funzione del consolidamento di una responsabilità civica verso il patrimonio comune. Il sistema culturale, dunque, è in grado di giocare un ruolo fondamentale per contribuire a creare comunità educanti, ma occorre costruire le condizioni perché tutti si sentano legittimati a partecipare a quella creazione, c’è bisogno di inventare forme nuove per intrecciare il patrimonio culturale e l’educazione diffusa. I verbi chiavi verso i quali dobbiamo guardare anche come CTG per affrontare questa sfida sono condividere - includere - accompagnare - responsabilizzare - fare esperienza e curare. Impegniamoci per coniugarli ovunque e al più presto al presente.
Il Presidente provinciale
Fabio Salandini

IL DINAMISMO PASQUALE DELLA NOSTRA VITA
Gesù, con la sua Risurrezione, apre una porta, attraverso la quale ciascuno può entrare per incontrarlo e seguirlo. È questa la salvezza cristiana: è la vittoria sul male e sulla morte; è il trionfo della vita, della libertà e dell’amore; è la nuova creazione. In questo consiste la buona notizia: questa esperienza è offerta per ogni uomo ed ogni donna che viene in questo mondo. Con il battesimo il cristiano decide di coinvolgersi col destino di Cristo, di immergersi in questo mistero di salvezza. Tanto la morte, quanto la risurrezione sono conseguenza della vita di Gesù; in questa luce pasquale va riletta tutta la storia della sua libertà, storia di donazione e di servizio, storia di fiducia totale nel Padre. Questa storia e queste scelte apparivano perdenti secondo le logiche del mondo, ma Dio, in Cristo risorto, ha capovolto le cose, ha rivelato il contrario. Passione, morte e risurrezione sono dunque i versanti del medesimo monte della gloria; costituiscono una unità, uno stesso mistero pasquale. Non si possono pensare uno staccato dall’altro. Rompere questa unità significa non poter più comprendere nulla della novità del Vangelo. Infatti se annunciamo soltanto la croce senza la risurrezione, finiamo con l’esaltare la sofferenza e lasciamo le cose come sono; se invece predichiamo la risurrezione senza la croce, cadiamo in una ideologia di esaltazione della vita, indifferenti alle ingiustizie ed alle sofferenze dell’umanità. Per questo noi proclamiamo che “il crocifisso è risorto!” ed attendiamo la sua venuta nella gloria. Il mistero pasquale di Gesù mostra la traiettoria, il dinamismo della salvezza. Nella situazione attuale di peccato, il Regno di Dio può venire solo tramite la conversione o il martirio! È il prezzo che si deve pagare per una vera e piena liberazione dal male e dalla morte. Così fiorisce la vita. Dall’alba di quel terzo giorno, da quella primavera, il cristianesimo guarda al mondo, con i suoi slanci e di suoi tradimenti, solo a partire dalla Pasqua. Noi non ci troviamo più nella situazione di Giobbe, senza risposte di fronte alle tante domande sollevate dal dolore; noi non abbiamo le risposte… ma abbiamo uno che a vissuto la risposta! Al brillare della sua luce, le tenebre ora non sono più oscurità totale e cessano di essere totalmente assurde. La vicenda di Gesù fa da paradigma alla storia universale, nel suo cammino verso il Regno eterno. Ogni vera liberazione dal peccato e dalle sue nefaste conseguenze, comporta lotta, sacrifici, martiri senza numero. Talvolta viene da pensare che Dio abbandoni l’uomo in questo uragano di violenza e di male. Potevamo pensarlo fino a Pasqua; ma da quel mattino, da quando il Padre non ha abbandonato il Figlio nella morte e l’ha risuscitato, noi sappiamo che Dio non abbandona nessuno dei suoi figli nella morte e crediamo che ogni dono della vita viene raccolto dalle sue mani e trasformato in lievito che fa fermentare tutta la pasta dell’umanità perché diventi pane di vita. La storia, nella chiave del mistero pasquale cristiano, si tesse come una lotta. Il suo sbocco felice verso “cieli nuovi e terra nuova” passa per i dolori del parto cosmico; non possiamo far fede in nessun evoluzionismo ingenuo. Su questa terra, il frumento e la zizzania cresceranno insieme, e non sta a noi conoscere i tempi o i modi della risurrezione finale; sta a noi assumere lo stile di Cristo e fare della sua logica la nostra logica, delle sue scelte le nostre scelte. Ogni esistenza umana è dunque strutturata secondo il dinamismo pasquale di Cristo. Ogni cosa è chiamata a pagare il suo prezzo: “la salvezza è gratis, ma non è a buon mercato!”. La vita non ci viene data bell’e fatta ma come compito da costruire giorno dopo giorno. Talvolta sono proprio le situazioni più difficili quelle che ci arricchiscono di più e ci rendono migliori. Le crisi appartengono alla struttura stessa della vita in continua crescita. Rappresentano l’opportunità di penetrare in nuovi orizzonti; possono aiutarci a ridimensionare tante realtà che ritenevamo prima come assolute; possono abbattere molti falsi idoli che tiranneggiano sulla nostra libertà. Allora capiamo davvero ciò che conta sul serio. Ogni volta che noi abbiamo vissuto questi passaggi possiamo dire di aver fatto un’esperienza pasquale, capace di risvegliare e di rialzare la nostra umanità. Ciascuno deve imparare a rinnegare se stesso, prendere la sua croce e seguire Gesù verso ascensioni faticose ma che ci fanno scoprire la gratuità della vita, il senso del dono, il gusto di una libertà che sa mettersi in gioco, quando è facile ed anche quando è difficile. Anche se ci sorprendiamo deboli, peccatori o traditori; anche se scopriamo la nostra malizia, la gelosia, l’attaccamento a noi stessi e alle cose materiali; anche se ci accorgiamo di aver svenduto la nostra libertà; anche se un giorno arrivassimo a non perdonarci più e a disperare, accogliendo il vangelo, potremmo sempre contare sulla riconciliazione, sull’abbraccio del Padre ed assaporare nuove possibilità di vita. L’ultima parola può sempre essere quella della risurrezione! In ogni processo di rinnovamento e di vera liberazione noi facciamo la stessa esperienza pasquale. La ricerca del bene personale, familiare, sociale deve affrontare la croce, che per qualcuno diventa addirittura oppressione, minaccia, tortura, sacrificio della vita, morte violenta. Ma tutto ciò genera la vittoria, anche se talvolta a caro prezzo. Come dicevano i primi cristiani: “Vale più la gloria di una morte violenta che il piacere di una libertà maledetta”. Il martire della fede, della giustizia, della pace che sceglie di offrirsi liberamente, contesta la situazione di oppressione e si fa sacramento di una vita la cui dignità diventa monito per ogni oppressore. La via della croce solo apparentemente distrugge l’uomo; nella più vera realtà essa lo rende più degno e più nobile. Alla luce del Mistero Pasquale di Gesù noi sappiamo che la croce è causa di risurrezione, e dunque espressione piena della vita e della libertà. Ogni esistenza umana, per quanto umile essa sia, si trova sotto il segno della pasqua: chiamata pertanto a crescere ed a svilupparsi, a maturare davanti a Dio ed agli uomini nella fedeltà. Ma come compito che conosce crisi e scontri, notti oscure e spine, per poter irrompere nell’orizzonte luminoso e gratificante del compimento. Chi tutto abbraccia e coraggiosamente continua a credere e ad alimentare tenacemente la fiamma della speranza, troverà ragioni per vivere… e saprà anche per cosa vale la pena di morire. In lui la vita è più forte della morte, perché, come Cristo, l’ha già oltrepassata e l’ha lasciata dietro di sé.
Il Consulente Ecclesiatico
Don Antonio Scattolini
ALLA SCOPERTA DELLE PALAFITTE E DELLE VILLE ROMANE CON IL CTG EL GRAN SEREGNO
Il gruppo Ctg El Gran Seregno, dopo un lungo periodo di interruzione, causa pandemia Covid, riparte quest'anno anche con il Corso di formazione ." Il territorio del Basso Lago e Peschiera tra Preistoria e Romanità" è il tema del corso che si terrà nella sala conferenze della Biblioteca Civica di Peschiera del Garda, presso la Caserma dell'Artiglieria di Porta Verona, il giovedì sera dalle 18.30 alle 20. Le singole conferenze si alterneranno ad uscite specifiche sul territorio.
"Il nostro gruppo Ctg è sempre alla ricerca di stimoli nuovi per far conoscere la storia, il paesaggio e le peculiarità artistiche del territorio del Basso Garda e delle colline moreniche situato tra Peschiera e i comuni limitrofi delle province di Mantova e Brescia e ben venga questa nuova serie di conferenze per far amare il territorio in cui viviamo", afferma il Presidente del Ctg El Gran Seregno Marco Tomasi.
Il primo incontro sarà giovedì 9 marzo con l'intervento della Dott.ssa Nicoletta Martinelli, dei Musei Civici di Verona-Museo di Storia Naturale su " Le palafitte preistoriche del Basso Garda”; il secondo giovedì sarà il 16 marzo con l'intervento del Prof. Alfredo Buonopane dell'Università degli Studi di Verona che avrà come argomento " Il territorio del Lago di Garda e le sue ville in epoca romana" e infine giovedì 30 marzo si concluderà con l'intervento dell'architetto Oscar Cofani sulle " Modalità costruttive romane e scaligere a confronto". La quota di iscrizione è di 10 euro. Per informazioni ed iscrizioni si chiede di contattare il presidente del gruppo Ctg El Gran Seregno all'indirizzo mail
Durante il corso e successivamente sono previste alcune interessanti uscite sul territorio che si svolgeranno di domenica mattina con il seguente calendario.
Domenica 19 marzo 2023
Trekking naturalistico dalla Littorina di Salionze a Monzambano con pranzo in trattoria
Ritrovo h 9,30 Salionze, Littorina
Domenica 26 marzo 2023
Visita guidata ai luoghi della Peschiera preistorica e romana
Ritrovo h 9,30 Porta Brescia, lato esterno
Domenica 2 aprile 2023
Visita guidata alla Villa romana di Sirmione
Ritrovo h 9 davanti al castello di Sirmione
Domenica 16 aprile 2023
Visita guidata alle fornaci romane di Lonato e ad una pieve
Ritrovo e orario da definire
Domenica 28 maggio 2023
Visita guidata al Museo Rambotti (mattino) e alla Villa romana di Desenzano
(pomeriggio)
Ritrovo h 10,30 Desenzano- Museo Rambotti
Per ogni uscita viene richiesto un contributo per il gruppo di 3 euro e si chiede di effettuare il tesseramento per esigenze assicurative. L'ingresso ai musei è a parte.

I COLLI DELL’EST VERONESE
La bellezza dei Colli Veneti è un tesoro che la Regione Veneto ha il privilegio di ospitare e proteggere. Il prossimo 26 marzo 2023, la Giornata dei Colli Veneti ci offre l'opportunità di celebrare questo patrimonio naturale e culturale attraverso una serie di eventi organizzati in tutta la regione.
Il progetto della Giornata dei Colli Veneti non solo intende celebrare la bellezza del paesaggio collinare, ma ha come obiettivi la tutela e valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturali, della dimensione economica, sociale ed istituzionale delle comunità di collina, secondo i principi di uno sviluppo etico, responsabile e sostenibile. L’evento è dunque pensato anche per promuovere uno stile di vita sano ed equilibrato, che rispetti l'ambiente e le comunità locali.
La Giornata, inoltre, ha lo scopo di divulgare le informazioni necessarie a promuovere il valore dell’ambiente collinare veneto come riserva preziosa di biodiversità di interesse generale. La conoscenza del territorio e delle sue risorse naturali, culturali e produttive, è fondamentale per valorizzare il territorio e sviluppare un turismo sostenibile.
Nel cuore dell'Est Veronese, in collaborazione con l'Ufficio Turistico IAT Est Veronese abbiamo organizzato una serie di iniziative coinvolgenti con il progetto “I Colli dell’Est Veronese”, che consentiranno ai visitatori di esplorare le colline circostanti in modo sostenibile e rispettoso dell'ambiente. Grazie agli animatori culturali ambientali di East Veronautoctona, i partecipanti potranno scoprire la bellezza delle colline venete attraverso le nostre passeggiate guidate.
L'evento della Giornata dei Colli Veneti è infatti il risultato della collaborazione tra diverse associazioni, pro loco, amministrazioni locali e privati, che hanno unito le forze per promuovere e valorizzare il paesaggio collinare della regione. Questo spirito di collaborazione dimostra il grande impegno delle comunità locali per preservare e valorizzare il loro territorio.
La Giornata, infatti, ha come obiettivo anche la diffusione delle tradizioni culturali e dei saperi locali, per diffondere la conoscenza della cultura, del paesaggio, delle risorse della collina, dei prodotti del territorio, anche nella valorizzazione resa dalle eccellenze enogastronomiche locali. Questo significa che gli eventi organizzati durante la giornata non solo offriranno l'opportunità di esplorare le colline, ma anche di scoprire le tradizioni culturali e culinarie delle comunità locali, contribuendo così alla promozione del territorio.
Le proposte sono disponibili e prenotabili sia sul sito www.eastverona.com che su www.veronautoctona.it e messe in rete sui canali di promozione della Regione Veneto.
I partecipanti potranno scegliere tra le passeggiate storico-culturali a Sant’Andrea di Badia Calavena, Campofontana di Selva di Progno e Tregnago.
La Giornata dei Colli Veneti è un'occasione unica per scoprire la bellezza del territorio e per apprezzare il lavoro che viene fatto per preservare e valorizzare questo patrimonio. Non perdete l'opportunità di partecipare a questa giornata e scoprire la bellezza dei Colli Veneti.


Tra i soci che aderiscono alle nostre iniziative, si trovano delle persone che costituiscono per tutti noi un bell’esempio di altruismo e generosità.
E’ il caso di Michele e Rossana, una coppia di medici entrambi altamente specializzati entrati da quest’anno a far parte del gruppo Un Volto Nuovo, che offrono molto del loro tempo come volontari in Africa. Questa la loro esperienza.
Nel corso della nostra vita lavorativa siamo stati impegnati in molteplici missioni nel continente africano che, nonostante il consumo di ferie a scapito della famiglia, ci hanno sempre dato soddisfazione ed un senso di orgoglio.
Le nostre storie di volontari hanno seguito due diversi binari: Michele si è generalmente appoggiato ad organizzazioni missionarie/sanitarie, mentre io, Rossana, faccio parte degli APOF, una onlus di anatomo patologi, da anni coinvolta nella nascita o ristrutturazione di laboratori dedicati.
APOF, o patologi oltre frontiera, ha con successo avviato sia dei veri e propri laboratori di cito/istologia, sia programmi di screening cervico-vaginali, importanti per ridurre l’incidenza del carcinoma del collo dell’utero. Quest’ultimo, ormai risaputo essere di genesi virale e quindi trasmissibile, può essere evitato con un semplice scraping citologico. Nel mondo occidentale viene naturale, in età riproduttiva, attendere la chiamata periodica per sottoporsi al c.d. pap test.
Ma cosa c’è dietro questa procedura? Semplice se in contesto di “un ingranaggio ben oleato”, ma iniziare ex novo in un Paese con mille difficoltà è un’impresa!
Oltre al laboratorio è necessario istruire una infermiera addetta che esegue il prelievo e una citologa che colora e successivamente legge il preparato. E che dire della difficoltà d’ informazione; anche questa richiede una diffusione spesso bocca a bocca tra i villaggi. Ed oltre a tutto questo serve la disponibilità dell’utenza a pagare il servizio. Nonostante il nostro impegno come Onlus le pazienti devono pagare il ticket. Nulla è gratuito, neppure negli ospedali missionari, che devono sopravvivere anche grazie al pagamento della singola prestazione. Ricordiamoci che nei Paesi africani la sanità non è gratuita; tutto ha un costo.
Assieme al programma di screening cervicale, APOF ha fatto nascere dei veri laboratori di cito/istologia che permettono al pari dei nostri ospedali, di avere una diagnosi intra o post operatoria, ed indirizzare quindi sia l’intervento chirurgico, sia la terapia. Grazie al contributo statale, nel caso degli ospedali di Mwanza, seconda città della Tanzania, di Argheisa in Somalia e di Gibuti, e alla CEI per l’ospedale di Ikonda nel sud della Tanzania, e alla Fondazione Corti e ai Comboniani per Lacor, nel nord dell’Uganda, si sono potuti acquistare macchinari e prodotti specifici atti alla preparazione di vetrini diagnostici. Naturalmente è essenziale anche il contributo umano; viaggio, vitto ed alloggio in Italia per istruire i tecnici locali, e studi specialistici per il personale medico prescelto. Patologi e/o tecnici italiani si sono nel frattempo resi disponibili per trasferirsi e prestare la loro opera in loco. Grazie inoltre alla moderna tecnologia si possono scannerizzare le immagini istologiche, in modo da ovviare alla frequente mancanza di personale medico, e al momento si stanno conducendo delle lezioni specialistiche on line. Michele, come chirurgo ortopedico, è sempre stato coinvolto in ospedali in diverse zone spesso remote del continente africano, dai Paesi francofoni a Paesi anglofoni. Le prime esperienze le ha condotte in un ospedale in Benin del Fatebenefratelli e in Burkina Faso in una missione laica bresciana, collaborazione purtroppo interrotta per gli attacchi jahidisti di questi ultimi anni. La guerra civile ha purtroppo azzoppato anche il programma della diocesi di Mantova in Ethiopia dove un team di ortopedici e tecnici ortopedici operavano e seguivano il decorso postoperatorio di bambini con piedi torti o con esiti di fratture non adeguatamente trattate. Negli ultimi anni la sua opera si è svolta in Tanzania e precisamente ad Ikonda tra i monti del sud, dove Padre Sandro dell’ordine della Consolata di Torino ha ampliato un piccolo ospedale tedesco, per arrivare ad un presidio dotato di tutti i principali reparti tra cui la rianimazione e la radiologa con TAC annessa. Michele, come unico ortopedico, ha eseguito, nei mesi di presenza, gli interventi programmati, contemporaneamente facendo training del personale locale. Ora sono presenti ortopedici specialisti locali, la cui istruzione è stata sovvenzionata dai Padri e l’ospedale si è reso dal punto di vista ortopedico, totalmente autonomo. Per tale motivo in Novembre Michele si è recato nel nuovo presidio fondato sempre da Padre Sandro nel nord del Paese per iniziare lo stesso percorso.
Michele e Rossana

SEGNALAZIONI AL PREMIO “GIARDINO D’EUROPA”
CHE DA 29 ANNI VALORIZZA IL BALDO
Far conoscere ed apprezzare il Monte Baldo è lo scopo del premio “Giardino d’Europa” che da ventinove anni segnala persone o gruppi che si impegnano in questa direzione. Viene organizzato anche quest’anno per segnalare chi valorizza e sostiene la montagna dei veronesi. Si tratta di un riconoscimento promosso dal gruppo C.T.G. Animatori Culturali ed Ambientali M. Baldo di Caprino, con il patrocinio dell’Unione di Comuni del Baldo e de “L’Altro Giornale”. “Il premio “Giardino d’Europa” è nato nel 1995 per segnalare Persone, Enti od Associazioni che si distinguano in modo originale, nella promozione culturale e turistica del territorio baldense, diffondendone l’immagine e la conoscenza, anche con modalità inusuali” spiega Maurizio Delibori del CTG “Si rifà alla denominazione “Hortus Europae”, “Giardino d’Europa” con cui il Baldo venne conosciuto all’estero a partire dal XVII sec. per la sua flora particolare e rara. Nelle ultime edizioni si è cercato di segnalare chi lavora in montagna e concretamente, giorno per giorno senza scalpore, ha scelto di impegnarsi in una realtà spesso difficile”. Il riconoscimento verrà assegnato a metà giugno su segnalazione popolare e per insindacabile giudizio di un’apposita giuria. Il premio consiste in un diploma e in numerose pubblicazioni sul territorio baldense, del valore di circa 500 euro. Lo scorso anno il premio è stato assegnato ex-aequo a Stefano Libera di Avio, Associazione Marchio del Baldo di Caprino e Caterina Nicolis di Costermano. Tutti possono segnalare Persone, gruppi o Enti, siano essi residenti o non residenti nell’area baldense, entro fine aprile. Le segnalazioni vanno inviate al CTG a Caprino. La giuria terrà conto per un 50% delle segnalazioni pervenute, ed esprimerà anche il proprio giudizio. Per informazioni e segnalazioni rivolgersi al CTG allo 045 6260228, o mail

LESSINIA: I VOLONTARI DEL CTG IMPEGNATI NEL RIPRISTINO DI SENTIERI E LUOGHI PARTICOLARI
I volontari del CTG Lessinia si sono impegnati a gennaio nel ripristino-pulizia del sentiero che da Ossenigo di Peri, in val d’Adige porta nel vajo della Busa in un luogo suggestivo sottoroccia dove si trova un affresco di San Valentino risalente alla fine del XIX sec. dipinto su di una parete rocciosa

Un secondo intervento di pulizia e recupero è avvenuto a Canale di Rivoli, dove i volontari hanno ripulito una parte delle pietre carsiche a monte del paese, dove vi sono alcune incisioni rupestri preistoriche (una stele antropomorfa) ed altre incisioni più recenti risalenti al secolo scorso. Gli interventi hanno permesso di rendere visibili e visitabili alcuni luoghi particolari, dalla forte carica emotiva oltre che dalle valenze storico-tradizionali, in un’ottica di corretta fruizione dei luoghi e della loro conoscenza.


UNA PRIMAVERA..."A MARCHIO" EL VISSINEL!
Si è da poco concluso il XXIII Corso Conoscere il Baldo-Garda, che ha avuto come tema quello della memoria. L'ultima lezione-uscita si è tenuta presso la cantina Roeno, in Valdadige, dove abbiamo potuto scoprire la preziosità di un vitigno che ha saputo, nonostante tutte le avversità del tempo, radicarsi e dare il meglio di sè...e possiamo assicurare, che, nonostante i secoli, il prodotto che se ne ricava è davvero eccellente! E' stata una bellissima esperienza e una grande soddisfazione per tutti i partecipanti, che, in tale occasione hanno ritirato gli attestati, pronti a continuare il viaggio nel territorio del Baldo-Garda con il gruppo. E il programma per la primavera è già assai ricco e variegato! Il primo appuntamento ci porterà nella Marca Trevigiana, alla scoperta delle Grotte del Caglieron, del Molinetto della Croda e della Pieve di San Pietro di Feletto; seguiranno al contempo le varie uscite sul territorio, che ci permetteranno di assaporare la rinascita della natura. Ma non è finita qui, infatti il gruppo è già pronto ad imbarcarsi verso sud...la Calabria ci attende!
Un itinerario insolito, fuori dai giri turistici principali, permetterà a tutti i fortunati soci di assaporare le bellezze di una terra millenaria, tutte le info qui: http://www.elvissinel.it/images/Nella_terra_del_bello_.pdf
Vi aspettiamo numerosi ai nostri prossimi appuntamenti!

VOLARGNE: SI PRESENTA L’ATLANTE DELLE PIANTE ALIMURGICHE
Venerdì 17 marzo alle ore 20, in occasione di una cena a base di erbe e pesce, il CTG Volontariato presenta nella baita degli alpini di Volargne il nuovo volume sulle piante ed erbe officinali della collina e montagna veronese, frutto del lavoro decennale di alcuni volontari ed esperti citigini. Un volume di 616 pagine di formato 21,5x30,5, con copertina cartonata, che raccoglie oltre 430 schede delle principali specie spontanee ed officinali, presentate in ordine alfabetico e con il colore del fiore, con la classificazione botanica, una descrizione generale della pianta (con foto e disegni), il significato del nome, dove cresce (con riferimento alla collina e montagna veronese), l’utilizzo, l’eventuale tempo e modalità di raccolta, le proprietà, l’eventuale impiego in cucina, le curiosità, la possibile velenosità. Nell’ultima parte vi sono decine e decine di ricette tradizionali e non (oltre 150) a base di piante e erbe. A compendio del volume un glossario dei termini, un indice delle specie in ordine alfabetico ed una bibliografia essenziale di pubblicazioni a carattere botanico ed alimurgico. Il costo è consistente data la grandezza dell’opera: 75 €, ma è ridotto a 60 € per i soci CTG. Prenotazioni allo 0456260228.


Parigi, Febbraio 2023, CTG La Fenice
Diario del viaggio- studio
Giovedì 16 febbraio. Ore 13:30, arrivo alla Gare de Lyon dopo il viaggio in pullman e treno, trascorso in letture e simpatiche chiacchiere. Trasferimento in albergo Holiday Inn, zona dei Grand Boulevards, tramite l’efficientissimo metro parigino. Breve ristoro con crepes e sidro, di eccellente qualità.
Ore 16. Primo incontro, molto cordiale e di benvenuto alla città, con la nostra guida, l’architetto Nicolas Moucheront docente presso l’Ecole du Louvre e la EHESS di Parigi. Il programma del pomeriggio riguarda una visita del Faubourg Montmartre, nei dintorni dell’albergo, anticipata da un’ampia descrizione dell’organizzazione urbanistica della città e della sua storia. L’antica Parigi fortificata ha lasciato il posto, sotto Luigi XIV, ad una città di ampi viali realizzati eliminando la cinta muraria e radendo al suolo interi quartieri. Il Boulevard Montmartre ne è un esempio, trovandosi sopra il tracciato delle antiche mura. Esploriamo gli aspetti più caratteristici del Faubourg, tra cui i passages couverts, che ospitano negozi e attività, risalenti a fine ottocento, e che mantengono il loro antico carattere di protetta e calda intimità. Nel seguito la visita prosegue con il Teatro dell’Operà Comique, dedicato ad un genere molto in voga tra l’otto- e il novecento, e il vicino Teatro dell’Opera. La guida ce ne narra la storia. Muovendo verso sud e ammirando lungo la rue de la Paix le notevoli gioiellerie, ci ritroviamo in breve nella celebre Place Vendome, tra le più iconiche della capitale grazie alla bella uniformità dei palazzi, la colonna bronzea, nonché i negozi di prestigiose firme qui ospitati. La guida ci intrattiene raccontandoci la storia del sito che ospitava inizialmente una statua gigante del re, sostituita da Napoleone I con un’alta colonna recante in cima una sua statua in abiti imperiali.

Ore 20. La nostra guida-accompagnatrice Paola Pisani aveva precedentemente individuato, per la cena, il caratteristico ristorante Bouillon Chartier vicino all’hotel. Si tratta di un noto ristorante di cucina popolare francese con ottimi prezzi, ed un conseguente grande afflusso di giovani, e siamo stupiti di vedere tanti in giro per la città. Davvero una piacevole serata per il nostro primo giorno di viaggio!
Venerdì 17 febbraio. Ore 10:30. Appuntamento alla piramide del Louvre per la lezione del conservatore Vincent Delieuvin, che si occupa personalmente della Galleria dei dipinti del Cinquecento italiano con la celebre Gioconda e assoluto esperto a livello internazionale di Leonardo da Vinci. Accolti con grande semplicità ed affabilità, egli inizia la nostra visita speciale illustrando una serie di dati sul museo, primo al mondo per visitatori: da fortezza reale sotto Filippo II Capeto, XII sec., a Palazzo Reale con Carlo V, infine trasformato in museo durante la Rivoluzione del 1789.
Salendo gli scaloni ammiriamo la Vittoria alata su prua di nave, assieme a oggetti di gioielleria nel Salone di Apollo. Entriamo poi nella Grand Galerie, che conserva capolavori della pittura italiana, da Cimabue in poi. La percorriamo in ordine cronologico, iniziando con Giotto, Beato Angelico, Antonello da Messina, Perugino (al quale i francesi sono particolarmente affezionati), Mantegna, ecc. Particolare impressione suscita un capolavoro di Antonello, nel quale si scorgono profondi influssi dei pittori flamandes. Così pure la bellissima Crocefissione di Mantegna, predella della Pala San Zeno in Verona, dai vividi purissimi colori. Il conservatore Vincent Delieuvin si sofferma sulle opere esposte di Leonardo: la Madonna delle Rocce, Sant’Anna Vergine e Bambino, e la Gioconda. Questione particolarmente delicata sono i restauri che queste opere richiedono, ma che li espongono a gravi rischi di perdere, con le puliture, interi strati di pittura. Un esempio di successo è il recente restauro di Sant’Anna, in cui si è riusciti a mantenere interamente la profondità del colore grazie a tecniche d’avanguardia. Un restauro sembra anche inevitabile per la Vergine delle Rocce per lo scurimento di alcuni pigmenti. Non riuscendo ad avvicinarci alla Gioconda a causa dell’enorme folla la nostra guida ce ne parla da lontano, illustrandoci l’unicità magica di questa opera e il suo lavoro costante di controllo e studio di questa meraviglia.
A domanda, il dott. Delieuvin si esprime anche sul celebre Salvator Mundi, attribuito a Leonardo e acquistato per una cifra record, che ha ispezionato personalmente. E, come il nostro cuore si aspettava, il suo responso è chiaramente favorevole, nonostante le molte ingiurie che l’opera ha subito. Le parole di Vincent Delieuvin così come la folla che vediamo attorno a noi arrivata da tutto il mondo e assiepata attorno alle opere del nostro Rinascimento, ci rivelano la straordinarietà di quanto è stato prodotto in Italia mezzo millennio fa, che ha riempito il mondo di meraviglia e bellezza, probabilmente un evento unico, forse irripetibile nella storia dell’umanità. 
Ore 14. Dopo quasi tre ore di lezione e discussione, che ci hanno assolutamente incantati, il conservatore Delieuvin (qui a fianco della nostra accompagnatrice Paola) ci lascia, promettendo che ci saremmo rivisti tra non molto a Verona. Il gruppo si scioglie per un pomeriggio in libertà, trascorso in ulteriori visite del Museo, e altro. Qualcuno si spinge in serata a visitare il vicino quartiere Pigalle, con le sue note attrazioni.
Sabato 18 febbraio. Ore 8:30. Sveglia anticipata oggi causa l’intenso programma della giornata con Nicolas Moucheront, oggi accompagnato dalla prof.ssa Natasha Pernac, docente di Storia dell’Arte Moderna all’ Università Paris Nanterre e all’Ecole du Louvre . La meta è il quartiere Le Marais. Scesi con il Metro alla Place de la Bastille, ci soffermiamo a considerare come non una pietra sia rimasta dell’imponente antica fortezza a seguito della furia rivoluzionaria del 1789 sostituita dalla colonna bronzea che sorregge il Genio alato della Libertà. Ci incamminiamo poi verso Rue Saint-Antoine, soffermandoci sui suoi numerosi palazzi storici, tra cui gli Hotel Mayenne e Sully, hotel particuliers, con ampi giardini e varie dépendances. Dopo una breve visita alla seicentesca Place de Vosges, ci incamminiamo verso il Museo della storia di Parigi, Musée Carnavalet, che ci tuffa nelle atmosfere delle grandi case private dal XV al XIX secolo.
Ore 15:00. Dopo breve pranzo, ci ritroviamo alla chiesa di Saint Paul per proseguire verso l’Hotel de Sens, nome che ben si confà agli ospiti illustri che ha ospitato (D’Annunzio). La visita prosegue attraverso il Pont Saint-Louis con un approdo a l’Ile de la Cité per una visione delle imponenti opere predisposte per il restauro della Cattedrale di Notre Dame. La giornata si conclude con le foto davanti al bellissimo Hotel de Ville, una breve sosta presso il Centre Pompidou, con la sua ardita scala mobile a ripiani, e la cena sociale presso il ristorantino francese Le Bouganville (Galerie Vivienne). Apprezzabili queste cene non solo per la gastronomia, ma anche per saldare le amicizie e la condivisione tra i partecipanti del viaggio, come lo spirito citigino del nostro Gruppo si propone.
Domenica 19 febbraio. Ore 9:00. Ritrovo presso la fermata Metro Abbesses a Montmartre e da qui partiamo per un’ampia visita, di grande interesse storico (qui si sono svolti fatti relativi alla Comune di Parigi del 1871, cui è dedicata la cattedrale Sacre Coeur) e artistico (qui hanno lavorato pittori come Pissarro, Cezanne, Van Gogh, Modigliani e, soprattutto, Picasso) tra fine ‘800 e primi ‘900. Esiste ancora lo studio Le Bateau Lavoir dove quest’ultimo si trasferì nel 1904, dove furono creati suoi capolavori del periodo blu e rosa e dove, con le Demoiselles d’Avignon, fu lanciato il movimento cubista. Con questo si conclude l’interessantissimo viaggio a Parigi, di cui non potremo conservare se non un meraviglioso ricordo.
Alberto Franceschini


