Vr CTG news Settembre 2024
Notizie ed informazioni a cura del Comitato Provinciale CTG Verona

Il prossimo 27 settembre si celebrerà la 45^ Giornata Mondiale del Turismo. L'Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite ha deciso di celebrarla con lo slogan “Turismo e pace”. In un periodo così travagliato come il nostro non si poteva pensare ad una scelta migliore per offrirci un momento di riflessione e di impegno personale. Lo scambio culturale tra le persone, che trova nel turismo una sua forma privilegiata, si può trasformare, infatti, anche in un concreto impegno per la pace. La bellezza che si sperimenta nell'esperienza del turismo sprigiona in ognuno di noi vera vita e la necessità di coltivare i rapporti interpersonali di cui tutti sentiamo una profonda necessità. Turismo e pace uniti alla Speranza, che sarà il tema del prossimo Giubileo, diventino per tutti noi un impegno convinto!
Fabio Salandini
Presidente provinciale CTG Verona
Dopo il periodo estivo, che ha visto molti di noi impegnati in diverse iniziative tipiche di questa stagione (campiscuola, ferie culturali, escursioni montane, animazioni parrocchiali varie… ) siamo pronti a ripartire con un altro anno associativo fatto di tante proposte, incontri, appuntamenti…. E proprio col Vangelo della prima domenica di settembre il Signore ci ha invitato a ritrovare autenticità, a non fare le cose tanto per farle, a non vivere tutto come una routine in cui magari siamo in prima fila col nostro fare (attività, collaborazioni, impegni…), ma siamo lontanissimi col nostro essere (cuore, stile, relazioni). Gesù dà una strigliata ai farisei ipocriti, tutti preoccupati di seguire minuziosamente tradizioni ed osservanze…ma in realtà fermi all’esteriorità: “Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me”. E se parlasse anche di noi, anche del mio gruppo, anche di me…? Un mio amico scrive: “Si sente benissimo se il cuore dell'altro è lontano. Anche se fa tutto "come si deve" lo si sente. Anche se non trasgredisce le regole decise insieme lo si comprende. Ma se il cuore è lontano lo si sente bene. Tutto è abbracciato da quella aridità che nulla sembra avere di cattivo. Tutto è concordato, ma prevedibile; scorre secondo il binario e non evidenzia trasgressioni. E lo si sente bene: "ci sei è vero...", ma in realtà non ci sei. Il linguaggio della relazione è delicato e sottile, ma parla a voce alta anche nel silenzio. Questa distanza, questo cuore lontano, è difficile da descrivere: è come un mantello griglio di cenere che copre ogni cosa. E se già nelle relazioni umane, quelle più decisive, questo a volte non si vede - meglio, forse non lo vogliamo vedere, perché vederlo ci costerebbe troppo, ci metterebbe radicalmente in discussione – tanto più nella relazione con il Signore (fede) questo lo si può nascondere ancora meglio. Veniamo a messa. Diciamo le preghiere. Rispettiamo i comandamenti - forse... meglio dire che rispettiamo l'edizione rimpicciolita e accomodata delle dieci parole di Dio; prestiamo attenzione alla parola - magari soltanto nel senso più scolastico che stiamo attenti all'omelia, ma questa è l'attenzione ad un Dio che parla?; agiamo secondo coscienza... - e quale coscienza? quella che nasce dall'amore per la giustizia o quella che si è formata sulle regole minime? Insomma: magari facciamo tutto. Ma forse non facciamo niente. Dio dov'è? La relazione con Lui, la passione per Lui, la ricerca di Lui che si nasconde, il fascino per il suo mistero, l'inquietudine per le sue parole … Dov'è questo Dio, dov'è questa relazione? Spesso ci basta onorarlo con le labbra, mentre il cuore è lontano. Chissà dove... Ecco la religione vana. Fatta di un culto vuoto e di insegnamenti che sono precetti di uomini (Mc 7, 7). Insegnamenti non cattivi, ma ordinari, scolastici, prevedibili. Senza un "di più". Come è facile credere in relazioni in cui apparentemente c'è tutto, ma non è rimasto niente. E come è impegnativo vivere una relazione che veda e capisca "dal di dentro" il senso di ogni cosa”. Raccogliamo queste provocazioni a livello associativo: come CTG siamo un popolo "saggio e intelligente" (Dt 5, 6) oppure un popolo "che ha il cuore lontano da me" (Mc 7, 6)? Dove sta la differenza? Siamo abituati a fare bene le nostre cose, le facciamo fedelmente, le facciamo attentamente. Portiamo avanti tante realtà belle, tradizioni, progetti … ma è davvero questo ciò che basta? Ci sentiamo a posto per il fatto che abbiamo fatto le nostre cose e che all’esterno tutte siano riconosciute, approvate, (… forse applaudite?) Il Signore ci avverte che è "dal di dentro" che si legge la vita. la presenza, l’impegno, il coinvolgimento interiore, … È facile farsi vedere solo "dal di fuori", sulla base di convenzioni, pregiudizi, criteri funzionali, giudizi tecnici. Lasciarsi leggere dal di dentro, dal cuore, è faticoso: ma è lì che abitano le intenzioni, sincere o ambigue, interessate o segnate da gratuità … E chi è attorno a noi se ne accorge (basta chiedere ai giovani!) Avere una vita spirituale, anche come soci CTG, significa saper abitare la vita dal di dentro, dal cuore. Come è facile invece illudere se stessi. Anche l’appartenenza ecclesiale o associativa può essere una potente forma di illusione/maschera. Impegniamoci allora a custodire la braci accese, senza perderci dietro alla preoccupazione di sorvegliare la cenere! Altrimenti possiamo ammirare e fotografare il CTG come un bel Museo delle cere, (cfr. i farisei), ma viverne l’autentico spirito (cristiano) è ben altro!
don Antonio Scattolini
Consulente Ecclesiastico CTG Verona


UNA AMICIZIA CHE DURA NEL TEMPO
Dal 5 al 7 settembre gli amici del gruppo CTG Vallesina di Jesi (AN) sono venuti a trovarci. Insieme abbiamo esplorato alcuni degli angoli più suggestivi del lago bresciano: Desenzano d/G, Sirmione, Gardone e Salò. Un'immersione nella bellezza storica, artistica e naturalistica, ma soprattutto un'occasione per rinnovare il gemellaggio che ci lega dal 2019. Vi ricordiamo che sul nostro sito www.elvissinel.it è consultabile il programma della escursioni di settembre e la locandina del viaggio culturale del 12 ottobre che ci porterà a Piacenza a scoprire... Mirabili Prospettive!

PIANTE E FRUTTI IN AUTUNNO NELLA MONTAGNA VERONESE
Inizia Martedì 24 settembre e proseguirà fino al primo dicembre, un corso organizzato dai gruppi CTG M. Baldo e Lessinia e dal CTG Volontariato (in collaborazione con il CTG San Massimo e il gruppo Alpini di San Massimo) con il contributo della Regione del Veneto (DGR 1299/2023 e DDR 1142/2023) per scoprire le piante veronesi nella stagione autunnale: foglie, bacche, semi e frutti da gustare e ammirare. Il corso comprende sette conferenze di martedì sera, che si terranno in presenza presso la baita degli alpini di San Massimo in via Marche e on line su Zoom, e 7 uscite guidate di sabato pomeriggio/domenica mattina per conoscere le piante in autunno, la raccolta di bacche e frutti e il loro impiego alimentare nella tradizione locale, con specifiche ricette e degustazioni, concluse da un pranzo a base di erbe/piante/frutta. “Il foliage con i colori vistosi delle foglie, i panorami affascinanti dei boschi, i profumi da annusare e i prodotti che i boschi montani producono da gustare, fanno dell’autunno una stagione emozionante da vivere” spiega Maurizio Delibori coordinatore dell’iniziativa del CTG ”Camminare nei boschi autunnali sarà un modo per scoprire piante ed animali che si preparano ad affrontare l’inverno, ma anche una occasione per valorizzare i prodotti tipici montani, dalle castagne ai formaggi, dalle bacche ai funghi e per imparare ad utilizzare alcune piante e frutti spontanei per fare alimenti e bevande”. Ecco gli incontri programmati nel primo mese: Martedì 24 settembre. Le piante e le loro caratteristiche. Piante alimurgiche, officinali e velenose in autunno, dove trovarle e utilizzarle (frutti, semi, cortecce, foglie). Preparazione di tisane e decotti. (conferenza ore 20.30 a San Massimo e su Zoom). Sabato 29 settembre: San Michel e Descargar Montagna a Prada con ritrovo ore 9 al parcheggio della fiera e rientro ore 12.30. Facile. Degustazione di salse e formaggi alle erbe e frutta autunnale. Martedì 1 ottobre Proprietà delle piante. Piante curiose. Ricette tradizionali e non a base di piante e frutta. Conserve e salse. Come prepararle. (conferenza in presenza ore 20.30 e su Zoom). Sabato 5 ottobre Escursione all'Osservatorio Turri di Monte Crocetta con lettura di brani dei libri del geografo E. Turri, ritrovo ore 8.30 Caprino -parcheggio Cimitero, Durata: 4h. Difficoltà: facile media. Martedì 15 ottobre Autunno in arte, poesia, letteratura, ed in natura. Emozioni autunnali nella montagna veronese con le piante. (conferenza ore 20.30 su Zoom). Domenica 20 ottobre Escursione da Breonio al Monte Pastelletto Ritrovo: ore 9.00 chiesa di Breonio Durata: 3h Difficoltà facile-media. Degustazione gnocchi da prenotare. Martedì 22 ottobre Preparazione di marmellate e dolci con piante autunnali (conferenza in presenza ore 20.30 e su Zoom) Sabato 26 ottobre Escursione tra i grandi faggi autunnali di Ortigara - Ritrovo ore 9.00 Due Pozze di Prada - Durata: 3h – Difficoltà facile-media. L’iscrizione al Corso si fa al CTG tel. 045/6260228, sito internet: ctgbaldolessinia.org. e.mail

CAPRINO: SUL MONTE CROCETTA PER VALUTARE LE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO IN RICORDO DI EUGENIO TURRI
Ritorna il 5 ottobre la ricorrenza della commemorazione della figura del geografo Eugenio Turri con la salita all’Osservatorio Eugenio Turri su Monte Creta, dove verranno letti dei brani sul paesaggio tratti dai tanti libri del geografo veronese. Eugenio Turri (1927-2005), dagli anni ‘settanta raggiungeva ogni anno questo balcone naturale per fotografare le trasformazioni paesaggistiche della piana di Caprino verso il Garda, fino ai primi del 2000, quando lasciò questo compito ai suoi “alunni” del CTG M. Baldo che lo avevano accompagnato negli ultimi anni del secolo scorso. “Ogni anno, diversi soci del CTG salgono sul Monte Creta, all’ “Osservatorio Eugenio Turri”, per continuare questa documentazione fotografica che ha visto negli ultimi anni forti trasformazioni con il nascere delle zone artigianali-industriali della piana di Caprino, la circonvallazione del paese e le pale eoliche di Rivoli-Affi o i nuovi vigneti che hanno sostituito e sostituiscono le colture seminative”, spiega Maurizio Delibori presidente del CTG M. Baldo. Monte Crocetta, com’è conosciuta popolarmente la panoramica postazione di Monte Creta, dov’è collocata una grande croce tra pini neri, visibile dalla stessa piazza di Caprino, è posta a 1023 m. s. m., una delle propaggini più meridionali del Monte Baldo, protesa come un balcone sulla piana di Caprino.” È un alto luogo che consente di ammirare tutta la parte meridionale del Garda da Toscolano a Sirmione, da Peschiera fino a Garda, il Monte Belpo, gli anfiteatri morenici contrapposti del Garda e di Rivoli, lo sbocco della Val d’Adige con la Chiusa, il Monte Moscal e la sottostante piana di Caprino-Affi-Costermano, in cui ogni anno si inseriscono costruzioni nuove o trasformazioni agricole”. Nella prefazione del volume “Il Monte Baldo” del 1999, Eugenio Turri così descrive la montagna dei veronesi:” E’ vasto, vario e racchiude nelle sue forme fisiche, come un territorio-museo, le testimonianze di una storia naturale raccontata su tempi lunghi, geologici, nella varietà delle sue condizioni locali, altitudinali. Da questo punto di vista il Monte Baldo è un modello di mondo. Esso racconta in particolare la storia orogenetica, lo strutturarsi delle montagne, i processi demolitori, il disfacimento continuo dei rilievi, il succedersi delle stagioni millenarie, da quelle aride e ventose, a quelle durissime, glaciali, del Pleistocene, la commovente vicenda della flora per sopravvivere ai mutamenti climatici, la storia degli uomini che cercano anch'essi di fare proprio questo spazio montano, utilizzandone dapprima le risorse materiali e poi anche considerandolo come risorsa spirituale: spettacolo di natura dove si possono ritrovare sopravvivenze di paesaggi d'altre epoche geologiche, con la flora rara, le aquile, i lembi glaciali sulle montagne Retiche dirimpetto. Nel Monte Baldo insomma c'è la varietà delle storie e c'è il tempo lungo. Ossia c'è tutto: quasi possiamo parlare del Monte Baldo come di mondo...”. Questa lungimirante descrizione di Turri è particolarmente attuale. “Con i cambiamenti climatici e le veloci trasformazioni umane del paesaggio cui assistiamo ogni giorno, perdiamo e dimentichiamo i veri valori ambientali del territorio del Baldo-Garda, un ambiente unico dal punto di vista naturalistico ma anche antropico, che va tutelato e valorizzato nella sua identità come Patrimonio dell’Umanità in quanto ha visto nascere la botanica moderna con Calzolari e Pona, racchiude specie endemiche rare ed una biodiversità eccezionale con un paesaggio straordinario che riserva panorami mozzafiato” chiude Delibori, sostenitore della candidatura del Baldo a patrimonio Unesco che sta cominciando l’iter di approvazione con il deposito della domanda al Ministero da parte della Provincia di Trento.
