Vr CTG news Giugno 2023

Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona

Il mese di giugno inaugura per molti il periodo delle vacanze estive.

In questa parte dell'anno molti gruppi CTG proporranno iniziative turistiche alla scoperta dell'Italia e non solo. Nel farlo, non dimentichiamoci che la nostra associazione si impegna, da sempre, perchè si affermi un turismo delle tre “S” (Sociale, Sostenibile e Solidale). 

Turismo sociale inteso come turismo di tutti; turismo sostenibile, come turismo per tutti; turismo solidale, come turismo con tutti.

In sintesi, la nostra missione è quella di porre l’essere umano al centro del sistema, permettendogli di relazionarsi ed aprire i propri orizzonti culturali e di conoscenza dei luoghi visitati, con la loro arte, cultura, tradizioni, stili di vita. 

Punti “cardine” del nostro agire sono la tutela del territorio e dell’ambiente, insieme alla crescita della percezione della cultura, dell’arte, delle tradizioni e degli stili di vita, che devono confluire in un’unica visione, appunto, di sostenibilità.

Accompagnati da questi ideali, auguro a tutti di vivere, grazia al CTG, un'autentica esperienza di turismo.

 

Fabio Salandini

Presidente Provinciale CTG 

 turismo

All’inizio dell’estate mi piace ricordare a tutti i citigini l’importanza di trovare un tempo di stacco/vacanza/ferie/riposo … un tempo che sia davvero ri-creativo. Per farlo, prendo lo spunto da un intervento proposto Lunedì 1 giugno dal nostro vescovo Domenico, in occasione del ritiro dei preti della diocesi di Verona,  a Madonna della Corona. Il vescovo ci ha suggerito di curare quattro aspetti: abitare con sé stesso, vivere la liturgia, cogliere la presenza di Gesù nel povero, avere uno sguardo sulla realtà. Condivido con voi queste sue note che sento valide anche per tutti i membri della nostra associazione, e mi permetto di aggiungere un augurio ad ogni passaggio.

1. Habitare secum. Si comincia sempre da me. E precisamente dalla capacità di superare quella tendenza diffusa all’accidia che oggi sembra talora diventare una malattia sociale. La pigrizia (l’acedia) è la prova del nostro allontanamento da Dio. E dice indolenza, noncuranza, svogliatezza e noia. Essa si insinua anche nel credente, perfino nel pastore, che diventa inacidito di fronte a tutto ciò che è spirituale. Perciò non sa affrontare le avversità e perde la fiducia; non è costante nelle cose e divaga continuamente; non si lascia consolare dalla preghiera e va in cerca di falsi surrogati. Coltivare la relazione con Dio è il primo compito pastorale di ogni autentico “operatore secondo lo Spirito”. Tempi di silenzio, ascolto di sé e dialogo interiore, ascolto della Parola, spazio per la meditazione e il dialogo spirituale con un accompagnatore, tra pochi o in gruppo, occasioni di confronto comunitario: sono alcune modalità per attivare un percorso spirituale che nasce anzitutto dall’impegno personale… Questa è una basilare forma di attenzione al proprio sé. VI AUGURO DI CURARE LA VOSTRA INTERIORITÀ TROVANDOVI, DURANTE L’ESTATE, QUALCHE SPAZIO DI RITIRO SPIRITUALE (QUANTO TEMPO  È CHE NON VIVIAMO QUALCHE MOMENTO DI QUESTO TIPO, CIOÈ DI SILENZIO, DI MEDITAZIONE E DI PREGHIERA…?)

2. Vivere la liturgia (cfr. Lettera Apostolica di papa Francesco, Desiderio desideravi, 29.6.2022). La liturgia è lo spazio più esplicito in cui il Signore si manifesta e in cui siamo chiamati ad esercitare il nostro servizio divino. È anche il momento in cui la dimensione comunitaria trova la sua espressione più realistica... Per questo si richiede di entrare in profonda sintonia con le parole e i gesti, i silenzi e le orme rituali della liturgia, e con cui il senso di ciò che viene da tutti compiuto nella celebrazione di qualsiasi sacramento, in particolare durante la celebrazione eucaristica. VI AUGURO DI CELEBRARE BENE LE DOMENICHE IN CUI SIAMO IN FERIE: DIRE GRAZIE, CHIEDERE PERDONO, DOMANDARE AIUTO, OFFRIRE NOI STESSI NELLA MESSA FESTIVA, È SEMPRE UN DONO PREZIOSO (CI MANCHEREBBE SOLO CHE DICESSIMO DI NON AVER TEMPO!)

3. Cogliere la Presenza di Gesù nel povero. Stare alla presenza del Signore non si riduce ad una fuga intimistica dalla realtà; al contrario, richiede lo sforzo di aderire ad essa con profonda consapevolezza e secondo verità di fede. La presenza del Signore nei poveri è quel che si ricava dalla celebre parabola matteana ((Mt 25,31-46), pena la falsificazione di ogni presunta spiritualità. Gesù dichiara di celarsi e allo stesso tempo di identificarsi col povero. Non è, dunque, per una strategia politica o di consenso che dobbiamo concentrare l’attenzione sugli svantaggiati, sui perdenti, sugli scarti. Perché come affermavano i Padri antichi il povero è propriamente Vicarius Christi, ben prima che il titolo fosse assegnato al papa. VI AUGURO DI FARVI ATTENTI ALLE PERSONE E ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ. CIASCUNO TROVI I MODI PER VINCERE L’INDIFFERENZA E LA LOGICA DEL “PENSOSOLOAME!” (LA CARITÀ NON VA IN VACANZA..).

4. Avere uno sguardo sulla realtà. Un’autentica spiritualità credente si manifesta in una nuova capacità di guardare la realtà e di cogliervi la presenza di Dio. Tale sguardo consente di avvertire che “il sugo della storia” (A. Manzoni) è Dio che conduce tutto in un dialogo misterioso e segreto che non ci è dato di vedere, ma solo di intuire e di circondare di infinito rispetto nel desiderio esclusivo di non ostacolarlo, ma di favorirlo. Lo sguardo però non è mai neutrale e costringe ad assumere una responsabilità per ciò che pensiamo, diciamo, decidiamo, facciamo, o, al contrario, sfuggiamo. Una spiritualità avulsa dal reale, compreso quello sociale e politico, è falsa e rischia di scadere nella alienazione. VI AUGURO DI TROVARE IL TEMPO DI LEGGERE QUALCHE LIBRO O RIVISTA DI APPROFONDIMENTO CHE CI AIUTI A COMPRENDERE A FONDO IL NOSTRO TEMPO E IL NOSTRO MONDO … CE NE SONO, BASTA INFORMARSI (COME SOCI CTG NON POSSIAMO LIMITARCI A SFOGLIARE LA CRONACA ROSA O LE RIVISTE DI GOSSIP!)

Grazie al nostro vescovo per queste riflessioni, per questi consigli e … buona estate ri-creativa a tutti!

don Antonio Scattolini

 

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Il CTG "Le Ali "mette a disposizione contributi propri per la rinascita della chiesa di Santa Chaira 

Venerdì 21 Maggio, Verona ha vissuto un percorso culturale di particolare interesse e spessore, organizzato, con dovizie di elementi, dal gruppo “CTG Le Ali”. Si è trattato per alcuni partecipanti di una rivisitazione e per altri veronesi, invece, un’assoluta novità la visita alle sale del Museo Archeologico, allocato all’interno del comprensorio del Teatro Romano.Luogo, dove il prof. Gianni Lollis, Presidente della Società di Belle Arti di Verona, ha saputo far immergere l’ospite nella realtà del passato: ritrovamenti greci, romani, etruschi provenienti dal territorio veronese.Un altro momento culminante, come tappa peculiare della giornata, è stato vissuto ammirando l’incantevole complesso religioso di Santa Chiara, che fu sede fino al 1810 di un monastero destinato alle suore Clarisse. Ora, parte della splendida costruzione, è stata recuperata e adibita a ostello per la città di Verona. Strutture adeguate, capaci di offrirsi  per far ritrovare serenità e calore umano, in questo momento, a donne e bambini ucraini alla ricerca di una nuova ripartenza di fronte all’orrore della guerra. Ma l’autentico gioiello, in parte incompiuto per la mole dei lavori di ristrutturazione ai quali dovrà sottoporsi, è la Chiesa di Santa Chiara. Sono stati gli stessi responsabili della struttura, il prof. Fiorenzo Scarsini e l’avv. Enrico Scognamillo a segnalare, quindi, la necessità di ripristino di un luogo intriso di spiritualità. Un senso mistico che ancora oggi caratterizza il complesso e che aleggia in quella enorme profondità di stanze e tesori artistici, di cui è depositaria la chiesa, oltre al monastero, e che non dovranno mai cadere nell’oblio. Al proposito, gli interventi, dopo la messa in sicurezza dell’edificio, in accordo con il direttore dei lavori architetto Gianni Perbellini, dovranno riguardare,  il recupero delle vetrate, la pulizia degli affreschi, la manutenzione delle pietre tombali di pregevole fattura e degli altari. A completare il restauro sarà il posizionamento di fari per illuminare l’ambiente rendendolo visibile e godibile agli occhi della cittadinanza, chiamata a portare contributo ad un bene di tutti per un qualcosa di prezioso da salvaguardare, all’interno del quale hanno riposato le spoglie mortali di autorevoli personaggi e nobili veronesi. Per testimoniare, se ce ne fosse bisogno, il valore artistico che fu dell’ambiente e del perché queste personalità, autentici benefattori, si erano spesi, pure loro, per il bene e lo splendore della città di Verona. Un itinerario il cui significato è stato nell’appunto finale del presidente del “CTG Le Ali”,  Efrem Basso. “Il risveglio delle coscienze” ha analizzato “deve partire da quel poco che potrà essere il nostro impegno per aiutare a far risplendere di luce opere autentiche, da studiare ed apprezzare”. “E perché le stesse” ha proseguito “possano tornare a narrare la storia della nostra bella città e le culture che ne hanno ottenuto ospitalità”. Per indirizzare verso questo intento, il “CTG Le Ali” con la sua associazione promuove un aiuto finanziario a favore della Chiesa di Santa Chiara. “Vuol essere” conclude Efrem Basso “un’iniziativa svolta a smuovere le coscienze di altri veronesi verso un interesse comune”.

Pasetto Flavio

 

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 BELLEZZA COME CONDIVISIONE

Ho partecipato alla camminata Provinciale del CTG organizzata da” El Fontanil” di Isola della Scala, domenica 14 maggio 2023. Già la data portava in sé tante emozioni, legate alla festa della mamma e personalmente sono arrivata lì, carica di energia positiva, forse dovuta anche al fatto che, nel fine settimana, ero stata a sentire la lezione del Card. Bagnasco nella Basilica di S. Teresa. Per cui, nonostante la leggera pioggia promettesse una giornata uggiosa, ero ancora emozionata per la frase del Card. Bagnasco e che mi aveva riempito il cuore: “ la bellezza fa parte dell’uomo, la bellezza non come  fatto puramente estetico, ma come ricerca di una intima verità , una verità che non è affermazione di se stessi, ma piuttosto condivisione di se stessi…”.Le parole: bellezza e condivisione sono state lo sfondo integratore di tutta la mia “camminata”.    Pensavo: “comunque vada, sarà una bella giornata”.  All’arrivo, sono stata accolta da una prima sorpresa, nonostante il tempo incerto, la camminata si poteva fare. Gli organizzatori avevano previsto un piano B, piano a cui io ho aderito, che consisteva in una visita guidata presso la chiesa di S. Maria Maddalena, e al piccolo museo archeologico al suo interno. Dopo 25 anni di assenza da Isola della Scala, mio paese natale, non mi sembrava vero di poter accedere a questo luogo. L’archeologo Federico Biondani e l’Animatrice culturale Ctg Maria Rosa Freddo ci hanno guidati, rispettivamente nel museo archeologico e nella chiesa di S. Maria Maddalena, interessando tutti noi partecipanti È stata un’emozione vedere i ritrovamenti della “Giarella” risalenti ad insediamenti umani di circa 3000 anni fa, e così ben conservati nel museo.  Chi abita in un paese, cresce con la convinzione che sia il centro storico attuale il fulcro dello sviluppo di una civiltà, non certamente le piccole frazioni. Grazie alla guida dal Prof. Federico Biondani che ci ha illustrato il museo come se fosse l’unico al mondo, con dovizia di particolari, di amore e passione, ho scoperto che proprio nelle valli di acqua ci sono le nostre antichissime origini. L’acqua come sempre fonte di vita. Le spiegazioni delle origini e dello sviluppo della Chiesa S. Maria Maddalena, condotte da Maria Rosa Freddo, mi hanno riscaldato il cuore. Ogni volta che si torna in un posto caro, riaffiorano i ricordi della propria infanzia, ci si sente a casa solo ed esclusivamente se le personae che lo abitano, ti facciano sentire a casa. Così è stato con Maria Rosa e tutti gli Animatori del CTG El Fontanil . L’apice della giornata, per me è stato raggiunto nel pomeriggio con la visita al Santuario della Bastia. Per chi è di Isola della Scala, sa che questa piccola chiesa, rappresenta l’identità forte del paese, rappresenta l’infanzia passata a raccogliere castagne “matte”, le giostre nella festa a lei dedicata, rappresenta le domeniche da bambini   passate a mangiar “el papasin” e le domeniche dell’adolescenza ad ascoltare la musica in macchina, guardando il paesaggio dei campi che la circonda, che, con la nebbia diventa molto suggestivo e magico. In età adulta, per chi ha avuto la fortuna di poter celebrare il proprio matrimonio, diventa la chiesa degli “sposi” . Per me, poi rappresenta i pomeriggi con mio figlio a cercare le foglie autunnali da incollare sui quaderni. Il momento più emozionante è stato quando sono entrata nella mia Bastia, ogni cosa era al suo posto, il posto della memoria, il posto della “casa buona” quella che odora di legno, quella dei fiori del matrimonio celebrato il giorno prima, del riso sul piccolo sagrato. La camminata con il CTG , in mezzo a tanta bellezza, mi ha fatto ritrovare la mia strada, quella , da dove sono partita, mi ha fatto ritrovare la mia intima verità, che mi ha permesso la cosa essenziale: poter condividere la” mia bellezza” con gli accoglienti A.C.A. CTG, con i loro familiari e tutti gli altri partecipanti. La condivisione di cibo e chiacchere, nel bellissimo ristorante “ La Pila dell’Abate” , mi ha fatto risuonare le parole con cui ero arrivata, e sono ripartita da Isola con le stesse: bellezza come condivisione.

Un grazie affettuoso a tutto il CTG

Marina Lazzarini, socia del gruppo “Ctg El Sentier”

 

foto piano B

 

 foto piano B

 

...CHE GIO' MADONNARI con EL VISSINEL!

Lo scorso 31 maggio abbiamo vissuto la nostra prima esperienza di organizzazione dei Giò Madonnari e possiamo dire che è andata alla grande!!!

Grazie alla collaborazione dei docenti delle scuole primarie di Affi, Cavaion V.se e Pastrengo abbiamo potutto dare vita ad una splendida giornata all'insegna della fantasia e dell'entusiasmo.

Centinaia di bambini, armati di gessetti colorati, hanno abbellito gli spazi messi a disposizione dalle amministrazioni comunali, dando corpo al motto "I care - Mi sta a cuore" di Don Lorenzo Milani.

Si è così potuto ricordare un grande educatore che ha lottato per una scuola di tutti e per tutti.

Da parte nostra siamo felici di aver potuto avvicinare così tanti bambini alla nostra associazione dimostrando la nostra attenzione per le persone e il territorio.

Vi ricordiamo che le nostre iniziative proseguiranno per tutta l'estate e che le trovate sempre aggiornate al sito www.elvissinel.it 

Vi aspettiamo!

 

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ECOMUSEO DI VERONA SUD: IL GRUPPO C.T.G. “UN VOLTO NUOVO” TRA I PROMOTORI !

Prosegue intensa l’attività del Gruppo C.T.G. Un Volto Nuovo, organizzatore – grazie all’attivismo dei soci - di tante apprezzate iniziative (incontri di formazione, corsi, uscite, ecc.) per far conoscere e valorizzare al meglio il territorio di Verona Sud, in stretta collaborazione con la V Circoscrizione.  Non solo, il gruppo è senz’altro tra i protagonisti, - grazie alle preziose conoscenze storiche acquisite nel tempo con percorsi di ricerca, studi, pubblicazioni e convegni - sia della parte ambientale che di quella dedicata alle importanti testimonianze del passato, del Progetto Ecomuseo Verona Sud e Risorgive. Un know how, frutto di anni di impegno e lavoro, messo a disposizione della nuova iniziativa, che ha preso finalmente corpo, essendo portata avanti con successo da un’articolata comunità di riferimento, tra cui: Fiab, Federazione italiana ambiente e bicicletta di Verona, all’Associazione Fossa Bova, a Energie Sociali, Proloco di Buttapietra, enti e   associazioni del territorio. “Il termine ecomuseo”, spiega il presidente del gruppo, Patrizio Mantovani, “è stato variamente usato e diversamente interpretato. Di fatto, non esiste un unico modello di ecomuseo, ma molte esperienze che includono musei etnografici, musei diffusi, musei di comunità o semplici percorsi tematici. In generale”, prosegue, “un ecomuseo, diversamente da un normale museo, non è circondato da mura o limitato in altro modo, ma si propone come un’opportunità di scoprire e promuovere una zona di particolare interesse per mezzo di percorsi predisposti, di attività didattiche e di ricerca che si avvalgano del coinvolgimento in prima persona della popolazione, delle associazioni e delle istituzioni locali”. E’ proprio questo, l’obiettivo che accomuna, in piena simbiosi, l’attività ormai consolidata del “Volto Nuovo”, ormai da parecchi anni profondamente radicata nel tessuto sociale del quartiere di Borgo Roma, con il Progetto Ecomuseo. Mantovani, che con il Gruppo ha dato un prezioso apporto alla stesura della Mappa, in particolare per quanto concerne le risorse storiche identificate a Verona Sud, definisce anche i contorni del nuovo contenitore museale. “Il territorio individuato”, precisa, è quello situato tra la periferia industriale di Verona Sud e la linea delle risorgive. L’area geografica si identifica con una parte dell’Alta pianura veronese, nel territorio tra la destra Adige e la linea, appunto, delle sorgenti d’acqua dolce che caratterizzano questo tratto di pianura. L’Ecomuseo comprende parte dei territori del Comune di Verona, specialmente della V Circoscrizione, e del Comune di Buttapietra. Caratterizzata da un suolo permeabile con sassi, ciottoli e ghiaie, rappresenta da sempre una zona abbastanza arida, che storicamente ha avuto uno sviluppo agricolo solo dopo le irrigazioni del primo Novecento, tramite il Consorzio Alto Agro. Sotto il profilo storico”, prosegue il presidente Mantovani, “coesistono suggestivi aspetti del passato (case coloniche, chiese rurali, muri con ciottoli, marogne, ecc.) con le trasformazioni di cui sono esempi notevoli di archeologia industriale, tra gli altri, la Manifattura Tabacchi”. La Mappa, che è possibile consultare all’interno di un apposito sito internet, costituisce un primo mattono per la costruzione dell’Ecomuseo di Verona Sud e delle risorgive. Per sancire l’ideale decollo di questa nuova realtà fortemente voluta dal Volto Nuovo, sabato 27 marzo, in occasione della presentazione in anteprima della Mappa dell’Ecomuseo di Verona Sud, si è tenuta una ciclo-pedalata che da piazza Bra ha portato i partecipanti fino al Parco S. Giacomo, per la presentazione del Progetto, fino alla fattoria didattica Leso di Cadidavid, per poi visitare alcune delle affascinanti mete che, si spera, in futuro possano essere sempre più conosciute  e apprezzate dai cittadini veronesi”.

                                                   Maurizio Pedrini

 

Partenza

 

PROGETTO DI SISTEMAZIONE DELLE INCISIONI RUPESTRI DI TORRI DEL BENACO ELABORATO DAL CTG

Il patrimonio di incisioni rupestri di Monte Bre, Monte Luppia e Crero, composto da varie decine di opere, situate vicino alle spiagge gardesane, che rischiava di scomparire minacciato dall'abbandono, dall’avanzare della vegetazione, dal continuo degrado e dall'incuria umani, ora pare destinato a riprendere vita grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Torri del Benaco con la delibera di Giunta Comunale, n. 63 del 7 aprile scorso, che stanzia un milione e 56 mila euro per la sistemazione dei sentieri e la pulizia delle aree.

Le prime rocce incise furono scoperte e catalogate dai professori Mario Pasotti e Fabio Gaggia di Garda a partire dal 1964 e negli ultimi decenni del secolo scorso: figure umane stilizzate, a "phi", a braccia alzate, sessuate, personaggi a cavallo, animali (cavalli, cani, serpenti, volpi), croci ed un vasta gamma di cruciformi, spade, mani, coppelle isolate o raggruppate anche geometricamente, varie forme di cerchi (i cosiddetti "simboli solari"), figure quadrangolari e figure geometriche varie, fra le quali assai frequente il gioco del filetto, tria o "merler", ma anche una numerosa serie di imbarcazioni appartenenti a tutte le epoche storiche, incise sulla pietra dal picchiettare di ciottoli duri o di sassi appuntiti come il serpentino o la quarzite (martellinatura), probabilmente opera di cacciatori e pastori che transitavano in queste zone nel corso di duemila anni.

“Tutta la sponda veronese del lago di Garda è interessata da questo fenomeno: sono state catalogate più di 250 rocce e almeno 3.000 figure. Le incisioni si trovano su liscioni rocciosi calcarei (calcari oolitici), modellati dall'ultima glaciazione wurmiana, con striature ondulate, quasi delle onde pietrificate scavate da ciottoli pressati dal ghiacciaio” spiega Roberta Marcazzan, autrice assieme al CTG M. Baldo del progetto. È da anni e anni che nonostante convegni, incontri, conferenze e denunce da parte del Ctg M. Baldo e di altre associazioni, le pietre incise dell'entroterra gardesano subiscono danni e offese per una frequentazione spesso irriguardosa (calpestio, scritte, sfregi di ruote di mountain bike e di moto), nell'assenza di provvedimenti di tutela. A questo proposito ora il progetto finanziato dal comune di Torri si propone di restaurare e proteggere le tre pietre incise delle Griselle, dei Cavalieri e di Crero e di far conoscere in modo appropriato questo patrimonio di incisioni rupestri (grazie a strutture pensili e sistemi di protezione/staccionata con apposite piazzole), sistemando e segnalando i percorsi di visita alla pietra delle Griselle, alla pietra dei Cavalieri e alla pietra di Crero. Inoltre si provvederà a sistemare un percorso ad anello che colleghi i panoramici Monte Bre e Monte Luppia con appropriate e sicure piazzole-belvedere ed inserendo strutture in metallo (scalette e piazzole) sul lato roccioso tra bivio Brancolino e Monte Bre.

 

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CAPRINO: SALVIAMO IL TULIPANO MONTANO SUL MONTE BALDO DAI CINGHIALI E DAL CALPESTIO BOVINO

Anche quest’anno sta fiorendo nel periodo primaverile tra maggio e giugno nella zona di Naole una rarità unica del Baldo: il tulipano montano (Tulipa sylvestris australis), una liliacea erbacea perenne con bulbo piriforme, fusto alto da 25 a 40 cm e due foglie basali ellittiche. I fiori, inizialmente boccioli penduli, quando fioriscono sono a forma di stella con 6 tepali aperti di un bel colore giallo vivo (gli esterni striati di rosso). Ma questo tulipano, presente in poche centinaia di esemplari è minacciato nella sua esistenza dato che il suo areale di diffusione è di poche decine di metri quadrati.  Si tratta di una rarità in Italia centro-settentrionale, dove sboccia su prati soleggiati da 800 a 1800 metri, mentre in Veneto è presente solo sul Monte Baldo nella zona di Naole in un areale molto ristretto a circa1600 metri di quota, sul bordo di una dolina nei pressi della diruta casara di Naole, in comune di Caprino v.se.

Il CTG Monte Baldo con una serie di escursioni a maggio ha monitorato la presenza della fioritura ma ha riscontrato anche i danni subiti dai cinghiali che hanno sollevato il cotico erboso per mangiare i bulbi del tulipano di cui sono ghiotti. “Per mettere in salvo questa rarità minacciata chiediamo al Comune di Caprino la possibilità di recintare qualche metro quadrato di cotico erboso per salvarne la presenza non solo dai cinghiali ma anche dal calpestio delle mucche” sostiene il presidente Maurizio Delibori. “Sarebbe veramente un peccato che perdessimo anche questa rara testimonianza di una biodiversità eccezionale che il nostro Monte Baldo possiede, ma che non è conosciuta e salvaguardata come merita” Il sindaco di Caprino Paola Arduini si è detta disponibile ad esaminare la proprietà dell’area e a verificare la possibilità di recintare una piccola area di tulipani.

 

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